Archive for the 'attività politica' Category

La politica è anzitutto arte

admin marzo 26th, 2010

don_tonino_bello2La politica è anzitutto arte.

Il che significa che chi la pratica deve essere un artista.

Un uomo di genio. Una persona di fantasia. Disposta sempre meno alle costrizioni della logica di partito e sempre più all’invenzione creativa che gli viene richiesta dall’irripetibilità della persona.

Arte cioè programma, progetto, apprendimento, tirocinio, studio. È un delitto lasciare la politica agli avventurieri. È un sacrilegio relegarla nelle mani di incompetenti che non studiano le leggi, che non vanno in fondo ai problemi, che snobbano le fatiche metodologiche della ricerca e magari pensano di salvarsi con il buon cuore senza adoperare il buon cervello.

È un tradimento pensare che l’istinto possa supplire la tecnica e che il carisma possa soppiantare le regole interne din un mestiere complesso.

Tonino Bello, Riflessione sulla spiritualità per i politici, 1985

Alla fine di un lungo viaggio…c’è sempre un viaggio da ricominciare

admin ottobre 26th, 2009

“Alla fine di un lungo viaggio…c’è sempre un viaggio da ricominciare”.

Ieri sera si è concluso il congresso del PD. Per me è stato un tempo totalizzante. Ho accettato la sfida di presentarmi agli elettori del PD del Veneto con un programma di riforme per la Regione. Una Regione pervasa da un sentimento diffuso di paura per il rischio di declino economico e sociale.

Sono stati 120 giorni impegnativi. Migliaia di chilometri.

Ho incontrato donne e uomini straordinari. Un partito in salute, una comunità di persone che hanno voglia di scommettere in un futuro capace di tenere insieme lo sviluppo con la solidarietà. Due valori irrinunciabili che sono il segno della nostra terra.

Ho visto la coesione delle nostre comunità, ma anche i segni della crisi. Entrando nelle fabbrice, parlando con gli artigiani, transitando nelle cooperative che si occupano di assistenza, oppure i comitati che tengono alta la voce sul rischio di lacerazione dei nostri territori.

L’esito del congresso regionale offre delle indicazioni precise sulla volontà degli elettori e anche la conferma di un partito aperto in cui nessuna mozione supera il 50%.  Tra qualche giorno ci sarà l’assemblea regionale. L’impegno mio e di altri sarà quello di rispettare prima di tutto l’indicazione di 200.000 elettori di centrosinistra: costruire un partito forte e unito.

E’ necessario utilizzare questi giorni per capitalizzare i contenuti dei programmi e non perdere l’opportunità di mettere in campo un gruppo dirigente nuovo, fresco e motivato, capace di mettere in campo pensieri e parole nuove, capaci dare ragione a un numero sempre maggiore di elettori di riconoscere positivamente la proposta politica e culturale del PD.

Infine che dire…..”GRAZIE” a tutte le persone che mi hanno sostenuto, un grazie non formale nella consapevolezza che è molto più quello che ho ricevuto di quello che ho dato. E alla fine di un viaggio…..quando si è pronti di ricominciarne un altro….è bello sentirsi sereni e migliori di quando si è partiti.

Il PD….un grande partito fatto di uomini e donne

admin settembre 16th, 2009

L’aggiornamento di www.fullio.it procede a rilento. D’altra parte in questi giorni sono pochissimi gli istanti in cui riesco a trovare un PC con un collegamento. L’auto macina chilometri e gli incontri si susseguono, sia la mattina che il pomeriggio….poi la sera i dibattiti.

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In questi giorno sto riflettendo sul fatto che, comunque potrà andare, sarà una esperienza straordinaria. Sto incontrando un sacco di persone che si impegnano, iscritti e simpatizzanti. Che organizzano le feste, la vita nei circoli, che vogliono discutere dei temi del Paese e della Regione.

E’ una carica di umanità incredibile. Molte persone non vengono ne dalla Margherita nè dai DS…. sono enrati nel PD per fare il PD, perchè l’hanno riconosciuto come un luogo inredibile dove impegnarsi, dove condividere un’idea. Molti sono entrati con le primarie e oggi la nostra responsabilità è quella di non deludere la disponibilità, la generosittà delle donne e degli uomini del PD.

