Archive for the 'Alta Via numero 2' Category

I magnifici 4

admin agosto 30th, 2007

In questi giorni, alla domanda “dove sei stato in vacanza?” ho risposto che dall’1 al 6 agosto ho fatto un pezzo dell’alta via n° 2 delle Dolomiti. Forse perchè la gente ha un immagine “sedentaria” di me, ho visto che tanti hanno fatica a crederci.

 i magnigici 4

bene, in questa foto sono rappresentati i magnifici 4 dell’impresa. Io, Daniele, Fumetti e Marco. Siamo all’ultima tappa, all’arrivo al passo S. Pellegrino, sopra Moena, dopo sei giorni di cammino e circa 75 chilometri, con acsese e discese…non siamo nemmeno molto sfigurati a quanto pare…ma c’è un segreto. L’ultima tappa era in piano e l’abbiamo fatta in meno di un’ora, poichè siamo partiti dal Fuciade, locanda che segnaliamo in particolare per la qualità della ristorazione.

Tutte le foto dell’Altavia

admin agosto 27th, 2007

MarcoMarco è un nikkonista! ovvero uomo che sa fare le fotografie e che ha una macchina fotografica adeguata con obiettivi che ogni volta si adattano all’oggetto o alle situazioni da fotografare….senza farla lunga Marco ha preparato un bllissimo album della nostra avventura in cui ha pubblicato le foto che si potevano pubblicare. Altre, per nostra fortuna, le ha tenute ben celate. Credo che la fatica di portarsi a presso 1 kilo di macchina e obiettivi sia stata ampiamente ripagata dalla qualità delle foto che ci ritraggono in momenti impegnativi, altri divertenti e scherzosi. Devo dire che i soggetti, che oltre a noi erano le Dolomiti Trentine e Bellunesi, erano straordinari. L’abilità del fotografo poi ha consentito di aumentare la suggestione di certi panorami e di alcuni passaggi. Grazie Marcooo! Cliccando su ALBUM potrai vedere tutte le foto.

6 agosto 2007 - ata via n.ro 2

admin agosto 11th, 2007

vColazione ottima al Fuciade e poi via verso il passo S. Pellegrino. Lì ci attende la macchina di Fumetti. Poco meno di un’ora e siamo in auto. Tappa a Moena per comprare lo Spek, i Canederli e un pezzo di “puzzone”. Prendo un gioco per il mio Giovannino alla cooperativa “La Famiglia”. Ci dirigiamo quindi al Passo delle Erbe per recuperare la mia macchina. Lì pranziamo senza fretta, quasi non volessimo finire l’avventura. Alle 15.30 partiamo e alle 19.30 siamo di nuovo a Martellago. Abbiamo vissuto giorni e sentimenti straordinari….abbiamo scoperto che in certi momenti, in certi luoghi può venire fuori davvero il meglio di noi. La stanchezza oramai è solo un ricordo, mentre cresce il desiderio di affrontare una nuova impresa. Qualche volta scherzo con Fumetti: “prima o poi facciamo le Ande!” chissà che non ci sia un pò di verità in questa affermazione!

