Archive for the 'tempo libero' Category

2 giugno, festa della Repubblica

admin giugno 3rd, 2008

repubblicaIl 2 giugno si festeggia la “festa della Repubblica”. A Roma si svolge la tradizionale parata militare che vede la sfilata dei Corpi davanti al Presidente della Repubblica e davanti alle più alte autorità dello Stato. Qualche anno fa, precisamente nell’estate del 2000, mi è capitato un fatto singolare. Mi trovavo a Roma. Avevo cenato a casa di amici e poco dopo la mezzanotte, dopo i saluti di rito ero partito a piedi dal quartiere di San Giovanni per Trastevere. Era la notte tra il 1° e il 2 giugno. La serata era caldissima, non si muoveva una foglia, ma la passaeggiata serale spesso aiuta a smaltire il peso della cucina romana. Arrivato nei pressi del Circo Massimo l’atmosfera era surreale, non si vedeva un auto in giro. Ad un tratto da un viale largo alberato ho scorto reparti militari che avanzavano e mezzi corrazzati, carri armati e blindati. Per due lunghissimi minuti mi sono sentito smarrito. Che ci faceva quel dispiegamento di forze nella capitala in un’ora notturna? Ho pensato per un secondo che fosse accaduto qualcosa di grave… che so, per quanto assurdo potesse sembrare…. un colpo di stato. mi avvicino adi una camionetta dell’esecito e cortesemente chiedo a un graduato che stava succedento. Questo mi guarda stupito e mi spiega che sono le prove per la parata del 2 giugno, che per motivi di traffico e di temperatura si svolgono di notte…. meno male! Quasi imbarazzato per l’idiozia della mia domanda, mi sono scusato e ho ricambiato la cortesia seguendo in prima fila il corteo notturno. Non più inquietante, ma solamente suggestivo.  

I campanelli di maggio

admin maggio 21st, 2008

campanacciMi sono trasferito a Martellago nell’estate del 1978. Avevo poco meno di 6 anni e anche la migrazione della mia famiglia non è stata biblica, ma solo di sei o sette chilometri, quella distanza fu sufficiente per passare dalla città ad un altro mondo. Dall’appartamento alla casa con il giardino. Dal su egiù in bicicletta sul terrazzo affacciato sulla castellana, ad un quartiere residenziale di Martellago dove si poteva circolare per la strada senza nessun pericolo. Una delle prime sere di maggio del 1979, verso le 20, la mia attenzione fu attirata da un gruppo di coetanei che giravano per il quartiere agitando in continuazione campanelle e campanacci. Quel suono per molti anni (ma dovrei chiedere ai miei si si fa ancor oggi) fu il richiamo per il mese del rosario. La gente si radunava presso la famiglia Bonso, quelli che avevano la fiaschetteria con la rivendita di gelati e caramelle. Veniva improvvisato un altare con l’immagine di Maria e le anziane pie donne intonavano canti mariani, sgranando 50 avemarie con relativi e annessi misteri, dolorosi, gloriosi e gaudiosi. I “Bocie” stavano dietro e disturbavano tutto il tempo con relativi “Ssssssssss” delle pie donne e scoppellotti delle mamme o degli anziani lì intorno. Memorabili rimangono le partite di pallone giocate con un filo di luce delle giornate ancora tutto sommato brevi di maggio, e la festa finale del rosario, con abbuffata di dolci, panini e amenicoli vari.  In quelle sere sono nate amicizie e legami che considero importanti ancor oggi. La tradizione culturale e religiosa del Rosario, era ed è non solo una manifestazione popolare della Fede, ma anche un legame delle comunità. Le persone che, ancora oggi, si fanno carico di tenere vive queste tradizioni, sono preziose.