Il volantino della Lega Nord a Mirano (Ve): qualcuno chieda scusa

admin agosto 28th, 2009

vlegaDa cittadino del miranese sono incredulo. I quotidiani veneti e nazionali riportano oggi la notizia di un “manifesto” che la Lega Nord di Mirano ha caricato sulla propria pagina di facebook. Il volantino recita: “immigrati clandestini. torturali! è legittima difesa” ….sono incredulo e attonito perchè queste affermazioni sono oltre ogni limite.

Non si capisce chi sia l’autore…. i dirigenti della lega locale non se ne prendono la paternità. parlano di sabotaggio, scherzo, di autori ignoti. Gli esponenti regionali e nazionali del carroccio…. minimizzano…. come hanno sempre minimizzato su altri temi. Qualcuno imbarazzato sommessamente prende le distanze.

Ma il punto è un altro. Che gli autori siano leghisti o che siano sabotatori, appare inquietante che se queste affermazino non fossero vere (prodotte da esponenti della lega) sarebbero del tutto vero - simili, perchè sulla scia di tantissime altre dichiarazioni che si sono sentite in questi mesi. Una volta si serebbe parlato di “cattivi maestri”….. ma è certo che a forza di istillare la cultura dell’odio e della paura, qualcuno si mette a odiare davvero. c’è sempre il “minus habens” che ci cade.

Il tema della sicurezza è un tema serio e nessuno rifiuta un confronto politico sul tema dell’immigrazione, e delle regole, compresa la spinosa questione dei clandestini. ma un conto è l’attuazione dei provvedimenti, un’altro è una campagna d’odio che va oltre il valore della vita e dei diritti umani fondamentali.

Ci sono sicuramente dei presupposti di reato nella frase contenuta nel volantino. I responsabili devono essere individuati e puniti. Ma meglio sarebbe, lo dico da miranese che non si sente rappresentato da quelle frasi e con la conoscenza di un territorio che non ha nulla a che vedere con la cultura dell’odio, che i responsabili o il responsabile (leghisti o non leghisti) dicessero. “siamo stati noi, abbiamo fatto una fesseria immensa, e chiediamo scusa….alla città di Mirano e ai miranesi”.

Un “brend” per il 25 ottobre

admin agosto 9th, 2009

logo_venetoAnche se sono le 23.34 e sono in vacanza ho voglia di lavorare alla sfida del 25 ottobre. E’ un buon segno, non la sto vivendo come un peso, ma come una occasione straordinaria di dire qualcosa di forte sulla nostra Regione, sul PD. Ho voluto fortemente personalizzare la linea di comunicazione, e ho chiesto a un amico di predisporre un “machio” sullo stile dell’Italia che viene usata per la campagna di Franceschini… ne è nato il Veneto stilizzato con i colori dell’Italia e del PD…. non male. Ho voluto segnare questa differenza perchè la mozione della mia candidatura è una mozione Veneta.

In queste ore inoltre sulla rete stanno accadendo molte cose.

La rete di “Semplicementi Democratici” sta facendo un lavoro straordinario. Grazie ad Arnaldo, Stefano, Alessandra ed altri amici è possibile trovare nella rete un sacco di materiale, filmati, foto, documenti e interventi….se non è democrazia questa! Comunque grazie….un grazie sincero e non scontato.

He he he…voglio anche riferire di una cosa simpatica…. Una delle cose che stanno accadendo in questa campagna del 25 ottobre è quella di caricaturare l’avversario. Ci sta, anche se per stile e convinzione io non lo farò. Ho stima di Bersani, di Rosanna e di Felice. Non ho motivo di farlo.

Nella mia “SLIMSTAT” ho visto a più riprese che qualcuno mette come chiave di ricerca “Andrea causin todem”…. forse per collocarmi forzosamente in una corrente del PD che ha fortemente marcato i temi eticamente sensibili…. forse per caricaturarmi come un cattolico bigotto. Ci sta…. peccato che la pesca risulterà inutile.