5 agosto 2007 - alta via n.ro 2

admin agosto 11th, 2007

io e il maialepartenza alle 8 a razzo, senza colazione. I tre Nik, Matteo e Giò, partono con noi. Ci danno 15 minuti di distacco nella prima ora di camminata, fino al Fedaja. ma noi abbiamo in serbo una simpatica “mandrakata”. Zanzo, che doveva tornare a casa, invece di prendere la via del ritorno, arriva al Fedaja. Ci carica e ci porta fino all’agriturismo “malgaciapela”. 9 km di strada asfaltata risparmiati. Sono le 9.30…ora viene il bello. Malga ciapela è al 1.500 mt, e la forca rossa è 2.700…dobbiamo fare 1.200 metri di dislivello!! partiamo. prima 2 ore di salita costante in un bosco umidissimo e pieno di insetti. Poi comincia un giaione con zig zag infiniti. Alle 12.31 arriviamo in cima alla Forca Rossa. Non parla nessuno, siamo morti dallo sforzo. Io ho una spalla schiacciata dal peso dello zaioni che mi duole e mi informicolisce una mano. Mezz’ora di sosta e ripartiamo. inizia una discesa in mezzo ai pascoli che ci porta in 2 ore al rifugio - ristorante Fuciade. Jesolo!! dopo 5 giorni di silenzio incontriamo 500 persone sui prati del Fuciade. Siamo arrivati primi! ma siamo sicuri che Nik, Giò e Matteo stanno meglio di noi in alta quota. Mentre li aspettiamo, cacciamo le Franziskaner sul torrente e ci lanciamo in un pomeriggio di giochi d’acqua con i bimbi dei nostri amici. Alle cinque arrivano i tre peones, distrutti, stanchi e felici. Ci abbracciamo forte come se non ci vedessimo da una vita! Raccontiamo della nsotra “scorcaitoia” e ci ridiamo su. Io e Fumetti improvvisiamo qualche mossa di lotta sul prato tra l’ilarità degli astanti. la serata finisce tutti insieme nella Stube del Fuciade. Cucina straordinaria! Ora è venuto davvero il tempo di salutarci. I nostri amici prendono la via del ritorno e noi rimaniamo da soli nella notte a fumare il toscano e a bere l’acqua fresca della fontana che rumoreggia nell’oscurità.

4 agosto 2007 - alta via n.ro 2

admin agosto 10th, 2007

boeLa bocca sembra impastata di sabbia e cemento…la grappa della sera prima ha lasciato il segno. Stamattina bevo il caffè americano in tazza grande, poi lo yogurt. La ciurma è bella sveglia e oramai siamo un’unica squadra con le famiglie di nik e giò. Loro vorrebbero fermarsi sul Boè, noi invece dobbiamo procedere fino al lago Fedaja. Iniziamo la risalita veros il Boè, tra sentieri attrezzati, gradoni di roccia e tratti di neve fresca. Siamo a 3000 mt. Quando il fiato consente intoniamo qualche canto popolare, sempre rispettosi della montagna. Un tedesco che incrocio esclama “Tank you, very beautiful song!”. Alle 12 arriviamo al rifugio Piz Boè…bellissimo, peccato che la funivia del Pordoi porti lì un casino di gente. Certi posti dovrebbero essere rispettati di più. Azzanniamo un panino voracemente e poi ripartiamo perchè la strada è lunghissima ancora. Arriviamo facilmente alla forcella Pordoi, 2.800 mt, e attacchiamo la discesa al passo. 800 mt a canna, spacca adduttori e ginocchia. Il Bocia che è leggero esce dal sentiero e prende il ghiaione…sembra stia sciando. Fa in 5 minuti una discesa che noi facciamo in mezzora. Ad un certo punto sento che marco mi chiama…mi giro e vedo l’impensabile. E’ lì che miguarda agitando la suola dello scarpone staccata di netto. Panico! Abbiamo altri 400 mt di discesa nella pietraia. Il Bocia non si perde d’animo. Con un laccio e una cinghia fa una riparazione di fortuna…rozza ma efficace. Pian piano scendiamo al passo Pordoi. Lì bontàvole che ci sia daniele Zanzo ad aspettarci, arrivato in auto. Io, il Bocia e Fumetti sorseggiamo birra fino alle 16, nel frattempo Zanzo e Marco scendono a Canazei a comperare un nuovo paio di scarponi. Alle 16.30 ripartiamo, questa volta in 5….dovremmo arrivare al Fedaja. C’è un vento freddo che da fastidio. Ad un certo punto sentiamo dall’alto un urlo “Veneziaaaaaaaaaaa”. guardiamo in alto: sono Nik, Giò e Matteo (fratello di Nik). Abbandoniamo l’idea del Fedaja e ci piazziamo sullo stesso rifugio dei nostri amici. Cena tutti insieme, straordinaria, con i bambini. Loro vorrebbero fermarsi ma ad un certo punto scatta la sfida “i bambini in macchina al San pellegrino, i Veneziani girano intorno alla Marmolada per la Forca Rossa, e Nik, Giò e Teo, attraversano il ghiacciao con i ramponi….chi arriva ultimo paga da bere”. Fatta!

