Archive for the 'Senza Categoria' Category

Se Atene piange, Sparta non ride

admin maggio 5th, 2010

ateneSe Atene piange….

e se Atene non fosse così distante da Roma. Come moltissime altre persone sto assistendo sui siti Web la situazione paradossale che sta vivendo un paese Europeo, come la Grecia che si trova sull’orlo della bancarotta e della paralisi. Le misure che ha adottato il governo di Atene hanno una ricaduta pesantissima sulla vita dei cittadini e sulla coesione sociale del paese intero.

Le famiglie hanno perso in poche ore circa il 30% della capacità di reddito, l’economia ha subito un drastico rallentamento e la rabbia si è impossassata delle piazze, con scene che ricordano paesi che sono ben lontani dalla tradizione delle democrazie occidentali.

Eppure la Grecia era entrata autorevolmente in Europa, aveva gestito la partita economica delle Olimpiadi e poteva contare su un economia di tutto rispetto, con campi di eccellenza come il Turismo.

Eppure i numeri non lasciano scampo. L’incapacità di mettere in atto riforme nel sistema previdenziale e sociale, la mancata capacità  di riformare la pubblica amministrazione, la pesantezza di un debito pubblico elevatissimo rispetto al Pil e l’impatto della crisi economica che dal 2008 ha ridotto pesantemente la capacità di gettito della fiscalità generale, hanno creato in Grecia, ma sembra non solo li, una miscela esplosiva.

E in economia, i conti, anche se sono quelli pubblici, devono sempre tornare.

Tremonti dice agli Italiani di stare tranquilli.

Ma noi non abbiamo delle condizioni molto diverese dalla grecia. Una pubblica amminsitrazione sovradimensionata, soprattutto in alcune zone del Paese. Un debito bubblico spaventoso che ha ripreso a salire e un crollo delle entrate generali dovuto alla crisi economica.

In questo scenario, il governo Berlusconi, tutto ha fatto fuorchè riformare il Paese.

Credo che sia ora e tempo che il PD costruisca il proprio asse identitario su una vera riforma della politica e una vera riforma del Paese. Come? Con proposte concrete. Come quelle dell’unione dei Comuni, dell’abolizione delle Province, dell’attuazione del Federlaismo costringendo gli enti non virtuosi a mettersi in linea, con la riforma della fiscalità generale, con la riduzione dei costi della politica e la fusione degli enti di secondo livello, la riduzione del costo del lavoro, la semplificazione amministrativa per le aziende e per i privati…..insomma tutte quelle cose che sarebbe opportuno fare quando si pensa al futuro.

Un futuro che, come si evince dall’andamento economico degli ultimi due anni, non è sempre e per forza radioso.

Non sottovalutiamo Atene che piange….fin che siamo in tempo.

E’ sbagliato liquidare la proposta del PD del Nord

admin aprile 17th, 2010

Prodi, Cacciari e Chiamparino hanno rilanciato in questi giorni la proposta del Partito Democratico del Nord. Tre figure per certi versi differenti ma che sono accomunate da un elemento fondamentale, quello di avere conseguito delle vittorie, e di avere l’autorevolezza di avanzare una proposta di questo tipo.

Mi chiedo e chiedo anche ai Democratici del Veneto, se non sia il caso di prenderla attentamente in esame, invece di liquidarla in modo frettoloso come ha fatto Bersani o come è venuto a fare Penati in sede di direzione regionale in Veneto.

C’è un dato su tutti che dovrebbe mettere in allarme il gruppo dirigente Veneto e Nazionale.

Nell’occasione delle politiche 2008, all’indomani della scelta del Lingotto in cui Veltroni aveva dato vita al Partito Democratico i voti alla Camera dei Deputati nella circoscrizione del Veneto furono 812.509. Alle regionali 2010 i voti al PD sono calati drasticamente a 456.309 in parte a onor del vero per l’astensione, ma in parte per incapacità di interpretare e rappresentare le istanze di questa regione e del Nord del Paese.

In soli due anni il PD in Veneto ha perso quasi la metà degli elettori.

Questo deve essere un campanello d’allarme da non ignorare, perché il rischio della residualità della proposta politica del PD in Veneto e nel Nord del Paese è dietro l’angolo, dal momento che con un dato che si assesta intorno al 20% risulta difficile pensare di poter vincere nelle amministrazioni locali.

Ci sono sicuramente degli errori che vanno imputati al gruppo dirigente locale, come la scelta di individuare un candidato presidente solo un mese prima del voto, anziché un anno prima. Tuttavia non si tratta solo di questo.

