Archive for the 'tempo libero' Category

La tradizione del palo della cuccagna

admin febbraio 8th, 2009

img0351Dalle mie parti c’è un detto che recita “pitosto che perdar na tradission, xe mejo brusar un paese” che significa: è meglio bruciare un paese che perdere una tradizione.

Il paese non è bruciato (per fortuna) ma la tradizione è perduta, almeno per ora. Almeno finchè qualcuno non se ne farà carico. E’ questa la ragione che mi spinge a pubblicare queste vecchie foto dei primi anni ‘90 che per la verità sono state scattate a Crea (Spinea), un 8 dicembre durante il “Sagron dell’Immagolata”.

img0323Ma se il palo ingrassato è “spinetense”, la squadra è di Martellago e quella della foto è una squadra straordinaria nata dalla fusione di due “dream team”. I “fioi” (ragazzi) del 1969 e i fioi del 1972. Io facevo la “base” oltre 100 kg per oltre 1,95 di altezza….era come fossi 2 persone. Poi via sopra di me. Il “lello” Stradiotto, il “Checco” campagnaro, “Ivo” Callegaro e “Fino” Finottello che leggero e agile faceva il “gatto”.

Fino a metà degli anni ‘90 la serata clou della sagra del rosario di martellago era l’assalto al palo della cuccagna. Un palo del telefono di oltri 1o metri cosparso di grasso animale (due dita). La tradizione voleva che vincesse la squadra che toccava il pennuto penzolante, oppure la lepre, in minor tempo.

Le “bestie” di solito erano procurate da Augusto “piegoreta” favaron. faceva un giro del contado…. una gallina, un paio di conigli, uno “spago di salami”, una preda di cacciagione…. componevano il bottino penzolante dal cestello in ferro posto a 10 metri d’altezza alla faccia della 626. Eppoi il mitico Fabio a fare lo speaker…. l’estrazione della prima squadra, che era destinata a pulire il palo e a fare la figuraccia… e via. 2/3 tentativi con la folla intorno che urla e incita. Ogni persona che ti sale sulle spalle è una la cerazione, un carico doloroso insopportabile. Le gambe si piegano,e  le spalle fanno male….passano i secondi. Uno, due….poi arrivi a 35, 40…47…..sempre più fatica. Infine un liberatorio “MOLLA!!!” dall’ultimo che è salito, e che per salire ti ha dato un calcio in faccia, rompendoti il labbro (ma l’adrenalina non ti fa sentire niente)….e allora, solo allora capisci che la testa penzolante del gallo è stata schiaffeggiata e che ti puoi sfilare facendo scivolare i compagni uno a uno.

Poi, la settimana successiva, si portavano le “bestie” da Tomaeo, alla trattoria primavera, dove insieme alle altre squadre si faceva una cena e ci si lanciava la sfida per l’anno successivo. In una di queste cene, ancora molto giovane, ho conosciuto “Bacco” e ho scoperto che il suo effetto sulle gambe può essere più spietato e pesante di 4 persone da 80 chili messe diritte spopra di te. Quell’anno, ma non ricordo quale, Augusto era riuscito a trovare una damigiana di vino da un contadino. ma erano 54 litri di “torcio”, l’ultima spremitura fatta con il “torchio, la pressa idraulica. Un vino forte, legnoso, aspro….lo ricordo ancora. Ebbene, anche se si era in meno di 20 la damigiana finì…e il vino fece il suo effetto. Da quella esperienza ho tratto un insegnamento e ho cominciato a capire quando non posso andare “oltre”. Non so se queste righe faranno risorgere la tradizione, o impediranno l’incendio del paese, sicuramente regaleranno un sorriso ai molti che c’erano allora, aggangiati rabbiosi al palo, o tra la folla isterica incitante.