Mi sono rotto … un dito

admin maggio 5th, 2008

rx piedeQualche giorno fa un amico mi faceva notare che nel blog scrivo solo cose positive e che è una modalità non credibile. Non sono pienamente d’accordo…leggasi i post dopo - elettorali… Ma c’è dell’altro. Mi sono rotto un dito. Si mi sono preso 3 giorni di relax con la famiglia a Catez (slo) e in piscina col piccolo mi sono spaccato il mignolo del piede destro. Male a parte, e corso rapido di ciabatte infradito…ho conosciuto la sanità slovena. A chi si lamenta dell’italia o del vaneto dico. vai! Vatti a fare un giro in slovenia. Frattura alle ore 12 con dito mignolo visibilmente fuori sede…in ospedale alle 12.50 dopo aver girato 2 edifici senza che fosse evidente il posto di pronto soccorso. Mi siedo su una panchetta a piedi scalzi e uno scarafaggio fa lo slalom tra i miei piedi. Esce una infermiera. 3 parole di inglese…capisco che “the man of rx” arriva alle 15. Allle 15.15 arriva una woman of rx. Mi fanno la lastra e mi ri mandano al pronto soccorso. Un medico simpatico rigira la foto del mio piede per 5 minuti e mi dice…probably fracture…no grave…no operazia….”manco mal” penso io. Faccio capire che mi fa un male cane. no drugs! Esclama. Niente medicine….gamba alta ghiaccio. Pure l’omeopatico mi doveva capitare. Fatto sta che mi son tenuto il male, un dito rotto e un referto in sloveno. Comunque l’ho presa con filosofia. È la prima probabile frattuta in 36 anni di vita, poteva anche andarmi peggio. Ora potrò fare anche io come Briatore….completo scuro e infradito! Potrei lanciare una nuova moda. Oggi (4 maggio) sono stato all’ospedale di Mirano. dalle 8,02 alle 9,45 ho fatto accoglienza al pronto soccorso, raggi x al piede destro e visita con l’ortopedico e medicazione. I raggi li hanno fatto come Dio comanda. La frattura c’è, è evidente ma la casualità vuole che sia “composta”. Un po’ di analgesico, una scarpa larga e tra 20 giorni il dito dovrebbe tornare quello di prima. Alla fine davvero…poteva andarmi peggio.

 

 

1 maggio in piazza

admin maggio 5th, 2008

1maggioPrimo maggio in piazza. La tradizione vuole che in molte parti del mondo la festa del lavoro si celebri nelle piazze. Questo è il modo di affermare pubblicamente che il lavoro è un valore. È l’elemento intorno al quale ogni individuo costruisce il proprio progetto di vita personale ma anche il fondamento della coesione sociale e delle relazioni delle comunità. In Italia, il sindacalismo cristiano è stato storicamente fondamentale per l’affermazione dei diritti fondamentali del lavoro. Simbolicamente le Acli, hanno aperto il loro Congresso Nazionale il 1 maggio, ma parallelamente a questo evento nazionale rimangono vive tradizioni importanti. A Martellago si celebra ogni anno la santa Messa in Piazza, con la benedizione degli automezzi e degli strumenti del lavoro agricolo e edile. Don Luigi ci tiene, insieme alle Acli, a rendere testimonianza della vicinanza della comunità cristiana al mondo del lavoro. Nella foto, parroco, autorità cittadine presso l’altare allestito davanti al municipio, con il gazebo e la bandiera storica delle Acli.

La passione per l’orto

admin aprile 26th, 2008

ortoEcco gli impegni familiari… la passione per l’orto. Non la mia, non quella di mio padre, ma quella di mio figlio. Giovanni da settimane va chiedendo una giornata di agricoltura. La genetica ha fallito per due generazioni. Mio nonno Attilio, classe 1889, che io non ho avuto la fortuna di conoscere, faceva il contadino. Per passione o per necessità, la terra la coltivava. Nè io ne mio padre ci siamo mai scostati dall’idea che la terra è troppo bassa… e troppo faticosa. Lui primo della sua generazione affrancato dalla vita dei campi. Io, a parole sono bucolico… ma non ho mai pensato seriamente di recuperare l’atavico rapporto familiare con la terra. Giovanni invece pare dotato di manualità e sensibilità. Stamane mentre io in serra cercavo le piante con le ettichette, lui 3,5 anni diceva puntando il ditino…. pomodori, fragole, zucchine…. Alla fine della mattinata il nostro micro orto vedeva impiantete 8 piante di fragole giganti, 2 piante di pomodoro pachino, e 4 piante di zucchine verdi. Nella foto nonno Silvano e nipote Giovanni… intenti a posizionare le piante.