Se si esamina con attenzione il voto di lista, cosa che è stata fatta con il contributo dell’Ipsos nel corso della direzione regionale, si evince che la proposta del PD è debole tra i giovani di età compresa tra i 25 e 35 anni, tra gli operai, gli artigiani e i lavoratori delle aziende private, tra i pensionati.

Mentre mantiene un buon appeal tra i laureati, i dipendenti pubblici, gli studenti universitari, i professionisti.  

Oggi la parola d’ordine deve essere “rilanciare” il partito.

E questa operazione di rilancio, legata ai temi, alle proposte e all’identità, non può avvenire senza una forte autonomia dalle correnti e dai capibastone nazionali.

Infatti senza una forte autonomia nella proposta culturale, nella scelta delle candidature, nella selezione dei gruppi dirigenti non sarà possibile essere efficaci sui temi del Nord.

Non è una questione nominale, ma di sostanza. Il Partito “federato” è necessario per far capire ai leader nazionali, che fino ad oggi hanno compreso e valorizzato poco di ciò che accade nella parte produttiva del Paese, che è tempo di adottare una strategia diversa, un cambio di passo.

La prova di questa disattenzione è stata una campagna elettorale in cui la questione settentrionale è stata completamente ignorata.

In campagna elettorale spesso la gente mi chiedeva se noi del PD ci stiamo rendendo conto della brutalità con cui la crisi sta facendo soccombere migliaia di imprese e mette a rischio decine di migliaia di posti di lavoro e conseguentemente la qualità della vita delle famiglie.

E gli elettori non ponevano questa domanda per una sorta di disattenzione, ma perché il Partito Democratico ancora una volta non ha saputo veicolare una proposta al Paese sui temi dell’impresa, della fiscalità, del lavoro, della salute e dell’istruzione, preferendo inseguire ancora una volta i pasticci del Pdl, le vicende giudiziarie del Premier e concentrandosi su altre zone del Paese che hanno necessità e istanze tematiche profondamente differenti.

Ecco perché trovo imprudente liquidare la proposta del Partito Democratico del Nord in modo frettoloso, perché la strada intrapresa fino ad oggi non è stata foriera di grandi vittorie e non ha dato segnali di controtendenza rispetto a un declino progressivo che rischia di essere pericoloso per il PD e per una parte del Paese che ha bisogno di poter coltivare un alternativa reale e credibile alla Lega Nord.

Un cammino, un’occasione di riflessione

admin aprile 15th, 2010

basilica-sant-antonio-padova1Parlo raramente di certe cose, per pudore o per discrezione, e ho scelto di farlo dalle colonne del mio Blog. Gli uomino e le donne del nostro pianeta sono spesso accomunati da una dimensione religiosa e da una dimensione di fede. Popoli diversi in epoche diverse sono stato accomunati dalla ricerca di ciò che trascende da sè. Dio, Jahvè, Allah…

E anche io vivo questa dimensione. Magari in modo non costante, a volte problematico, con le mie fragilità… personalmente ho sempre vissuto la dimensione della mia fede come spinta all’impegno sociale e politico, anche se questa dimensione non ha mai rappresnetato per me un “limite” o un “pregiudizio” nello svolgimento del mio ruolo, o nelle scelte che dovevo compiere nell’atticità legislativa.

Nella mia formazione ho vissuto esperienze di formazione molto molto belle, sia nell’azioen cattolica (in parrocchia) sia nella lunga militanza nelle Acli. I campi estivi, l’espereinza di Assisi a contatto con il francescanesimo, l’esperienza della comunità ecumenica di Taizè. Insomma esperienze di incontro, relazione e riflessione che hanno contribuito in buona parte a farmi crescere e a diventare quell che sono oggi.

L’unica esperienza che mi mancava era il “cammino”…il pellegrinaggio. Nei mesi scorsi ci ho riflettuto molto soprattutto dopo aver incontrato un amico che nell’espereinza del Cammino di Santiago ha deciso di cambiare radicalmente la propria vita.

Qualche giorno fa, a conclusione di una fase impegnativa e complicata ho deciso di compiere il cammino verso Padova, per visitare la Basilica di Sant’Antonio. Un Santo che è caro non solo a noi veneti, ma in tutto il mondo, noto per i suoi miracoli, ma che a me colpisce per la scelta radicale di seguire Francesco nella riforma di una chiesaschierata dalla parte dei poveri e degli ultimi.