3 agosto 2007 - alta via n.ro 2

admin agosto 10th, 2007

ferrata-tridentina.jpgLa pioggia non ha dato tregua per tutta la notte…tiriamo la tendina. Nooooo nevica! una bufera in piena regola. Il termometro segna - 3°. Non è possibile, siamo il 3 agosto…ma a 2700 mt di quota tutto è possibile. Solita colazione. 2 pani e 2 yogurt con sguardo fisso e preoccupato alla finestra. Marco stamattina sta bene e questa è già una bella notizia. Alle 9.30 la neve si alterna ogni 10 minuti con una pioggerella fredda. Ci sono 60 persone in rifugio nessuno si muove. Ci consultiamo tra di noi mentre pioggia e neve sono progressivamente più sottili. Solitamente in quelle condizioni è prudente starsene in rifugio, ma noi sappiamo che dobbiamo scendere e che man mano che scenderemo troveremo temperature pù accettabili. Così alle 9.40 ci “intabariamo” e partiamo. Cerata, doppia maglia pesante, pantaloncini corti (per non bagnare l’unico paio di lunghi), sacco protettivo sullo zaino e via! Un freddo cane ci morde i muscoli delle gambe e un vento gelido ci sferza mai e volto. C’è un po’ di ristoro solo dietro a qualche costone di roccia. Percorriamo in meno di 2 ore tutto l’altpiano del Puez che ci porta a salire in una forcella (altro che discesa!). Tuttavia il tempo migliora. La temperatura sale e la pioggia si trasforma in un fastidioso pulviscolo acqueo. Forcella, discesa di mezzora, poi altra forcella, meno impegnativa e cominciamo la discesa verso il Passo Gardena. 600 metri in giù a spaccar lle ginocchia. Al Gardena arriviamo sudati e bagnati…entriamo su un postaccio, una betola per prendere qualcosa ma ci guardano male. Esco esclamando “andiamo via! questo posto è uno schifo”. Più su c’è l’hotel - ristorante CIR. Io e il Bocia andiamo in avanscoperta. pEntriamo vergognandoci, sozzi di fango, pioggia, neve e sudore….”c’è qualcosa da mangiare?”. Come no! il titolare e la moglie ci accolgono fertosi. Ci mettono a disposizione il locale caldaia per asciugare vestiti, scarponi, e amenicoli vari. la sala ristorante è raffinatissima…davvero noi c’entriamo pochissimo con il contesto…arriva una ragazza in divisa e ci serve pietanze tirolesi raffinatissime e gustosissime (io prendo un filetto di dinosauro al pepe verde) con una bottiglia di Lagrein della cantina Muri Gries…da favola. Alle 14.30 ci alziamo sazi e felici. Transitiamo il Gardena e attacchimo la salita che porta al Pisciadù, non prima di aver comperato una bottiglia di sgnapa di nosiola da o,5 lt. comincia un ghiaione infernale…una salita che tira da matti, sempre, sembra non finire mai…eppure 900 metri di dislivello dobbiamo farli. Evitiamo la tridentina poichè on siamo attrezzati per farla. Dopo circa 1 ora e mezza di ghiaione, comincia la ferrata. Bellissima, quasi verticale, anche se mai pericolosa. Scatta la adrenalina  in meno di mezz’ora siamo al Pisciadù. Il Sella rimane immerso tra le nuvole e c’è un freddo cane. Doccia calda, cena e giri copiosi di grappa, a finir la bottiglia con Nik e Giò. Io, il Bocia e Fumetti, ci corichiamo ridendo a crepapelle…per fortuna che c’è Marco che tiene salda la compagnia. La camera è da 6 e siamo solo i 4…si dorme divinamente.

