Archive for the 'Libri' Category

Vajont: quelli del dopo

admin novembre 30th, 2008

covercorona.jpgHo appena finito di leggere un altro bel libro di Mauro Corona. Vajont: Quelli del dopo.

“Il 9 ottobre 1963 alle ore 22.45 duemila persone  entravano nel nulla per ambizioni e interessi altrui. Sono passati più di 40 anni da quella notte e il ricordo dei morti e di quella disfatta è ancora sospeso nella valle. E anche se le foglie di 40 autunni hanno reso più soffice camminare sul dolore, permane in queste zone il fruscio della morte….”

In questo modo Mauro Corona inizia un racconto al bar, l’osteria Pilìn di Erto Vecchia, che si trova sopra la diga del Vajont. Un oste giovane, che all’epoca della tragedia non era ancora nato e tre avventori, che hanno perso i propri cari nella tragedia. Rabbia, pietà, ironia si confondono nei fumi dell’osteria e nei vapori del vino che accompagna la discussione. Il “dopo vajont” raccontato dagli ertani.

Anche se Paolini e Martinelli hanno dato rilievo alla tragedia dimenticata (o rimossa) del Vajont, ci sono moltissime persone in Italia a cui la parola Vajont non dice nulla. Eppure è stata la più grande tragedia che abbia vissuto il nostro Paese dal dopoguerra ad oggi. Non una tragica fatalità, ma un omicidio di 2000 persone. Consumato per lo più in Veneto, la mia, la nostra Regione. Rileggere questo libricino di Mauro Corona mi ha fatto pensare che molto spesso le scelte che facciamo, soprattutto noi che abbiamo una responsabilità pubblica, possono toccare la vita della gente.

I figli della libertà - Marc Levy

admin novembre 30th, 2008

i-figli-della-liberta.jpg1943. Tolosa. I nazisti hanno occupato la Francia e il governo militare francese filo nazista applica le leggi razziali. A Tolosa c’è una comunità straniera molto forte. Operai, artigiani, piccoli commercianti. Gente che si è rifugiata lì dall’Ungheria, dalla Germania, dalla Polonia, dall’Italia, alla ricerca di un angolo d’eruopa dove si possa vivere liberi e senza la paura di essere deportati a causa di una religione e di una cultura diversa.

E’ la storia di due ragazzi, di 19 e 17 anni. Jeannot e Clode, ebrei polacchi che decidono di unirsi alla resistenza, con altri ragazzi stranieri, contro il regime filonazista del generale Petaìn. La trama del libro corre sulla narrazioen di Jeannot, che diventa adulto prima del tempo. Che si trova ad uccidere il nemico, senza provare piacere. Che sogna amori in un clima in cui il solo pensiero di amare qualcuno aiuta a rimanere vivi, a coltivare dentro di se l’umanità.

L’esperienza della morte delle persone vicine, la paura della clandestinità, la vita del carcere, la deportazione nel treno della morte, sono raccontate con un tratto di grande umanità e di attenzione ai sentimenti. L’amicizia, il rapporto tra i due fratelli, il sogno della libertà….un’attesa che fa aumentare il desiderio.

Un libro bello, che ci aiuta a capire che anche nelle pagine più nere della storia dell’umanità, possono sopravvivere sentimenti positivi, che alla fine prevalgono sempre. Un gesto di pietà verso un prigioniero, condannato a morte, la rinuncia per l’altro…la capacità di riconoscere la “sacralità dei bambini, al di là della religione e della pelle”…alla fine queste dimensioni possono vincere.

Spingendo la notte più in là

admin ottobre 12th, 2008

spingendo-la-notte-piu-in-la.bmpUn’amica di Milano, l’altro giorno, mi ha simpaticamente accusato di aver in corso delle letture adolescenziali. Stavo rileggendo La Strada  di Keruac….a volte scelgo di leggere qualcosa di leggero, di scorrevole. A volte mi capita di leggere anche Dylan Dog per lo stesso motivo. Poi, siccome leggo anche cose serie, ea mio desiderio segnalare una lettura d’un fiato che ho fatto nel marzo scorso ma che stasera o sfogliato di nuovo. Spingendo la notte più in là di Mario Calabresi, attualmente corrispondente dagli Stati Uniti di Repubblica e figlio del commissario Calabresi.

Il libro di Mario Calabresi mi ha colpito molto, oltre perchè è scritto davvero bene, principalmente per tre motivi. 1) è uno dei pochi testi che descrive il terrorismo dalla parte delle vittime e non dalla parte dei carnefici. Se oggi uno va alla Feltrinelli, ad esempio, trova scaffali pieni sulla storia del terrorismo in Italia scritti dai terroristi. 2) c’è per la prima volta il tema del perdono, della riconciliazione su una delle più tragiche pagine della storia recente dell’Italia. 3) c’è il tema del rapporto tra padre e figlio costruito più sul desiderio che non su una presenza reale, che è strata drammaticamente negata… e questa cosa mi ha coinvolto molto emotivamente perchè anche io sono padre.

Insomma una lettura che consiglio.