Così martedì alle 8 della mattina, nell’incredulità di chi mi conosce sono partito a piedi da casa mia. E lungo le strade secondarie, le campagne e gli argini, dopo 8 ore e 57 minuti di cammino sono arrivato alla Basilica di Sant’Antonio da Padova.

Ho attraversato una campagna lacerata dalle grandi infrastrutture, dove non ‘è più una fontana pubblica per potersi dissetare e dove non c’è un angolo dove fare la pipì al riparo da occhi indiscreti.

Potrei raccontare della fatica, del mal di piedi….ma voglio solo condividere alcune sensazioni del cammino, che è stato più bello nelle 3 ore finali quando la batteria del telefono era esaurita.

Ho riscoperto il valore della fatica e del silenzio.

Ho scoperto che invece di sbagliare strada (come mi è capitato più volte) ci vorrebbe l’umiltà di chiedere aiuto e anche che se hai bisogno di una mano, se la chiedi, c’è qualcuno che magari è disposto a dartela.

Insomma ho fatto un’esperienza nuova e molto più profonda di quello che potevo pensare e che consiglio a chi a voglia di prendersi un po di tempo, per rallentare, riflettere e osservare.

P.S: l’enervit è consigliato per l’acido latticobasilica-sant-antonio-padova

Ho imparato alcune cose.

IL PD E IL NUOVISMO….CHE AVANZA

admin aprile 4th, 2010

In questi giorni ho ricevuto moltissimi messaggi di persone che si complimentano per la mia elezione. Dicono bravo a me ed esprimono una litania infinita di lamentazioni sul Partito Democratico. Un paio di messaggi passano inosservati, ma decine di questo tenore sono un campione significativo.

Moltissime persone mi esprimono una linea critica sul PD…..su Bersani….

Ad un certo punto mi è venuto un dubbio.

Se avessi parlato male del PD, se avessi sparlato del segretario nazionale, in campagna elettorale forse avrei raddoppiato i voti (naturalmente non essendoci la controprova è una asserzione del tutto teorica).

Per scelta e per stile ho parlato di quella cosa noiosissima e banale che sono i CONTENUTI e i PROGRAMMI.

Non si va sul giornale parlando di contenuti e programmi.

Non si vince un congresso esprimendo nel detaglio una linea politica e una prospettiva.

Nel nostro paese non si vincono le elezioni, entrando nel merito della situazione di crisi del paese e presentandosi con delle proposte.

Non si diventa leader con la fatica del lavoro territoriale e la ricerca culturale quotidiana.

L’importante, anche nel PD, è dire che le cose non vanno, che la leadership è bollita, che abbiamo sbagliato tutto, che i consiglieri regionali e i deputati sono inadeguati.

Se dici questo prendi un applauso…..se invece tenti di spiegare e avviare una riflessione su come si può sostenere l’economia per uscire dalla crisi economica, anche in qualche circolo, la gente ti guarda annoiata come a dire “sempre le solite cose….di che la leaderschip è inadeguata!”.

Mentre è sempre più evidente la necessità di recuperare un legame con il territorio e con i mondi del lavoro, una parte del popolo del PD è in attesa di qualche nuovo Messiah.

Mentre è sempre più necessario affidare al PD un ruolo di rifondazione e di riforma (anche nei comportamenti) della politica in Italia, una buona parte del popolo del PD si dichiara delusa per un segretario che non dice le cose che dicono Grillo e Di Pietro.

Ecco allora il nuovismo!

Io dovrei essere contento…ho 37 anni.

E invece sono preoccupato perché, in questo fottutissimo Paese, non c’è solo il mio percorso personale, ma c’è il destino di tanta gente, il futuro delle vecchie e delle giovani generazioni.

A me interessa una politica attenta, pulita e capace di dare delle risposte.

Mi interessa di più di qualche luminoso e mediatico percorso, fosse anche il mio.

Qualche mese fa, mentre con alcuni democratici amici ascoltavamo un nuovo Messiah di turno…e mentre qualcuno applaudiva commosso….ho chiesto “scusate, ma che cosa ha detto di così interessante e innovativo?”. Scena muta….nessuno sapeva dirmi l’argomento di cui il Messiah stava parlando.

Io ho un’altra idea della politica.

La politica come “studio” e come radicamento.

La politica come azione collettiva che parte dalla condivisione di idee e di valori.

La sfida del PD è tutta davanti a noi e le speculazioni sul nuovismo fatuo che avanza o sull’inadeguatezza di un segretario eletto solo 5 mesi fa con le primarie non fa bene.