E’ vero che sono cattolico e battezzato e che non sono portato a trattare con leggerezza i temi che riguardano l’inizio e il fine vita. E’ vero anche che sono molto amico di Gigi Bobba, uno dei fondatori dei Teodem….lui era presidente delle ACLI mentre io ero presidente di gioventù aclista. Abbiamo lavorato insieme, ho grande stima di lui è una delle persone che mi ha formato. Tuttavia all’invito di aderire al movimento ho sempre gentilmente rifiutato… per sensibilità personale ritengo di essere più qualificato negli ambiti economici e sociali,. e così come molti altri aclisti in politica mi sono cimentato in ambiti diversi (mi piace ricordare che Rosati e Labor, ex presidenti delle ACLI….il primo è stato espulso dalla DC in quanto unico senatore ad aver votato contro i missili a Comiso, il secondo relatore della legge 194…).

Sul tema della laicità….non mi sottrarrò e sarà interessante scoprire come i cattolici possono cimentarsi in questo campo ben oltre il pregiudizio, poichè gli orientamenti personali e le scelte reggono anche su un piano in cui la laicità diventa un metodo e una granzia universale….

Un partito forte, per un Veneto forte

admin agosto 1st, 2009

Il fresco della sera in montagna mi ristora un po’.

E’ stata una giornata faticosa ma ricca di emozioni e di calore.

La prima giornata da “candidato alla segreteria regionale” del Partito Democratico del Veneto.

 

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Oggi, inseieme a Piero Fassino e a molti altri amici e amiche democratiche ho presentato le linee generali del documento programmatico che abbiamo scritto nei giorni scorsi. Un documento aperto – come ho detto oggi – nel quale sono sicuro si potranno riconoscere in molti, anche oltre lo schema delle mozioni nazionali.

 

Mi ha colpito la fiducia, quella degli amici di sempre, dei compagni di partito.

Mi ha soprattutto fatto piacere sentire la fiducia di persone che mi hanno visto e sentito per la prima volta, o che magari mi conoscevano solo nel blog o in Facebook.

Come le persone straordinarie della rete “semplicemente democratici” e i ragazzi e le ragazze dei giovani Democratici.

 

Oggi è iniziata una bella avventura.

Che parte simbolicamente da una sede di partito, ma che vuole e può arrivare in tutto il Veneto.

 

Per usare una metafora veneta del lavoro…. “abbiamo messo i ferri in acqua”.

Abbiamo cioè iniziato a costruire per il Partito Democratico e per la nostra regione, una prospettiva nuova, in cui le persone miglio, i migliori talenti saranno protagonisti del cambiamento.

 

Oggi abbiamo assunto anche alcune decisioni.

Ho candidato alla vice segreteria Daniela Sbrollini, una “ragazza” che ha 1 anno più di me, che è di Vicenza e che fa la parlamentare. Daniela è una persona solare e ha una competenza preziosa, poichè per molti anni ha lavorato all’ ANCI (l’associazione dei comuni).

 

Inoltre ho affidato a Valter Vanni il ruolo della mozione Franceschini in Veneto.

in queste settimane ho avuto la fortuna di conoscerlo e apprezzarlo. La sua grande conoscenza dei temi del Veneto e la dichiarata volontà di essere a servizio di una fase di rinnovamento, soprattutto nelle composizione delle liste, è una garanzia per tutti noi.

 

Stasera infine ho deciso di chiamare sia Rosanna che Felice.

Anche se in questo frangente sono “avversari”, sono due persone che per aspetti diversi stimo davvero molto.

Ci siamo fatti gli auguri e abbiamo convenuto useremo questo tempo per fare crescere il Partito Democratico.

la dimensione della politica non va mai scissa dalla dimensione umana dell’amicizia, del rispetto e della stima.

Ci si può e ci si deve confrontare duramente ma non ci si deve dimenticare che nello stesso partito, si è parte della stessa storia e si è responsabili nella costruzione dello stesso futuro.

 

 

 

 

Mi candido per la segreteria regionale del PD Veneto

admin agosto 1st, 2009

Care democratiche e cari democratici,

 

oggi alle 18.00 ho depositato a Padova,

presso la sede regionale del Partito, la mia candidatura alla segreteria Regionale del Partito Democratico del Veneto.

Moltissimi amici, militanti, amministratori e dirigenti del PD Veneto in questi giorni mi hanno chiesto la disponibilità ad affrontare questa sfida.

Donne e uomini che sono approdati nell’esperienza politica del Partito Democratico con percorsi e  storie diverse. Storie antiche e storie recenti.

Donne e uomini che hanno saputo ritrovarsi nel faticoso e necessario lavoro di confronto sui contenuti, nella visione di un partito che supera le vecchie appartenenze e si propone come unico e autentico soggetto riformista per il Paese e per il Veneto.