La passione… rossa

admin marzo 25th, 2008

gillesMi sono accorto che nel Blog non ho mai parlato di Sport. Si, di montagna…. anche quello è uno sport, anche se da “veneziano” è uno sport che posso praticare solo compatibilmente con le mie ferie e con quelle della mia famiglia. Eppure lo sport lo seguo. Timidamente Juventino da quando avevo 6 o 7 anni e mi sentii emarginato ad essere interista… nato in una famiglia di interisti. Timidamente Juventino perchè non ho sky, non perdo le serate a guardare le partite, non tento il suicidio se si va in serie B. Timidamente per il Venezia… guardo risultati e classifice sul televideo. Allo stadio un paio di volte, ma porto sfiga… con me si perde. Appassionando della Reyer. Quando posso vado al Taliercio e guardo le pertite… poco rispetto a quanto mi piacerebbe, ma la domenica sera è un tempo per la famiglia e mal si concilia. Seguo le classifiche e ho visto la bella vittoria dell’Umana Reyer femminile in coppa italia. La mia grande passione però è la Ferrari! Non c’è domenica, notte o giorno, o sabato di prove…. la formula 1 non la perdo. Non sono sportivo! mi piace quando le altre scuderie rompono, escono e vince la Ferrari. In questo periodo mi piace un casino Raikonen. E’ uno che ha talento, è veloce, spregiudicato e in passato è stato molto sfortunato. Spero che anche quest’anno ci siano delle belle soddisfazioni. Dimenticavo…. la mia passione nasce da Gilles Villeneuve… mi ricordo i Gran Premi la domenica, io piccolino con mio padre e i miei zii davanti alla televisione. E tutti gli anni di sofferenza fine 80 e primi 90 … si gioiva per un podio o un 4 posto in qualifica. Anche Giovanni si sta appassionando….

Presentazione “lavoro, Libertà e Identità” a Martellago

admin gennaio 9th, 2008

presentazione“Mi sono spesso chiesto perché l’art. 1 della nostra Costituzione ha un riferimento così marcato sul lavoro e non su altre dimensioni del vivere umano o collettivo. Può sembrare una domanda idiota, tuttavia non è scontato che chi, come me, per motivi anagrafici non è stato protagonista di determinati eventi, sia più portato a cogliere gli esiti dei processi più che le ragioni che li hanno determinati. E’ per questo che, rispetto alla nostra Costituzione sono più portato a valutare l’effetto positivo che il complesso di regole che ci siamo dati il 1° gennaio del 1948, sulla condizione del paese e delle persone rispetto all’accesso ai diritti, che non i presupposti storici, socaili e culturali che hanno dato vita a quell’impostazione.Se penso oggi alla condizione di lavoro di tantissimi giovani e se passo in rassegna le centinaia di vite e di storie che ho incrociato in questi anni mi chiedo se, di fronte a una ipotetica necessità di riscrivere ex novo la nostra costituzione oggi riscriveremmo allo stesso modo l’art. 1 “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”.Voglio cercare di spiegarmi offrendo due domande come spunto di riflessione.Il lavoro è ancora oggi quell’elemento che nel nostro paese definisce l’identità personale e l’identità collettiva?E ancora, il lavoro è ancora l’elemento fondante dell’affermazione della libertà delle persone e della convivenza civile e democratica? 

La passione per la Vela

admin gennaio 4th, 2008

velaDicasi “eclettico” oppure - come preferisco - “poliedrico”, tra le mie 1001 passioni c’è la vela. Sotto questo punto di vista sono un politico anomalo. La barca a vela non la posseggo, non la noleggio…ho solo fatto un corso flottiglia estiva con alcuni amici nell’estate 2005 (costo 560 euro vitto escluso).

Negli ultimi scampoli delle vacanze di Natale ho rovistato un po’ di fotografie vecchie e ci ho trovato questa. Ebbene sono io, al timone di un First 31, una barca a vela di 10 metri. Abbiamo fatto 7 giorni molto istruttivi. Partenza da Caorle e traversata a motore (non c’era vento) di 7 ore fino a Cittànuova (HR). Poi i giorni successivi a vela….Rovigno, Parenzo, Lussino e altre piccole città minori dell’alta Istria e del Quarnaro.

La barca a Vela rappresenta una condizione molto particolare di vita. L’economia dello spazio, dell’acqua. L’attenzione e il rispetto dei ruoli. La tensione quando il mare diventa enorme rispetto alla piccola barca….la paura quando il vento sembra crescere all’infinito e durante le prime boline la barca si piega a 45°…il mare è un elemento fantastico, in tutte le condizioni. Prima o poi deciderò di dedicarci un po’ di tempo e di approfondire questa passione.

