2 Agosto 2007 - alta via n.ro 2

admin agosto 10th, 2007

coronaSveglia alle 7! Un bimbo danese che dorme in camera con noi è dalle 5 che rompe le palle con dei saccetti di nylon per mettersi via la roba…vinto l’acido lattico affrontiamo la colazione. Fumetti e Marco vanno sul pane e marmellata, io e il Bocia optiamo per lo yogurt e i cereali. Oggi dobbiamo andare al Puez che è a circa 2650 metri d’altezza. Iltragitto è lungo ma tutto sommato facile. La giornata è stupenda e il sole è talmente forte che il fattore 20 di protezione non serve a nulla. Dopo circa un ora di discesa lieve attacchiamo un forcellone da paura, faticosissimo, sotto il sole a candela. Alle 12 siamo in forcella a 2500 metri circa e qui conosciamo due tipi fuori di testa con le rispettive famiglie. Nik, 39 anni di Bolzano, con la moglie Daniela e i tre figli rispettivamente 11, 9 e7. Giò, di milano con moglie e due figli di 10 e 8. Loro due si sono conosciuti durante un raid motociclistico nel sahara e hanno deciso di provare questa esperienza con e famiglie. Lì in forcella ci cambiamo la maglia, sudatissima e consumiamo con le due famigliole di “fuori di testa” un panino con una fetta di spek. Da lì abbiamo due possibilità: 1 ora di strada, con annessa ferrata….oppure 1 ora di discesa, 1 ora di salita in un altra forcella e poi 1 ora e mezza di pascolo erboso per arrivare al Puez. Daniele e Fumetti sarebbero per la ferrata…io e Marco intimiamo prudenza. Decidiamo insieme di non farci male e di allungare in sicurezza…mentre Nik, Giò e parentado si arrampicano come stambecchi per la ferrata. I piccoli con un pò di imbrago, i grandi senza! Alle 14 siamo nel forcellone successivo, dopo salita da paura per un ghiaione con sole a candela. Mani, braccia e zigomi, bruciano terribilmente dal sole. Dalla cima della forcell si sale di altri 30 metri con sentiero ferrato attrezzato. Molto semplice, se uno non soffre di vertigini. Da lì iniziamo l’avvicinamento al rifugio Puez. Marco tuttavia non si è ancora ripreso. Ha 140 pulsazioni contro le 80/90 che abbiamo noi. Forse ha un po’ di febbre. Per averlo provato l’anno precedente, so per esperienza quanto sia fatica incamerare ossigeno in quelle condizioni. rallentiamo un po’ e decidiamo di dividerci i pesi e alleggerire Marco. la solidarietà in montagna è la prima regola. ercoleSi parte insieme, si arriva insieme, nessuno deve rimanere indietro. Lemme lemme arriviamo al Puez. Qui Marco si riprende bene…mentre io, Fumetti e il Bocia, fraternizziamo con Nik e Giò. Un giro di Waizen Bier a testa dalle 16.30 alle 18.30….si fuma il toscano, si beve, ci si conosce. Siamo felici. La cena, rispetto al Genova è un po’ deludente…una pasta scotta, ma la serata prosegue allegra con un paio di giri di grappino e uno scopone scientifico. Alle 22.00 ci corichiamo. La stanza da letto è gremita (siamo almeno in 20). alle 23.30 il ticchetio di una pioggia battente e gelida si fa sentire e uno spiffero che s’incunea tra la porta aperta e una finestrella ci costringe a raggomitolarci nel sacco lenzuolo e nelle coperte di lana, tipo militare.

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