Donne e uomini che hanno saputo ritrovarsi in una candidatura, la mia.

Quella di un uomo che ha la sua storia.

Vivo questa richiesta con un duplice sentimento, di orgoglio e di responsabilità.

La responsabilità di chi è consapevole dei propri limiti e che sa che possono essere superati solo nella prospettiva di vivere questa esperienza nella piena condivisione e affidamento agli altri.

Una responsabilità che assumo mettendo a disposizione prima di tutto la mia vicenda umana.

Nella prospettiva di assumere un compito nuovo, penso al percorso che mi ha portato qui.

Penso alla famiglia in cui sono cresciuto, un ambiente dove ho imparato la dedizione al lavoro, il valore della lealtà, il rispetto per gli altri e l’attenzione ai più deboli.

Penso alla mia giovane famiglia, che condivide e sostiene il mio impegno e che vive un destino condiviso e la speranza con tantissime altre famiglie del Veneto.

Penso alla mia esperienza formativa, ai docenti e ai compagni di scuola che ancora oggi sono preziosi compagni di vita.

Penso agli anni passati in azienda, dove ho lavorato nel settore del credito alle imprese e deve ho conosciuto centinaia e centinaia di artigiani, imprenditori, commercianti che hanno fatto della propria vita l’arte di intraprendere.

Penso al mio impegno nelle ACLI, una grande organizzazione del lavoro dove mi hanno insegnato che “stare dalla parte della gente” non è un’idea astratta. Richiede passione, studio ma anche capacità di organizzare servizi e risposte concrete.

Penso soprattutto alla mia passione politica maturata, com’è  è accaduto per molti altri giovani della mia età, nei primi anni novanta. Gli anni di tangentopoli, delle stragi di Capaci e di Via d’Amelio.

Gli anni in cui crollava il sistema dei partiti che avevano fatto crescere la nostra giovane e fragile democrazia. Gli anni in cui era più semplice rifugiarsi nel privato, negli affetti, nello studio, nella professione.

Oggi, con la stessa passione, accetto la sfida di candidarmi alla Segreteria Regionale del Partito Democratico, nella consapevolezza che il congresso è un tempo straordinario.

Un tempo in cui non ci sono nemici, ma semplicemente degli “avversari” che portano una sensibilità differente, una sensibilità indispensabile e preziosa per continuare a costruire questa straordinaria esperienza condivisa che è il Partito Democratico.

Facciamo in modo che questo sia un tempo fertile, un tempo in cui si possa parlare del Veneto e del suo cambiamento veloce e per certi versi drammatico, che la destra non è più in grado di interpretare, delle proposte e delle sfide che abbiamo davanti.

Facciamo in modo che il congresso sia il luogo dove decidiamo e ci attrezziamo ad assumere delle responsabilità di governo.

Desidero che anche per me questo diventi prezioso, un’occasione per conoscere e comprendere di più questa terra a cui sono indissolubilmente legato e per mettere insieme i migliori talenti che oggi sono dentro e fuori il Partito Democratico.

E’ un compito grande, che potrò affrontare solo con l’aiuto di tutti.  

Un percorso per il PD: a Nord Est

admin giugno 24th, 2009

nordestIl 9 maggio scorso, a poco più di un mese dalle elezioni politiche finiva l’esperienza del primo esecutivo del Partito Democratico di Walter Veltroni, di cui mi onoro di aver fatto parte. Parallelamente iniziava il declino della leadership di Valter a cui va imputato un solo torto. Quello di non avere avuto la capacità e il coraggio di continuare ad innovare e di aver ceduto alla volontà di restaurazione dei colonnelli e delle vecchie identità. Da allora è trascorso poco meno di un anno e la certezza di tenuta che ci affida il risultato delle elezioni europee, che ci vede comunque perdere oltre 4.000.000 di elettori e 7 punti percentuali, non può essere una consolazione.