Conan…era ambientato nel 2008

admin dicembre 30th, 2008

conan.gifConan secondo me è uno di “cartoni” più educativi e belli, dal punto di vista dell’animazione con cui è cresciuta la mia generazione… oggi cercando su google un’altra cosa ho scoperto che la storia era ambientata nel 2008… 

Nell’anno 2008, Conan, un ragazzo di undici anni che vive con il nonno su di un’isola nell’oceano, decide di andare a caccia di un grande squalo bianco che ne infesta le acque, e lo uccide. Tornando a casa con lo squalo sulle spalle incontra Lana sulla spiaggia, svenuta; avvenimento notevole, anche perchè il nonno di Conan supponeva che lui e il ragazzo fossero gli unici abitanti della Terra sopravvissuti all’ultima guerra mondiale. Conan e il nonno soccorrono la ragazza; ma dopo qualche tempo arriva un aereo. Lana si nasconde, mentre il nonno viene interrogato da Miss Monsley e da Guzu, scesi dall’aereo. Dopo un breve scambio di opinioni, il nonno di Conan spara un vecchio razzo contro gli invasori. Il razzo, in realtà, finisce per far scoprire Lana, che viene catturata e caricata sull’aereo. Conan, dopo aver trovato il nonno ferito a causa dello sparo del razzo, si lancia sull’aereo in partenza, per soccorrere Lana. Conan, aggrappato all’aereo in volo, cerca di fermare i rapitori di Lana, ma finisce per cadere in mare. Tornato sull’isola, trova il nonno in fin di vita, che gli racconta la sua storia: il nonno è l’unico sopravvissuto di un gruppo di persone che vent’anni prima, allo scoppio dell’ultima guerra mondiale, avevano cercato la fuga su di un razzo, che conficcandosi sull’isola è diventato la loro casa. Conan è figlio di due componenti della spedizione, morti da tempo. Prima di morire, il nonno invita Conan a lasciare l’isola e a cercare gli altri abitanti della Terra. Conan, sepolto il nonno, costruisce una zattera di fortuna e si imbarca nell’oceano.”

la micia

admin ottobre 19th, 2008

micia.jpgDiefferentemente da quanti molti pensano, amo molto gli animali. In casa abbiamo una trartaruga, un pesce rosso, una lumaca tipo ” ’sciòs”.

Le piccole taglie sono proprietà e prerogativa di Leattle Jhon. Io invece sono comproprietario con la mia famiglia e con i miei vicini di casa della “micia” che stasera sono riuscito finalmente a fotografare.

E’ arrivarta in casa nostra che aveva 2 mesi, nel giugno di 5 anni fa. Veniva dalla gattara “mamma rosa” di mira.

E’ vissuta in casa per un anno….poi ad agosto 2004 con la nascita di Giovanni si è creata una incompatibilità. Da allora si divide tra il nostro giardino e quello dei vicini. Alla mattina entra in casa…mao mao (ho fame)…. fa un giro e poi si fionda sulla scodella delle crocchette.

Comunque evviva i gatti. Sono ruffiani, certo…ma non sono mai invadenti. Capiscono da soli quando è il momento di esserci oppure di stare alla larga. Virtù apprezzabile non poco coi tempi che corrono.

Mi rimane tuttavia una curiosità….cosa combini la micia di notte. I felini, si sa, sono anomali notturni. nell’oscurità cambiano personalità, si muovono di più, diventano agressivi. Il fatto che in alcuni giorni se ne stia in cuccia buona buona, fa pensare che di notte faccia il bagordo.

Una filosofa friulana pre - industriale….

admin ottobre 12th, 2008

eraclito.jpgEraclito era il Filosofo Greco che affermava (panta rei…tutto scorre) una visione ciclica della vita, del creato e dell’ordine cosmico. Non so se la bisnonna del mio grandissiono amico Giorgio Zanin da San Vito al Tagliamento avesse letto Eraclito, cosa peraltro poco probabile…. tuttavia soleva riportare un proverbio che ci può aiutare a leggere la situazione dell’economia mondiale e a guardare al futuro con fiducia. “Bessi porta matessi, matessi porta miseria, miseria porta juissio, juissio porta bessi”. Tradotto “i soldi portano alla follia, la follia ci fa impoverire, la povertà induce capacità di coscienza e giudizio, la capacità di giudizio porta ricchezza di nuovo”. Se oggi fossimo nella fase 2 “matessi porta miseria” co aspetterebbero comunque 2 fasi interssanti. Non vi sembra?