2 Agosto 2007 - alta via n.ro 2

admin agosto 10th, 2007

coronaSveglia alle 7! Un bimbo danese che dorme in camera con noi è dalle 5 che rompe le palle con dei saccetti di nylon per mettersi via la roba…vinto l’acido lattico affrontiamo la colazione. Fumetti e Marco vanno sul pane e marmellata, io e il Bocia optiamo per lo yogurt e i cereali. Oggi dobbiamo andare al Puez che è a circa 2650 metri d’altezza. Iltragitto è lungo ma tutto sommato facile. La giornata è stupenda e il sole è talmente forte che il fattore 20 di protezione non serve a nulla. Dopo circa un ora di discesa lieve attacchiamo un forcellone da paura, faticosissimo, sotto il sole a candela. Alle 12 siamo in forcella a 2500 metri circa e qui conosciamo due tipi fuori di testa con le rispettive famiglie. Nik, 39 anni di Bolzano, con la moglie Daniela e i tre figli rispettivamente 11, 9 e7. Giò, di milano con moglie e due figli di 10 e 8. Loro due si sono conosciuti durante un raid motociclistico nel sahara e hanno deciso di provare questa esperienza con e famiglie. Lì in forcella ci cambiamo la maglia, sudatissima e consumiamo con le due famigliole di “fuori di testa” un panino con una fetta di spek. Da lì abbiamo due possibilità: 1 ora di strada, con annessa ferrata….oppure 1 ora di discesa, 1 ora di salita in un altra forcella e poi 1 ora e mezza di pascolo erboso per arrivare al Puez. Daniele e Fumetti sarebbero per la ferrata…io e Marco intimiamo prudenza. Decidiamo insieme di non farci male e di allungare in sicurezza…mentre Nik, Giò e parentado si arrampicano come stambecchi per la ferrata. I piccoli con un pò di imbrago, i grandi senza! Alle 14 siamo nel forcellone successivo, dopo salita da paura per un ghiaione con sole a candela. Mani, braccia e zigomi, bruciano terribilmente dal sole. Dalla cima della forcell si sale di altri 30 metri con sentiero ferrato attrezzato. Molto semplice, se uno non soffre di vertigini. Da lì iniziamo l’avvicinamento al rifugio Puez. Marco tuttavia non si è ancora ripreso. Ha 140 pulsazioni contro le 80/90 che abbiamo noi. Forse ha un po’ di febbre. Per averlo provato l’anno precedente, so per esperienza quanto sia fatica incamerare ossigeno in quelle condizioni. rallentiamo un po’ e decidiamo di dividerci i pesi e alleggerire Marco. la solidarietà in montagna è la prima regola. ercoleSi parte insieme, si arriva insieme, nessuno deve rimanere indietro. Lemme lemme arriviamo al Puez. Qui Marco si riprende bene…mentre io, Fumetti e il Bocia, fraternizziamo con Nik e Giò. Un giro di Waizen Bier a testa dalle 16.30 alle 18.30….si fuma il toscano, si beve, ci si conosce. Siamo felici. La cena, rispetto al Genova è un po’ deludente…una pasta scotta, ma la serata prosegue allegra con un paio di giri di grappino e uno scopone scientifico. Alle 22.00 ci corichiamo. La stanza da letto è gremita (siamo almeno in 20). alle 23.30 il ticchetio di una pioggia battente e gelida si fa sentire e uno spiffero che s’incunea tra la porta aperta e una finestrella ci costringe a raggomitolarci nel sacco lenzuolo e nelle coperte di lana, tipo militare.