Personalmente dal 9 maggio scorso ho scelto la strada della responsabilità.
Ho osservato in silenzio l’accumularsi di errori, nella consapevolezza che non poteva e non doveva essere sommata ulteriore conflittualità, per il bene del Partito Democratico. Ho scelto anche la strada della fiducia. Fiducia nei leader nazionali e fiducia nei leader locali. Ho scelto consapevolmente, non perchè non ci fossero le argomentazioni, di non imbracciare il bazooka e sparare contro il partito, anche se so che in termini di consenso interno questo è uno degli argomenti che paga di più. Come me, in questi mesi, hanno fatto in molti.
Non tanto perchè vogliamo bene al PD, quanto perchè vogliamo bene al nostro Paese. E un Paese che è governato, seppure attraverso l’espressione del consenso, da un presidente del consiglio che è sempre più impegnato nel contenimento delle proprie imbarazzanti vicende personali, ha bisogno di un partito di opposizione serio che possa spendersi su un periodo di medio e lungo termine al fine di proporsi come alternativa credibile di governo.

Il risultato a Nord Est e in particolar modo in Veneto non lascia spazio a dubbi di interpretazione.
Con Oltre 200.000 elettori persi in 11 mesi e il 7% in meno abbiamo conseguito un risultato del 20,14% che consegna alla Lega Nord il ruolo di partito “alternativo” ai 14 anni di regno di Galan e del Partito (polo) delle Libertà.
Con poche eccezioni il connubio Lega – PdL con l’appoggio di un UDC che dimostra di non avere alcuna intenzione di disarticolarsi dalla destra, ha consentito ai candidati della destra di vincere bene alcune amministrazioni e di strappare al PD comuni e province dove si era amministrato bene, come quelle di Venezia e di Belluno. Continua a Leggere »

Porto Marghera: è finito il tempo delle parole…servono fatti

admin maggio 21st, 2009

torciaUn paio di giorni fa, mentre la commissione lavoro del Consiglio Regionale del Veneto incontrava i lavoratori del Petrolchimico, molti dei quali in cassa integrazione da mesi, il presidente Galan si prodigava in dichiarazioni stampa sulla fine delle produzioni industriali chimiche.

Questo è l’ultimo atto grave del presidente della Giunta, che negli ultimi anni ha prima tenuto bloccate le autorizzazioni per la riconversione degli impianti di produzione del clorosoda e poi ha regolarmente sottratto l’esecutivo della regione dai compiti che venivano affidati dagli accordi di programma tra le parti economiche e sociali. Come pure la risoluzione del Consiglio Regionale del Veneto, che lo impegnava ad attivarsi a garantire l’operatività degli impianti chimici per almeno dieci anni a partire dal 2005.

Non si può accettare tanta superficialità di fronte a 5.500 addetti diretti e oltre 6.000 indiretti, tra i quali ci sono molte piccole imprese che sono impegnate nei servizi e nelle manutenzioni. Non ci si può permettere una così grande superficialità rispetto alla vicenda umana e professionali di oltre 10.000 persone e delle loro famiglie.

Oggi la situazione è davvero critica, non si possono fare infingimenti e le ragioni si possono cercare in tante direzioni. In un clima istituzionale non favorevole, fatto di autorizzazioni bloccate, di consultazioni popolari atte a costruire un consenso contro gli impianti chimici, di avventure azzardate, di vagonate di fondi europei spesi in attività non industriali, di silenzio assordante di chi rappresenta gli interessi economici.

La situazione è particolarmente critica perché la eventuale ricollocazione dei lavoratori espulsi dal ciclo produttivo non può avvenire in un contesto, come quello Veneziano, fortemente segnato dalla crisi economica, che ha colpito anche i settori della cantieristica, della meccanica e della logistica.

Il Consiglio Regionale del Veneto il 6 ottobre del 2005 ha votato praticamente all’unanimità una risoluzione che affermava da una parte la necessità di ribadire la vocazione economica e industriale dell’area di Porto Marghera e dall’altra la opportunità del mantenimento delle produzioni chimiche per il tempo necessario allo sviluppo di attività economiche alternative alla chimica, ma comunque capaci di dare un forte impulso all’economia e all’occupazione.

La risoluzione del 6 ottobre 2005 è divenuta carta straccia, come lo sono diventate le aspettative che i lavoratori e le comunità avevano riposto nei diversi successivi accordi di programma, siglati dalle istituzioni, dalle parti datoriali e da quelle sindacali.

Si è perso molto tempo e paradossalmente di tempo oramai non c’è n’è più.

Non si può chiedere la pace sociale e nel contempo pigliare a ceffoni 10.000 lavoratori e le loro famiglie.