Il PD ha preso una mazzolata alle Regionali e sono stati fatti molti errori.

Ma non è sostituendo il “mediocre” che c’è (ammesso che sia mediocre, e su questo ho i miei dubbi) con l’inesoperienza e l’inconsistenza, che si risolvono i problemi.

Teniamoci Bersani (e detto da uno che non l’ha sostenuto in congresso…) e rimbocchiamoci le maniche per recuperare il terreno perduto, dicendo quello che vogliamo noi per il Paese, più che stare a parlar male degli altri.

 

7008 volte GRAZIE

admin aprile 2nd, 2010

7008 persone che hanno votato PD scrivendo il mio nome sulla scheda…. provo ad immaginare.

7008 persone sono 2 PALA TALIERCIO pieni zeppi di gente! Ed è una grande responsabilità da esercitare. Grazie a tutti, perchè con il contributo di ciascuno sono stato rieletto in Consiglio Regionale del Veneto a rappresentare, non naturalmente solo 7008 persone ma i quasi 5 milioni di cittadini del Veneto.

Inizia così una nuova avventura…..

ATER di Venezia: grave speculazione elettorale sulle spalle della gente

admin marzo 1st, 2010

In periodo elettorale si fa di tutto. Tuttavia io credo che ci siano del limiti che non vanno valicati. La lettera in questione che per opportuna conoscenza allego, dimostra come si può abusare di un ruolo rimanendo nella legalità ma sconfinando nella grave inopportunità.

letterater

Ma Cosa c’è che non va in questa lettera. Un particolare molto semplice “Il disegno di legge sarà sottoposto all’esame del consiglio regionale per la definitiva approvazione….”.

Quale approvazione? Quale consiglio regionale, visto che è sciolto dal 9 febbraio 2010 per fine legislatura e non risulta che la giunta abbia trasmesso alle comissioni competenti e al consiglio detto provvedimento, e che quand’anche lo avesse fatto, qualsiasi addetto ai lavori era a conoscenza che le ultime sessioni di legislatura erano vincolate all’approvazione della legge finanziaria e di alcuni progetti di legge (infatti non si chiamano nemmeno “disegni”) già esaminati dalle comissioni e approvati all’unanimità.

Insomma pura e semplice speculazione elettorale sulla pelle delle famiglie che sono in difficoltà e hanno avuto la necessità di fare ricorso a un alloggio pubblico.

Questo è lo stile del centrodestra Veneto…..

Ciao Alberto

admin gennaio 28th, 2010

albertoCi sono alcune notizie che quando arrivano non sembrano vere. Alberto Landi ci ha lasciati e io non riesco a pensare a questa prospettiva. Non serve a nulla chiedersi “perchè” ma si può accettare questo avvenimento e farlo più lieve, se Alberto vive in noi con i ricordi, imparticolare quello del suo impegno civile nella conduzione di Radio San Donà.

Una decina di anni fa, quando facevo il segretario nazionale di gioventù aclista, stavo camminando per il centro di San Donà in coccasione di un congresso delle ACLI con Toni Sforzin un altro amico che mi manca moltissimo, Nando Cuzzolin. Alberto si è presentato in modo irriverente con un vecchio registratore verde a cassetta, con adesivi vari appiccicati. Mi ha sparato un paio di domande, non ricordo nemmeno su cosa. Credevo fosse uno scherzo. Invece era una cosa seria…. Alberto era Radio San Donà.

Negli anni ci siamo incontrati spesso nelle occasioni più diverse e più strane. Una sera di agosto, durante il congresso del PD abbiamo passato una bellissima serata con altri amici. E io e lui eravamo l’uno di fronte all’altro a contenderci fette di pizza e a bere mezzi litri di birra ghiacciata che accompagnavano i discorsi sulla politica. E lui era rigoroso, più rigoroso di me…. sugli ideali, gli stili e i comportamenti.

pieroE poi l’ultima volta che ci siamo visti. Con gli amici del PD di San Donà gli abbiamo portato Piero Fassino, una fredda domenica di fine ottobre. La redazione della Radio era suggestiva, aveva un che di casa, di familiare e in un certo senso tutto dentro narrava la passione per un impegno.

“Voglio però ricordarti com’eri pensare che ancora vivi voglio pensare che ancora mi ascolti e che come allora sorridi che come allora sorridi.”