Consigli per i lettori: c’era una volta l’URSS

admin settembre 23rd, 2008

ceraunavoltalurss.jpgAnche se il tempo è tiranno a volte riesco a cimentarmi in qualche lettura interessante. E’ mio desiderio condividere e segnalare…anche se i libri sono scelte molto soggettive. L”altro giorno ho letto “C’era una volta l’U.r.s.s.” di Dominique Lapierre, l’autore di Città della Gioia e di Più grandi dell’Amore. Dico davvero, l’altro giorno. Perchè l’ho letto in 3 ore e mezza. Il libro è una narrazione auto - biografica. Dominique e l’amico fotografo Jean - pierre riescono roccambolesticamente a ottenere un permesso per attraversare l’U.r.s.s. in auto con le rispettive mogli. Siamo nel 1956, in piena guerra fredda, qualche mese prima dell’invasione sovietica dell’Ungheria. Il racconto, in puro stile narrativo, procede da Parigi, attraverso Varsavia, le repubbliche del Baltico, Mosca e poi fino alla Georgia, alle pendici del Caucaso. Dominique riesce a descrivere la vita dei russi, attraverso alcune storie, una famiglia di contadini, una commessa, un medico, un operaio…. Un viaggio attarverso un regime e nel regime, a tratti tragico e per certi versi comico. L’ho trovato veramente bello e avvincente.

Fullio.it ha compiuto un anno

admin agosto 22nd, 2008

candelinaNon amo i compleanni, in particoalr modo il mio. Forse perchè segnano, certificano il trascorrere del tempo, la transitorietà della nostra presenza in questo mondo, delle nostre relazioni, delle cose a cui siamo affezionati. Tuttavia educazione vuole che dei compleanni ci si debba ricordare. Bene, il 7 agosto 2008 www.fullio.it ha compiuto un anno. Circa 85.000 accessi, 18.000 visite, poco più di un centinaio di post e quasi 300 commenti. Forse vale la pena di ricordarsene e di ringraziare qualcuno. Innanzitutto Luca de Giglio (Tripluca.com) che mi ha dato l’ispirazione e gli strumenti per iniziare questo “gioco”. Poi tutte le persone che mi hanno seguito, che mi seguono e anche chi ci capita per caso. Infine un grazie alla vita, ovvero quello spazio e quel tempo in cui accadono cose belle e brutte che valgono la pena di essere raccontate.

Le peocère

admin giugno 25th, 2008

peocerePoco fuori di Chioggia, nella laguna sud ci sono le peocère. Ovvero gli allevamenti di peoci, più comunemente conosciuti come cozze, un mollusco bivalve che è molto diffuso nella laguna di Venezia, ed è parecchio gradito sulle tavole di tutto il mondo. I peoci, che sono dei molluschi bivalvi filtratori, trovano nel particolato sospeso della laguna tutte le possibilità nutrizionali di cui hanno bisogno. Per tale ragione si usa seminare il prodotto su una corda che viene poi affindata in verticale e sospesa tra due pali. In una stagione dalla semina, il prodotto diviene pronto e viene colto. dopo essere stato per un tempo stabilito in vasche di depurazione, viene immeso nel mercato. Le peocère, come si vede nella foto segnano in modo particolare la caratteristica dell’orizzonte della laguna di venezia. Se a qualcuno, passasse con la barca vicino a dei manufatti come quelli che si vedono delle foto, ebbene quelle sono le peocère.

Io e la Vespa

admin giugno 25th, 2008

ioelavespaEccomi qua con la Vespa. Sto prendendoci mano e si rivela di elevatissima comodità. Facile il parcheggio e veloce la percorrenza delle zone trafficate. L’unico limite è che la trasportabilità degli oggetti è limitata. Ci stanno due caschi sul sottosella, non quelli con visiera, ma quelli a elmetto. Tutto il resto è ok. L’altro giorno mi tovavo a Mestre, fermo a un passaggio a livello. Mi ha affiancato un signore sulla settantina. Era in bicicletta, con una “Bianchi” azzurra, tutto bardato. Scarpette, maglia e capellino. Il ciclista si dimostra interessato alla vespa e mi fa un sacco di domande. E’ quella nuova? Che cilindrata ha? Quanto tiene il serbatoio? Quanto consuma? Poi…. la domanda fatidica: com’è il cambio? E io rispondo meravigliato che non ha il cambio, ma è monomarcia. Il signore si incupisce e dice secco: ma allora è finta! Sarà anche finta ma alla mia età e con la mia disabitudine sarei stato davvero in difficoltà ad imparare ad usare le marce. Mi dispiace per gli appassionati ed i puristi della Vespa, ma io con questa mi trovo bene.

