admin agosto 15th, 2009
Oggi La Ragnatela compie 25 anni….non sono solito fare “recensioni” dei locali della mia zona, ma La Ragnatela occupa un posto speciale. Sarà perchè il compagno Chechetto, al secolo Roberto Checchetto, non mi manda mai via anche quando arrivo ad ore indecenti, sarà che davvero in questi 25 anni hanno raggiunto livelli di qualità straordinaria…..
Da quando sono tornato dall’esperienza Romana delle ACLI, è sicuramente uno dei posti che frequento di più. Se dovessi definire il locale in modo sintetico userei due parole “Tradizione” e “Ricerca”. La base è la cucina venete. Per la carne, la gallina padovana, l’anatra, l’agnello. Per il pesce, le moeche, il baccalà, le seppiolone del redentore, i calamaretti. Ma questi ingredienti semplici vengono preparati ogni volta in modo innovativo e sorprendente…..un amico di vicenza, che ci torna spesso, l’ha definito il Tempio della Cucina.
Per me è semplicemente familiare. Entro, mi siedo nella sala meno nobile vicino al bancone del bar e quando Roberto si avvicina con l’immancabile papillon a prendere l’ordinazione…..dico “Fa ti” (fai tu!). Roberto allora stupisce ogni volta con vini biodinamici straordinari che non costano mai un capitale.
E poi alla fine si sta in famiglia. Quando il locale si svuota si parla di politica…..rigorosamente male della destra! ma anche di vino, fino a ora tarda. Insomma La ragnatela è una scuola di Vita e anche di eno - gastronomia….. se uno ci vuole andare ci vada con curiosità…..a proposito è una cooperativa sociale ed è da sempre impegnata nel sostegno di Emergency.
admin gennaio 20th, 2009
Ho scelto il “Teran” per presentare la cantina del viticoltore Franco Cattunar, che si trova in Croazia (Istria) nella città di “Verteneglio” a pochi chilometri da Cittanuova e Umago (35 Km da Trieste). La prima volta che ho bevuto il Teran di Franco è stato al ristorante da Morgan a Verteneglio. Ho chiesto dove si trovase il produttore e mi hanno indicato la cantina.
Franco e la sua famiglia producono diversi vini di straordinaria qualità. Il classico Malvasia, lo Chardonnay, il Cabernet. Quello che io preferisco è il “Teran” che è un vitigno autoctono dell’Istria. Si accompagna alle carni rosse, alla cacciagione, agli insaccati molto saporiti.
Personalmente preferisco quello affinato in contenitori di acciaio inox….si sente il sapore dell’uva. Il barrique è sicuramente più raffinato ma non rende l’idea della forza del teran….poi è questione di gusti.
Franco lo descrive così “é un tipo d’uva autoctono di questa regione. È molto specifico ed ha un’ importanza di elisir per il corpo umano, ancora i Romani conoscevano la sua importanza. Ha un gusto armonico dotato di spiccata acidità. D’un colore rosso intenso con gusto di marasca. Si serve alla temperatura 16-18 o C , accompagnando il cibo pesante.”….per chi volesse proseguire il viaggio conoscitivo consiglio di visitare http://www.vina-cattunar.hr
admin settembre 11th, 2007
“Settembre è il mese del ripensamento
sugli anni e sull’età
dopo l’estate porta il dono usato
della perplessità
della perplessità.