Il barbacarlo di Lino Maga

admin gennaio 17th, 2010

barbacarloPof!

il rumore del tappo che si sfila dalla bottiglia di Barbacarlo 1986 del cavalier Lino Maga, di Broni, Pavia e tre amici osservano e ascoltano in religioso silenzio la scena. La scena si è svolta due sere fa in trattoria da Giovanni Brunello a Scandolara. Con Luca e Ruggero ho chiesto una bottiglia di Barbacarlo….è arrivato il 1986.

Nel 1986 facevo la prima superiore….conto con le dita. 23 anni. Un oltrepò pavese che ha ventitrè anni e fa ancora “pof!” quando lo apri. Questo vino ha accompagnato molte delle cene che faccio anche a casa mia. Nonostante lo abbia messo a confronto con altri grandi vini italiani, i miei ospiti sono sempre stati sbalorditi.

Non sono nè un Somelier nè un esperto di vini. Bevo, assaggio….provo a capire se è buono o se non è buono con un semplice criterio. la piacevolezza. Se mi piace è buono! Spesso poi quando incontro un vino buono cerco di capire, di informarmi chi lo fa, che persona è, la cura che ci mette.. E così è nato l’incontro con il Barbacarlo.

Quando apri una bottiglia del 1986 o del 1989 ed è ancora frizzante, vivo, piacevole…..ti sorprende. Insomma da provare e forse metterà in secondo piano anche qualche “blasonato” italiano.

A vien col fredo a va via co a piòva

admin dicembre 21st, 2009

Grande discussione oggi in famiglia. “mi rcordo, tanta così nell’inverno dell’83″…..i miei dicono che “tanta così non se ne vedeva dagli ultimi inverni degli anni 40″…. . La protagonista della discussione è lei: la neve. E di neve l’altra notte ne è caduta davvero tanta.

pc202393Oggi ho portato Giovanni a giocare sull’argine del fiume Dese….e sono tornato indietro nel tempo. Quando avevo una decina d’anni e gli inverni erano tosti. Non c’erano le “braghe” tecniche…..o il velluto che ti bagnavi fino alle mutande o delle braghe in simil plastica che ti facevi la sauna.

Credo di essere appartenuto all’ultima generazione che con sciami di ragazzi usciva dopo la nevicata e si tornava dopo ore con le guance incandescenti, le mani viola, bagnati fino al midollo, con sciarpe di lana e berretti che pesavano mezzo chilo.

L’ultima generazione che ha praticato “l’issar sui fossi” ovvero lanciarsi con delle slitte artigianali in legno con i pattini in ferro sul ghiaccio dei fossati per l’irrigazione.

Credo veramente di essere stato l’ultimo….perchè oggi sulla neve dei prati e sull’argine del Dese le impronte che c’erano erano solo quelle mie e di mio figlio. Per un attimo mi è venuta in mente la campagna di neve “pestata” e dipercorsa da ragazzini urlanti dei primi anni ottanta. Un immagine, una sensazione….un velo di tristezza…..poi le capriole di Giovanni sulla neve mi hanno riportato alla realtà e al privilegio del silenzio della campagna veneta che riposa sotto una spessa coltre di neve.

60 anni di Gioventù Aclista

admin novembre 19th, 2009

In questi guiorni i giovani delle ACLI sono impegnati nel convegno nazionale Agorà: Generare Cittadinanza. Ma la notizia credo che sia un’altra. Nel giugno del 1949 nasceva ufficiamente il movimento giovanile delle ACLI, una esperienza di educazione sociale e alla politica straordinaria nella quale sono transitate tantissime persone.

ga

Quando Giuseppe Failla, l’attuale segretario dei Giovani delle ACLI, mi ha contattato, per partecipare a una tavola rotonda sul 60° di GA, mi è suonato strano.  Sono passati 7 anni da quando ho “lasciato”, ma a me sembra una vita.  E’ mi è sembrato strano e anche sentito un po’ vecchio nella prospettiva della rievocazione.

Strano ma piacevole…. sto pensando agli avvenimenti che hanno accompagnato la mia responsabilità. Il Giubileo, il G8 di Genova, le grandi manifestazioni sul lavoro….i governi che si sono succeduti, i partiti che sono morti e sono nati.

Sto pensando soprattutto alle persone.

Ragazze e ragazzi con cui ho condiviso una esperienza di vita, ideali, visioni, battaglie…..ma non voglio scrivere di più….non sono bravo a fare le commemorazioni, soprattutto quelle che riguardano una esperienza che è ancora viva e vitale.

Tanti auguri, buon compleanno GA

Next »