27 giugno - visita all’ospedale di bebeja

admin luglio 23rd, 2009

bebeja1Il risveglio alle 6.15 è accompagnato dalla sensazione di non aver mai dormito. Stavolta la colpa non è nè del caldo nè delle zanzare. Il beep - peep dei pipistrelli (che dicono essere grandi come polli) mi ha torturato per tutta la notte….dico “mi ha….” perchè l’altra parte della comitiva ha dormito in una parte della struttura della diocesi di Doba dove il rumore era meno intenso.
Alle 6.30 partecipiamo alla messa. In francese. La piccola comunità si raccoglie in una cappellina e le porte aperte lasciano scorrere il fresco della mattina del sud.
Durante la colazione programmiamo la giornata e quelle successive con Sylvestre, il vicario. Ci conferma la disponibilità di Edmond l’autista e fissiamo di raggiungere alle 9 l’ospedale di Bebeja.
L’ospedale è a circa 20 minuti da Doba.
E’ una struttura costituita da una decina di edifici bianchi, con il tetto di lamiera, che si sviluppano su un piano su un’area piuttosto grande, dove sorgono alcune piante di alto fusto che producono provvidenzialmente un po’ di ombra.
L’ospedale di Bebeja è l’unica struttura sanitaria, degna di essere chiamata con questo nome nel raggio di 300 chilometri.
Ci accoglie Joseph Mbaituoloum e ci abbracciamo forte. “Mbai” è il direttore sanitario e il chirurgo dell’ospedale. Ha studiato a Padova e parla bene l’Italiano e poi ha fatto la scelta di tornare nel suo paese. Insieme a lui operano altri due medici ciadiani, e spesso capitano altri medici specialisti per periodi ridotti di tempo.
Magdalene, una suora comboniana di Ibiza, di fatto dirige la parte organizzativa della struttura e cura direttamente il reparto maternità, insieme alle altre suore.
La mattinata è dedicata alla visita.
Ci si apre il cuore vedere che una parte dei materiali che abbiamo inviato sono già in funzione. Le lampade da visita, il letto da parto e gli ecografi. Ma ciò che ci tocca di più sono le storie dei neonati.
Una bimba che viene allattata con il ltte che abbiamo mandato noi. Ha 3 giorni di vita e la madre è morta durante il parto…e non si può non pensare che la vita è più forte della morte.
Ma anche due gemelli, piccolissimi. Anche loro allattati con il “nostro” latte.
Le altre apparecchiature, quelle non ancora installate, sono riposte ordinatamente in una grande stanza….possiamo dire: missione compiuta.
Durante la mattinata visitiamo i reparti. La chirurgia, con la sala operatoria. La diagnostica, con un rudimentale laboratorio di analisi, i “nostri ecografi” in funzione e un vecchio apparecchio per gli rx. La medicina, con il reparto per la tubercolosi e l’epatite. La farmacia fornita soprattutto di antibiotici e di retrovirali per l’Hiv (Sida….in francese).
Suo Fernanda, una suora padovana che avevo conosciuto nel viaggio di tre mesi fa, ci accoglie per il pranzo. Aperitivo con arachidi tostate e succo di anacardo fresco.
Durante il pranzo all’italiana entriamo nel merito delle problematiche della gestione dell’ospedale.
Nel 2008, compreso il costo del personale (80 persone), con soli 370.000 euro si è data risposta sanitaria con 700 interventi chirurgici e 15.000 ricoveri.
370.000 euro poco meno del costo lordo di 4 medici di base in italia.
La visita è l’occasione per fare il punto sulle esigenze dell’ospedale e per rinnovare alcune necessità e richieste. Decidiamo di lasciare a Magdalene 2.000 euro per il funzionamento dell’ospedale e alcune borse con vestiti e occhiali per presbiopia.
Nel tardo pomeriggio visitiamo la scuola elementare dove i “nostri” banchi fanno bella vista.
Non ci sono li allievi. Sono in vacanza.
Infine Sylvestre ci porta a visitare il centro - agricolo sperimentale statale di Bebeja.
Ci accoglie il responsabile e l’unica cosa che appare in buono stato è un chiosco dove si prodigano ad offrirci una birra gelata. Per il resto il posto non mi pare un granchè. All’uuniversità ho fatto agraria. Non mi sono occupato in vita mia di agricoltura….ma accademicamente parlando un po’ ne so. Mi accorgo che il “responsabile”…nominato dal governo….mentre ci fa visitare il centro, dice un po’ di imprecisioni.
Ad un certo punto mi viene voglia di divertirmi un po’…..accarezzo una pianta di mais e gli chiedo “cos’è questa?”….il tipo si gratta la testa e mi dice “sorgo….penso”.
la situazione è comica ma è un po’ meno ilare la situazione nelle campagne. Un terreno fertilissimo che viene conltivato con agricoltura primaria e che rende il 10% di quanto dovrebbe.
Nel tardo pomeriggio mi prende la dissenteria. Sento di avere un po’ di febbre. Cerco di bere e prendo del dissenten.
Io, Ruggero e Alberto siamo tre ex allievi salesiani e al nostro ritorno visitiamo l’oratorio della diocesi e il padre salesiano don Alcide. Ci racconta con entusiasmo del lavoro che sta facendo con i ragazzi e ci invita in casa salesiana per la sera, dopo cena.
La cena a Doba è una occasione ulteriore per affrontare i temi dell’ospedale con Silvestre e Mbaitouloum. La cucina italiana si sposa perfettamente con il vino francese che ci viene offerto, ma il mio stato di salute mi fa propendere per l’acqua e il riso in bianco.
Don Alcide mantiene la promessa e dopo cena passa a prenderci con la vecchia toyota con stampato sulla fiancata il faccione di Don Bosco, per portarci in parrocchia.
E’ un dopo cena insolito….vino bianco francese, prosciutto di s. daniele al coltello e formaggio prodotto dalle suore di Sahr….ma soprattutto padre Chopin di 70 anni, un salesiano francese inizia ad allietarci con la chitarra e delle canzoni francesi. Ottengo di accordargli lo strumento, ma la maggiore armonia, non lenisce la febbre e il malessere che non mi fanno apprezzare a pieno la situazione.
Ad un cerco punto i miei compagni si accorgono della situazione e riusciamo a congedarci.
Credo di non aver mai deiderato come in quel frangente un letto dove stendermi….
Il fresco della sera di Doba e la stanchezza soverchiano il beep - beep dei pipistretti e il sonno ristoratore mi regala un risveglio senza febbre e con una dissenteria molto attenuata.

One Response to “27 giugno - visita all’ospedale di bebeja”

  1. gliimmoralion 31 lug 2009 at 5:11 pm

    http://www.gliincapaci.ilcannocchiale.it/

Trackback URI | Commenti RSS

Rispondi