Archive for the 'dove se magna e se beve ben' Category

Vacanze al mare…d’inverno

admin gennaio 7th, 2009

essicatoio.jpgC’è crisi…c’è crisi…. 

In 3 anni di legislatura ho imparato che la discussione e l’approvazione della legge Finanziaria e del Bilancio della Regione, suggeriscono prudenza nella prenotazione delle ferie. E’ così che a ridosso di Natale abbiamo scoperto che dall 1 al 6 in nessuna località montana del Veneto e dell’Alto Adige si trovava un posto per 2 adulti + 1 bambino. Buon per gli affari. E’ per questa ragione che abbiamo optato per il mare…la Slovenia e la Croazia….in una parola l’Istria.

Eppure anche il mare d’inverno può riservare piacevoli sorprese. La bellezza dei luoghi mi era già nota, come la ricchezza di testimonianze artistiche e culturali soprattutto dell’epoca della “dominazione” veneziana. Ma ciò che continua a sorprendere è il calore della gente. In collina, soprattutto dietro a Novigrad e Umag, si possono tovare dei posti molto belli, dove si può gustare la cucina istriana (gnocchi e fusi con i sughi di pollame o cacciagione….) e si possono trovare vini di elevata qualità (il Teràn e la Malvasia) a un prezzo ragionevole.

Ospitale come sepmre (e consigliato) a Momjam (BUJE) Rino Prelac e la moglie, che oltre a produrre vini hanno nel loro ristorante una degustazione di prosciutti e insaccati fatti in casa che sono la fine del mondo. (nella foto Rino che spiega a me e Giovanni come si fa il prosciutto)

da kekko el kankaro

admin novembre 22nd, 2008

Metti una sera cosi….di normale attività politica.

yuri.bmp 

Sono a una cena organizzata per Piero Fassino in un noto locale della riviera del Brenta con tutto l’establishment del PD Veneziano. Entro nella sala gremita e già sferrazzante di forchette che aggrediscono l’antipasto. Quando mi trovo in situazioni di questo tipo…cerco di mettere a fuoco rapidamente le persone che conosco per salutarle….incrocio gli sguardi….. Mi sto dirigendo al tavolo per salutare Fassino quando mi sento chiamare.

“Causin! Causin!….Andrea!”…..mi giro e vedo un omone che si alza da un tavolo e mi viene incontro. Non ci posso credere “Ma ti xe Kekko…Kekko e Kancaro!” dico io. Ci abbracciamo e la gente intorno non capisce. E probabilmente nemmeno chi legge sta capendo…..ora spiego.

Kecco el kankaro è o checco, o anche Kekko Italsider…..era il mitico gestore del Bar Sport di Olmo di Mira, detto anche Bar da Kekko….100 metri quadri di storia. Dall’età dei miei 18 anni la tappa da Kekko era bisettimanale, giovedi, venerdì, a volte il sabato. In quel luogo, con appese alle pareti le pagine storiche dell’Unità, la foro di Erico Berlinguer e la classica immagine del Che, bello che stringe tra i denti il sigaro….io e molti altri abbiamo preso confidenza con il rosso (il vino). Le sardee in saor, i nervetti, i bovoeti, a porcheta, a pansetta….e ogni sera le compagnie dei vari paesi del miranese fratenizzavano.

E’ stato bello rivedere Kekko…talmente bello che alla fine della serata con un po’ di amici abbiamo deciso di verificare se il Baraccio era ancora attivo. Regolare! Yuri (lo storico cameriere del Kekko, che oggi forse è gestore) mi ha trovato un tavolo e mi è sembrato di tornare indietro di 15 anni. Stesse atmosfere, lo stesso rosso garbo….solo gente un po’ più giovane. Offrendo una caraffa a dei ragazzi seduti vicino a noiho chiesto quanti anni avevano. 18! Il Venerdì sera, invece di andare a impasticcarsi, erano lì a bere un rosso, a giocare a carte e  a parlare di donne, di politica…di sport. Finchè c’è vita c’è speranza!

Le terre del barolo

admin luglio 29th, 2008

colline baroloI molteplici impegni mi hanno abituato, ci hanno abituato, a svolgere le ferie in modo frammentario. In questa modalità abbiamo organizzato con Claudia, Giovanni e una coppia di amici, un week end lungo da Beppe e Chiara Andreis, gli amici che a novembre ci hanno ospitato nella loro cascina (Sant’Eufemia a Sinio). Devo dire che il paesaggio delle Langhe d’estate è irriconoscibile. Il verde brillante delle viti e delle nocciole ha sostituito il bruno paesaggio autunnale e invernale rendendo difficile l’individuazione dei posti, dei punti di riferimento e degli incroci. Anche in questo viaggio, oltre alle visitie del Saluzzo, Bra, Mondovì sono riuscito ad abbinare l’aspetto eno gastronomico. Barolo, La Morra, Serralunga e qualche altra piccola località sono le terre del Barolo, uno dei vini Italiani più importanti. Non è mancata nemmeno questa volta la visita alla cantina di Beppe Rinaldi, a detta di molti uno dei più seri e qualificati barolisti  che si possono trovare. Abbiamo trascorso nella sua cantina 2 ore intense e suggestive, tra bottiglie, botti e aromi di vino. Qualche anno fa (ma credo ancora oggi esista) leggevo la Settimana Enigmistica….e c’era una rubrica che si chiamava “Forse non tutti sanno che”…bene! Forse non tutti sanno che il vitigno “Barolo” non esiste. Il Barolo è una selezione e una lavorazione particolare di uve di Nebiolo. Dopo 4 anni in botte diventa il Barolo che noi conosciamo, un vino importante. Qesta è la prima cosa da sapere perchè sono molti quelli che vengono nelle Langhe per vederei vitigni di Barolo…infatti nella foto che ho fatto dalla torre del castello di Serralunga si vedono i filari di Nebiolo.