1 agosto 2007 - altavia n.ro 2

admin agosto 10th, 2007

Stamane alle 4.30 ero già sveglio. Avevo una strana agitazione…non quella di quand’ero bimbo e vivevo con ansia e attesa l’alba del giorno in cui avrei dovuto fare le cose importanti. Avevo l’agitazione della “maturità” che sa di stress e disillusione. Ieri sera sono venuto via alle 22.00 dal consiglio regionale…un consiglio che avrebbe dovuto finire 5 giorni fa. vaccaAlle 22.00 non ero sicuro nemmeno che stamane sarei potuto partire. Eppure durante le telefonate, ieri, mi sono premurato di tranquillizzare tutti, Daniele, Marco e Fumetti: “tranquilli! stasera finisce e domani si parte”. Alle 6.10 partenza da casa mia, via Lombardia 6 e direzione paso S. Pellegrino, comune di Moena (TN). Lì, dopo il caffè e lo strudel lasciamo l’opel Astra di Diego. Ulteriore tappa a Moena per prendere i Toscani e una cintura per i pantaloni (nella fretta me la sono dimenticata). Alle 12 circa siamo al passo delle Erbe, comune di Bressanone (Bz)…ma ci arriviamo non senza il trilling. A 3 km dal passo, una mandria ci si para innanzi e ci blocca la strada. 15 vacche che sembrano non avere fretta di lasciarci passare. Suoniamo il clacson, ma i bovini rumiano e non si spostano. Chiedo a Fumetti di prendere il volante della mia auto e io scendo per affrontare i bovini. I quadrupedi mi fissano strano…per forza, ho un maglioncino rosso! Allora prendo la rincorsa (in salita) con daniele e dopo un po’ di agitazione liberiamo la strada. Alle 12.30 siamo al passo delle Erbe. Pasta del pastore, slutzkrapfen (ravioni di spinaci al burro fuso), piatto di spek con rafano e cetriolo. Poco di tutto e tutto ottimo! Alle 14.00 attacchiamo la salita, giriamo attorno al sass de Putia e affrontiamo la forcella coi suoi primi 400 metri di dislivello. Risaliamo una gola stretta tra lerocce. Verso la cima, la fatica e il caldo si fanno sentire. Marco ieri è stato poco bene e oggi “batte in testa” e arranca un po’. Stringiamo i denti e a quota 2400, in forcella, la fatica passa d’incanto. Il panorama è straordinario. Le Odle sono bellissime e per la prima volta lungo il corso dlla giornata mi rendo conto veramente di essere lì, in mezzo ai monti delle Dolomiti, lontano dal caos della città, dai telefoni, da internet da coloro che abusano del mio tempo e della mia disponibilità. Questa è Pace vera. Dopo una brevissima pausa scendiamo rapidamente al rifugio Genova. Continua a Leggere »

L’idea dell’altavia n° 2

admin agosto 10th, 2007

Altavia numero 2E’ da un po’ che io e Fumetti ci pensiamo… Ad agosto 2006 abbiamo fatto l’altavia n.ro 1. Ce l’abbiamo fatta bene anche se eravamo poco allenati e male equipaggiati. Durante l’inverno abbiamo fatto varie ipotesi. Un’escursione sulle prealpi venete e friulane, l’altavia dei pastori, finire la 1. Abbiamo coinvolto e contagiato molte persone e temiamo che il gruppo sia troppo numeroso e difficile da gestire. Alla fne di giugno, per tagliare la testa al toro organizziamo la cena preparatoria….dovremmo definire l’assetto della comitiva e il percorso. Io, Talle, Fumetti, Daniele dal Ben (detto “Bocia”) e Marco (Garbin) ci troviamo in taverna, a casa mia…luogo di 1000 decisioni. Lambrusco di Donati, formaggi, affettati e 2 coste di ossetti intere. Man mano che il tasso alcolico aumenta, aumenta anche l’indecisione. Io e Fumetti proponiamo l’altavia n.ro 2, delle Leggende. Talle, che aveva premesso difficoltà ad avere ferie fa notare giustamente che la “2″ in agosto rischia di essere troppo frequentata…senza fascino. Alla fine decidiamo di orientarci sulla numero 2 Bressanone - Feltre e di definire un’ipotesi di tragitto di 6 giorni. L’altra decisione che prendiamo è quella di dotarci di zaini decenti, al posto di quelli obsoleti che l’anno prima ci avevano spaccato la schiena.Un paio di giorni dopo Fumetti, con precisione ipotizza un percorso. Dal Passo delle Erbe (comune di Bressanone) al Passo San Pellegrino (comune di Moena) per un totale complessivo di circa 85 chilometri. Cinque notti in rifugio e 6 giorni di cammino. Fumetti effettua le prenotazioni telefoniche dei rifugi e cominciamo a definire il contenuto minimale degli zaini e soprattutto la squadra.

Alla Fine restiamo Io, Fumetti, il Bocia e Marco. Daniele Zanzo ipotizza un contatto con noi per il quarto e quinto giorno di cammino