Lavoro, libertà e identità

admin novembre 17th, 2007

testo lavoroA partire da venerdì 23/11/2207 sarà nele librerie il mio libro “Lavoro, identità e libertà - costruire la sicurezza nei chiaroscuri del cambiamento”. Di seguito un brano tratto dal testo….buona lettura.

“Mi sono spesso chiesto perché l’art. 1 della nostra Costituzione ha un riferimento così marcato sul lavoro e non su altre dimensioni del vivere umano o collettivo. Può sembrare una domanda idiota, tuttavia non è scontato che chi, come me, per motivi anagrafici non è stato protagonista di determinati eventi, sia più portato a cogliere gli esiti dei processi più che le ragioni che li hanno determinati. E’ per questo che, rispetto alla nostra Costituzione sono più portato a valutare l’effetto positivo che il complesso di regole che ci siamo dati il 1° gennaio del 1948, sulla condizione del paese e delle persone rispetto all’accesso ai diritti, che non i presupposti storici, socaili e culturali che hanno dato vita a quell’impostazione.

Se penso oggi alla condizione di lavoro di tantissimi giovani e se passo in rassegna le centinaia di vite e di storie che ho incrociato in questi anni mi chiedo se, di fronte a una ipotetica necessità di riscrivere ex novo la nostra costituzione oggi riscriveremmo allo stesso modo l’art. 1 “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”.

Voglio cercare di spiegarmi offrendo due domande come spunto di riflessione.

Il lavoro è ancora oggi quell’elemento che nel nostro paese definisce l’identità personale e l’identità collettiva?

E ancora, il lavoro è ancora l’elemento fondante dell’affermazione della libertà delle persone e della convivenza civile e democratica?

Se ciascuno di noi tentasse di dare una risposta a queste due domande, a partire dall’esperienza personale e dalla percezione di ciò che ci sta capitando intorno come effetto dei grandi cambiamenti dei modelli economici e produttivi, si renderebbe conto che non sarebbe né scontato, né immediato individuare delle ragioni per dire che il lavoro è fattore di identità e di coesione.”

El Britoìn

admin agosto 28th, 2007

Ci sono delle parole del dialetto veneziano che sembrano essere intraducibili. Alcuni oggetti in modo particolare io li ho sempre sentiti chiamare con il nome dialettale e per tale ragione è difficile risalire al corrispettivo italiano. Un esempio su tutti è il “britoìn”, coltello ricurvo, con la lama di 6/7 centrimeti, a scomparsa nel manico di legno.britoin Il “Britoìn” nella culura contadina era il regalo che il nonno, lo zio, a volte il papà, facevano al “bocia” (il ragazzo) per segnare il passaggio all’età del lavoro, della responsabilità. Di questa tradizione, che è oramai quasi completamente in disuso, ne è rimasta qualche traccia nella memoria e qualcuno di noi l’ha ricevuto in regalo. Una volta il “britoìn” aveva usi maggiori e più nobili rispetto a quelli per cui io lo uso oggi, come ad esempio tagliare i sigari o aprire le bottiglie di birra. Una volta,per il lavoro nei campi e con gli animali, avere uno strumento da taglio e incisione in tasca era di fodamentale importanza. Mio padre, proprio questa estate, mi ha raccontato che il fratello di mio nonno, mancato negli anni 60, ovvero mio prozio “Eto” che era rimasto lesionato da piccolo da una di quelle malattie che colpivano la gente povera, ne aveva uno che si era costruito da solo e che usava quotidianamente, custodendolo gelosamente. Bene, amarcord a parte, durante un pranzo a Sesto Pusteria con alcuni amici, il 14 agosto, estraendo il mio Britoìn, ho esclamato ” se mi dite come si chiama in Italiano, pagao da bere a tutti”. E’ calato il silenzio…tutti a dire Britoì, Britoea….le ragazze che sono piùfini e avvezze con l’italiano “coltello a serramanico con lama ricurva”. Non la farò lunga e svelerò il mistero che ho avuto a mia volta svelato in una coltelleria di Brunico….il Britoìn, altro non è che una roncola, una piccola roncola. Per il mio bimbo, tuttavia desidero che rimanga “britoìn” come lo è stato e lo è ancora per me.

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