La fatica e il lungo percorso di questo vino ci aiuta a comprendere il pregio  

Il Germano Reale

admin dicembre 24th, 2007

mazorìnPremetto che non sono un cacciatore ma che non sono “obiettore” della selvaggina e di chi la caccia all’interno delle regole di legge…ma non ci era mai capitato di cucinare cacciagione. Un paio di settimane fa Pier Giorgio mi ha mandato a casa 3 mazorìni (termine dialettale della bassa veneziana che sta per il germano reale o anatra selvatica). Claudia era giustamente preoccupata. In primo luogo nessuno di noi, nemmeno le nostre mamme, si ricordava come si spennano e si puliscono….arte nobile, pratica e veloce in cui eccellevano le nostre nonne. E poi c’era il problema di cucinarli…quale ricetta applicare? Bene al primo problema ci ha pensato la “provvidenza”. La nostra vicina di casa nel pulire i pennuti è un’artista…ne abbiamo lasciato uno in cambio e ce ne sono arrivati due di puliti. Ieri Claudia ha preso il grande libro della cucina italiana e si è applicata. La bestia è finita in casseruola con aglio, olio, rosmarino, sale e pepe. 2 ore in forno a 180 gradi epoi in fine cottura ci ha messo una salsa fatta con olio d’oliva 2 acciuge e 150 gg di pasta di salame. Il risultato è stato ottimo e anche Giovanni ha gradito. Il tutto annaffiato con un schioppettino dei colli orientali, che ho messo io in bottiglia. Della serie ci prepariamo a Natale stando leggeri.

Il radicchio tardivo….fiore d’inverno

admin dicembre 9th, 2007

radicchioIl primo fine settimana di dicembre mi è da sempre particolarmente caro. Martellago, oltre che essere un “genius loci” per l’impegno politico, è famosa per la produzione del radicchio tardivo e per la Festa del Radicchio che da oramai una ventina d’anni ne promuove la qualità. Il Radicchio Tardivo, altrimenti noto come radicchio di treviso, è una delle “cicorie” più prelibate. Viene commerciaizzato con i primi freddi. Per la sua colorazione bianca e rossa viene definito appunto fiore d’inverno….a volte chi non conosce la lavorazione dice che è “caro”…. ma proviamo a capirci anche su questo. Viene piantato d’estate poi con i primi freddi, quasi a maturazione ciascuna pianta viene legarta all’apice. Quanche giorno prima di essere commercializzato, viene espiantato così com’è. Viene messo al buio in vasche di acqua di fonte corrente. Rimane lì per qualche giorno. Poi la sera prima di finire al mercato ogni pianta viene presa in mano. Viene “esfoliato” e rimane il cuore fatto di foglie lunghe, bianche con venature rosse. La radice viene tagliata in modo ottagonale per una lunghezza di circa 8 cm. Il prezzo perciò è dovuto al tempo di lavorazione. Il Radicchio Tardivo è buono crudo, fatto alla piastra, ottima base per i primi piatto o per la farcitura di ripieni per carni bianche…qualcuno ci fa anche i dolci. Per molti anni ho lavorato anche io alla preparazione della festa, quando era organizzata dal circolo delle ACLI. A questo evento mi legano moltissimi ricordi e moltissimi amici. Vorrei ricordare in particolar modo Elio, che ci ha lasciati l’anno scorso, con il quale tiravamo mattina a giocare a madrasso e tresette sotto il cappannone della sagra, con il “musetto” e la pasta e fagioli alle 4 di mattina.

La CREPA

admin agosto 27th, 2007

la  crepaLa Crepa è una locanda straordinaria dove si mangia bene e si beve meglio. In piazza Matteotti, a Isola Dovarese (Mantova) c’è dalla notte dei tempi questa locanda - ristotante, dove è possibile fare un tuffo nel passato negli antichi sapori della cucina tipica antica del luogo. Ci sono stato tre volte, con Paolo e Loris (il mio amico sur lie del prosecco) che è un loro fornitore di vini. Ogni volta che si pranza alla Crepa è una scoperta di sapori nuovi. Dagli affettati stagionati, ai formagi, tipo quello di fossa da mangiare con l’olio d’oliva, ai piatti tipici come il “marubino dei tre brodi”…che sono tortellini per i comuni mortali. Per poi passare alla trippa, al savarèn (io consiglio quello con ragù e la lingua salmistrata). Incredibili poi sono i bolliti, con la mostarda di mele e la salsa verde….per non parlare della fritura di pesce d’acqua dolce e di rane, o la tartare di carne. I vini sono all’altezza della situazione. Gli osti riescono a farti bere bene senza farti spendere un assurdità….perchè  - c’è anche chi spende un’assurdità per bere male - come dice il mio amico Loris. Alla fine non manca mai il gelato fatto al minuto. D’estate gelato alle pesche, d’inverno stracciatella fatto con latte dicapra e vaniglia. Infine consiglio lo Chartreuse, un liquore francese, distillato d’erbe fatto da una congregazione di monaci.