3 agosto 2007 - alta via n.ro 2

admin agosto 10th, 2007

ferrata-tridentina.jpgLa pioggia non ha dato tregua per tutta la notte…tiriamo la tendina. Nooooo nevica! una bufera in piena regola. Il termometro segna - 3°. Non è possibile, siamo il 3 agosto…ma a 2700 mt di quota tutto è possibile. Solita colazione. 2 pani e 2 yogurt con sguardo fisso e preoccupato alla finestra. Marco stamattina sta bene e questa è già una bella notizia. Alle 9.30 la neve si alterna ogni 10 minuti con una pioggerella fredda. Ci sono 60 persone in rifugio nessuno si muove. Ci consultiamo tra di noi mentre pioggia e neve sono progressivamente più sottili. Solitamente in quelle condizioni è prudente starsene in rifugio, ma noi sappiamo che dobbiamo scendere e che man mano che scenderemo troveremo temperature pù accettabili. Così alle 9.40 ci “intabariamo” e partiamo. Cerata, doppia maglia pesante, pantaloncini corti (per non bagnare l’unico paio di lunghi), sacco protettivo sullo zaino e via! Un freddo cane ci morde i muscoli delle gambe e un vento gelido ci sferza mai e volto. C’è un po’ di ristoro solo dietro a qualche costone di roccia. Percorriamo in meno di 2 ore tutto l’altpiano del Puez che ci porta a salire in una forcella (altro che discesa!). Tuttavia il tempo migliora. La temperatura sale e la pioggia si trasforma in un fastidioso pulviscolo acqueo. Forcella, discesa di mezzora, poi altra forcella, meno impegnativa e cominciamo la discesa verso il Passo Gardena. 600 metri in giù a spaccar lle ginocchia. Al Gardena arriviamo sudati e bagnati…entriamo su un postaccio, una betola per prendere qualcosa ma ci guardano male. Esco esclamando “andiamo via! questo posto è uno schifo”. Più su c’è l’hotel - ristorante CIR. Io e il Bocia andiamo in avanscoperta. pEntriamo vergognandoci, sozzi di fango, pioggia, neve e sudore….”c’è qualcosa da mangiare?”. Come no! il titolare e la moglie ci accolgono fertosi. Ci mettono a disposizione il locale caldaia per asciugare vestiti, scarponi, e amenicoli vari. la sala ristorante è raffinatissima…davvero noi c’entriamo pochissimo con il contesto…arriva una ragazza in divisa e ci serve pietanze tirolesi raffinatissime e gustosissime (io prendo un filetto di dinosauro al pepe verde) con una bottiglia di Lagrein della cantina Muri Gries…da favola. Alle 14.30 ci alziamo sazi e felici. Transitiamo il Gardena e attacchimo la salita che porta al Pisciadù, non prima di aver comperato una bottiglia di sgnapa di nosiola da o,5 lt. comincia un ghiaione infernale…una salita che tira da matti, sempre, sembra non finire mai…eppure 900 metri di dislivello dobbiamo farli. Evitiamo la tridentina poichè on siamo attrezzati per farla. Dopo circa 1 ora e mezza di ghiaione, comincia la ferrata. Bellissima, quasi verticale, anche se mai pericolosa. Scatta la adrenalina  in meno di mezz’ora siamo al Pisciadù. Il Sella rimane immerso tra le nuvole e c’è un freddo cane. Doccia calda, cena e giri copiosi di grappa, a finir la bottiglia con Nik e Giò. Io, il Bocia e Fumetti, ci corichiamo ridendo a crepapelle…per fortuna che c’è Marco che tiene salda la compagnia. La camera è da 6 e siamo solo i 4…si dorme divinamente.

Trackback URI | Commenti RSS

Rispondi