2 giugno, festa della Repubblica

admin giugno 3rd, 2008

repubblicaIl 2 giugno si festeggia la “festa della Repubblica”. A Roma si svolge la tradizionale parata militare che vede la sfilata dei Corpi davanti al Presidente della Repubblica e davanti alle più alte autorità dello Stato. Qualche anno fa, precisamente nell’estate del 2000, mi è capitato un fatto singolare. Mi trovavo a Roma. Avevo cenato a casa di amici e poco dopo la mezzanotte, dopo i saluti di rito ero partito a piedi dal quartiere di San Giovanni per Trastevere. Era la notte tra il 1° e il 2 giugno. La serata era caldissima, non si muoveva una foglia, ma la passaeggiata serale spesso aiuta a smaltire il peso della cucina romana. Arrivato nei pressi del Circo Massimo l’atmosfera era surreale, non si vedeva un auto in giro. Ad un tratto da un viale largo alberato ho scorto reparti militari che avanzavano e mezzi corrazzati, carri armati e blindati. Per due lunghissimi minuti mi sono sentito smarrito. Che ci faceva quel dispiegamento di forze nella capitala in un’ora notturna? Ho pensato per un secondo che fosse accaduto qualcosa di grave… che so, per quanto assurdo potesse sembrare…. un colpo di stato. mi avvicino adi una camionetta dell’esecito e cortesemente chiedo a un graduato che stava succedento. Questo mi guarda stupito e mi spiega che sono le prove per la parata del 2 giugno, che per motivi di traffico e di temperatura si svolgono di notte…. meno male! Quasi imbarazzato per l’idiozia della mia domanda, mi sono scusato e ho ricambiato la cortesia seguendo in prima fila il corteo notturno. Non più inquietante, ma solamente suggestivo.  

I campanelli di maggio

admin maggio 21st, 2008

campanacciMi sono trasferito a Martellago nell’estate del 1978. Avevo poco meno di 6 anni e anche la migrazione della mia famiglia non è stata biblica, ma solo di sei o sette chilometri, quella distanza fu sufficiente per passare dalla città ad un altro mondo. Dall’appartamento alla casa con il giardino. Dal su egiù in bicicletta sul terrazzo affacciato sulla castellana, ad un quartiere residenziale di Martellago dove si poteva circolare per la strada senza nessun pericolo. Una delle prime sere di maggio del 1979, verso le 20, la mia attenzione fu attirata da un gruppo di coetanei che giravano per il quartiere agitando in continuazione campanelle e campanacci. Quel suono per molti anni (ma dovrei chiedere ai miei si si fa ancor oggi) fu il richiamo per il mese del rosario. La gente si radunava presso la famiglia Bonso, quelli che avevano la fiaschetteria con la rivendita di gelati e caramelle. Veniva improvvisato un altare con l’immagine di Maria e le anziane pie donne intonavano canti mariani, sgranando 50 avemarie con relativi e annessi misteri, dolorosi, gloriosi e gaudiosi. I “Bocie” stavano dietro e disturbavano tutto il tempo con relativi “Ssssssssss” delle pie donne e scoppellotti delle mamme o degli anziani lì intorno. Memorabili rimangono le partite di pallone giocate con un filo di luce delle giornate ancora tutto sommato brevi di maggio, e la festa finale del rosario, con abbuffata di dolci, panini e amenicoli vari.  In quelle sere sono nate amicizie e legami che considero importanti ancor oggi. La tradizione culturale e religiosa del Rosario, era ed è non solo una manifestazione popolare della Fede, ma anche un legame delle comunità. Le persone che, ancora oggi, si fanno carico di tenere vive queste tradizioni, sono preziose.

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