Ti siedi e pensi e ricominci il gioco
della tua identità
come scintille brucian nel tuo fuoco
le possibilità
le possibilità” F. Guccini - Canzone dei 12 mesi
Stamattina l’aria era più fresca delle altre mattine…non so se l’estate stia finendo o se sia soltanto al suggestione che viene dalle foglie che iniziano a cambiare colore. E’ anche la stagione in cui cambiamo l’approcio con il cibo e con il vino. Sabato mattina, ad esmpio ho cercato visivamente se c’erano le castagne nella piccola bottega dove vado a fare la spesa. Non c’erano…troppo presto. Un paio di settimane ancora. In questa fase dell’anno scema un po’ la mia attenzione per il vino bianco e inizia quella per il vino rosso. Allora voglio presentare il NEBIOLO D’ALBA del mio amico Beppe Andreis. Con Beppe ci siamo conosciuti durante la mia permanenza a Roma alle ACLI Nazionali….con lui ho conosciuto il suo vino, o meglio i suoi vini poichè fa anche il DOLCETTO e il BARBERA. Il Nebiolo d’Alba è quello che preferisco, appena inferiore al Barolo. Un rosso intenso, straordinario da abbinare con formaggi saporiti e carni bollite o alla brace. Ne ho una discreta scorta della vendemmia 2003, quando Beppe lo faceva ancora con l’ettichetta bianca. Una cosa posso dire in assoluta certezza: Beppe ha un grande rispetto per la terra e per la vite….il suo è un vino davvero naturale. Per chi volesse, la figlia Chiara, ha aperto da qualche anno l’attività di agriturismo presso la Cascina S. Eufemia. Un posto straordinario che non ho visitato poichè l’ultima volta che ci siamo scambiati gli scatoloni con Beppe eravamo in centro a Vercelli. Il sito però da l’idea della bellezza del posto e dell’accoglienza. Salute a tutti.
admin agosto 30th, 2007
Dopo aver scritto ben 4 post sul vino mi sono sccorto di una grandissima dimenticanza e scortesia che avevo commesso….mi ero dimenticato del mio amico Loris, il mio fornitore di Prosecco. Da noi quando si inizia a bere, si comincia con il prosecco…il vino frizzante bianco con le bollicine. Poi uno cresce e scopre (bevendo) che i vini sono tanti e che ci sono tantissime qualità. Girando per l’Italia e assaggiando parecchi prodotti locali, mi sono progressivamente reso conto che il “nostro” prosecco non era poi così eccezzionale. Ci ho litigato e per molto tempo l’ho dimenticato…forse anche a causa della scarsa qualità del prodotto “commeciale”. Poi un paio d’anni fa ho conosciuto Loris, sono stato a casa sua accompagnato da un amico, ho percepitp la sua onestà e la sua passione e soprattutto sono stato stupito dalla qualità del suo vino, il prosecco sur lie….ovvero con il fondo. Il vin col fondo è il prosecco come si faceva una volta, quando non c’erano macchinari costosi per spumantizzare.
Si imbottiglia una settimana dopo Pasqua, si lascia a fermentare sui suoi lieviti un paio di mesi e poi è pronto da bere. E’ un prosecco a residuo zuccherino uguale a zero, torbidino e con sedimento. Loris lo chiama Prosecco sur lie e ne fa 30.000 bottiglie l’anno. Dice Loris: “Perché il prosecco fermenti sui suoi lieviti bisogna che i lieviti ci siano, cioè l’uva dev’essere sana e pulita”. Da allora il sur lie accompagna le mie grigliate di pesce e gli amici che frequantano la mia casa oramai, soprattutto d’estate, chiedono il vino di Loris.
admin agosto 30th, 2007
Zidarich è una bellissima cantina, scavata nella roccia carsica a Prepoto, in provincia di Trieste a pochi chilometri dalla Slovenia. Il metodo di vinificazione di Zidarich è molto articolare e di conseguenza il prodotto è altamente qualitativo e unico nei sapori e nei colori.
I due vini di Zidarich che io preferisco sono la Vitoska, un vino bianco prodotto da un vitigno antico autoctono, selezionate grappolo per grappolo al momento della raccolta, e fatte macerare per più giorni. La caratteristica della Vitoska di Zidarich, che ha un colore giallo paglierino intenso e un completezza di sapori e odori, è l’invecchiamento, prima in botte piemontese e poi in bottiglia. L’altro vino che vale la pena di assaggiare è il Teràn, un vino rosso prodotto da un vitigno antico autoctono di nome Teran, che viene coltivato tra i colli orientali italiani, la Slovenia e l’Istria. E’ un rosso intenso, tannico e corposo, invecchiato in botte e poi in bottiglia. La visita della cantina, che scende per parecchi metri nella roccia carsica, vale sicuramente la pena e da un’ idea della qualità del prodotto di Zidarich.