Bisogna agire e bisogna farlo presto.

L’unica risposta possibile è legata al rilancio immediato della vocazione produttiva di Porto Marghera. Ma per farlo ci vogliono le condizioni istituzionali favorevoli che consentano di attrarre da subito gli investitori e denaro. Tanto denaro.

Lo Stato, lo faccia pure attraverso l’Eni, deve intervenire.

Si deve dare vita ad una sorta di nuova “488”, ovvero una legge speciale per affrontare la crisi di Porto Marghera che, come sono state affrontate altre crisi di settori che coinvolgevano migliaia di lavoratori, consenta ai produttori di trarre beneficio nella scelta di investire a Marghera.

Si sono trovati 4 miliardi di euro per “salvare” l’Alitalia, un’azienda di stato nella quale erano impiegati circa 20 mila lavoratori. Sono stati messi sul piatto oltre 2,5 miliardi di euro di incentivi per rilanciare il settore dell’auto.

Si devono trovare i soldi per affrontare la crisi di Porto Marghera non con gli ammortizzatori sociali, ma con la possibilità, almeno nello start – up, di favorire gli investimenti.

Solo così Porto Marghera potrà tornare ad essere un luogo di produzione di ricchezza e di lavoro.

Le vane promesse e chicchere su un futuro radioso non interessano né ai lavoratori né a gente come me che, con meno di 40 anni, sa che la qualità della vita è legata alla capacità del sistema economico di essere dinamico. Servono i fatti e lo Stato deve metterci i soldi.

L’homme Integre. Il nontro premier può rappresentare il Paese?

admin maggio 11th, 2009

sankara

L’accostamento è di quelli forti, me ne rendo conto.

Fare riferimento a Thomas Sankara per svolgere un paio di riflessioni rispetto al nostro attuale premier, potrebbe sembrare una forzatura e in qualche misura una mancanza di rispetto nei confronti della figura di Sankara.

Ma può essere utile a sviscerare il tema che è sul tavolo questi giorni, sotto strati e strati di gossip all’Italiana: l’integrità della persona è un elemento da cui si può prescindere, quando questa persona è chiamata a rappresentare un paese?

Sono voluto partire da Thonas Sankara, presidente del Burkina Faso dal 1983 al 1987 perché in tutta l’Africa è conosciuto come l’homme integre, l’uomo integro appunto. Sankara, proveniente dalla carriera militare e divenuto presidente giovanissimo, decise di cambiare volto a uno dei paesi più poveri dell’Africa. Lo fece sciegliendo la sobrietà, continuando a vivere in modo essenziale lui per primo, insieme agli esponenti del suo governo. Preferendo le campagne di vaccinazioni obbligatorie alla corsa agli armamenti. Privilegiando la costruzione di scuole e ospedali alla restituzione di un debito estero di cui né lui ne il suo popolo erano responsabili. Fino al 1987, anno in cui proprio per la sua intransigenza e integrità, pagò con la vita il fatto di aver pestato i piedi ai potenti del Burkina e dell’emisfero occidentale del pianeta.

Il nostro Premier non è certo un esempio di integrità.

Non lo dico io. Lo ha detto, anzi lo ha scritto, la donna che con lui ci ha fatto tre figli e ci ha vissuto per 30 anni. Il tema non è il suo divorzio, o la mediatizzazione del suo divorzio. Fatto inevitabile per persone che hanno un’immagine pubblica.

La questione, come ha sommessamente spiegato il direttore di Avvenire, è che la signora Lario ha gettato una ombra inquetante sull’integrità del marito adducendo delle motivazioni gravi e per giunta non smentite.

Ci si potrebbe chiedere che cosa c’è di nuovo in tutto questo?

Che cosa ci si poteva aspettare da una persona che è proprietaria di una azienda che occupa abusivamente una frequenza televisiva? Che cosa ci si poteva attendere da uno che ha palesemente e ripetutamente violato le normative fiscali italiane, corrompendo i giudici e costringendo il “suo” parlamento a fare una legge salva – premier?

Il punto è che a me, personalmente, resta un tarlo.

Uno che evade le tasse, che corrompe i giudici, che si fa beffa delle leggi dello stato e che utilizza il parlamento “pro domo sua”….che – come ha scritto la moglie – va con le minorenni….può degnamente ed efficacemente rappresentare il nostro Paese?

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