esecutivo nazionale

admin maggio 10th, 2008

Ieri pomeriggio, il vice segretario nazionale del PD, Dario Franceschioni, mi ha comunicato che in ordine alla necessità di rivisitare gli assetti generali del PD, sarebbe stato azzerato l’esecutivo nazionale nominato da Veltroni il 3 novembre 2007. Al posto dell’esecutivo ci sarà un coordinamento di 10 big più il segretario e una ventina di ministri ombra. Desidero a questo riguardo esprimere la mia opinione. Non c’è fatto presonale in tutto questo. Poichè sono stato formato in una grande organizzazione popolare del cattolicesimo democratico Italiano, so che la legittimazione politica viene dalla base. solo ed esclusivamente dalla base. In un partito viene dai congressi. In politica, più in generale, viene dal fatto di essere eletti attraverso la possibilità che il proprio nome venga scritto su di una scheda. Il congresso del PD non c’è stato e siedo in Consiglio Regionale del Veneto in virtù del fatto che 2700 elettori hanno scritto “Andrea Causin” su di una scheda elettorale. Ciò mi concede la serenità e l’esperienza di ritenere che i ruoli istituzionali e politici di nomina - cooptazione sono deboli, spesso poco efficaci e per giunta transitori. Penso tuttavia di poter esprimere comprensione per la necessità di svolgere questa “operazione” di restauro che per un aspetto non condivido. Non condivido perchè, nella sostanza, va in direzione opposta e contraria alle ragioni di freschezza, innovazione e investimento sui giovani e società civile, che avevano motivato la scelta di Walter di nominare, il 3 novembre 2007 un esecutivo che aveva certe caratteristiche. Come spesso accade in questo Paese, parole come giovani, società civile e innovazione sono state usate strumentalmente e a sproposito. Prendo atto che c’è in campo un nuovo tentativo e che forse, di fronte a una sconfitta, quando non c’è l’umiltà e il coraggio di pagare di persona andandosene a casa (perchè di sconfitta si è trattato) è giusto e legittimo che si tenti di provare….mi auguro però - come diceva uno statista italiano qualche anno fa - che “a furia di voltare pagina, non finisca il libro”. Me lo auguro non tanto per il PD, quanto per la nostra democrazia.

8 Responses to “esecutivo nazionale”

  1. Lucaon 11 mag 2008 at 8:41 am

    Andrea,
    Avevo espresso i miei forti dubbi in due articoli
    http://www.marteago.com/blog.php/blog/lemozione-di-votare-il-segretario-di-un-partito-che-non-ce/
    http://www.marteago.com/blog.php/blog/partito-democratico-un-grande-evento-vissuto-da-fuori/

    forse non avevo tutti i torti.
    Il progetto del PD é interessante, almeno oggetto di analisi, solo e fino a quando ne fa parte gente come te.
    Sei giovane e, forse, puoi portare aria fresca.
    Hanno chiuso le finestre.
    Era solo l’ennesima presa per il culo? Cambieranno nome di nuovo?
    Forse é arrivato il momento anche per te di pensare a un soggetto politico nuovo.
    Le cose si muovono, e fare parte del carrozzone dei vecchi ti potrebbe danneggiare nel lungo termine.
    Con affetto da Bangkok

    Luca

  2. ruggeroon 11 mag 2008 at 9:00 am

    Ciao andrea,

    sono molto amaregiato per la piega che stanno prendendo le cose. Il fatto che tu potessi essere riconfermato nell’esecutivo o avere un nuovo ruolo nei prossimi giorni non diminuirebbe amarezza e confusione. Perchè come bene hai detto tu il problema non è personale, ma politico.
    Ho letto la lista dei ministri del governo ombra. Non ne faccio una questione di correnti. Ma caspita dove è finito il catolicesimo democratico tra tutti quei nomi? In Maria Pia Garavaglia, una quarta fila dei tempi che furono e in Pina Picierno, e per rispetto alle donne, alle tante donne brave e forti che abbiamo, mi fermo qui? Si cè Letta…. ma poi?
    Ho letto quei nomi, avrebbe potuto essere il governo ombra diessino di una decin di anni fa. Una sorta di Cosa Tre.
    A Venezia cacciari filosofeggia, ma intanto invece di andare avanti si va indietro. Ha preso in giro i cittadini dicendo che doveva esserci discontinuità. Abbiamo la stessa giunta di tre anni fa. Manca davvero solo Vanni all’ACtv. E per fare cosa? Il 30% del percorso del tram nello stesso tempo in cui stanno completando il Passante? Discutere per quattro mesi del cibo dei colombi in Piazza San Marco?
    Si parla di Bettin e Caccia dentro il PD. Ma cosa c’entro io con loro? Ma te la immagini una discussione se volerli o no? A parte il fatto che non si farà mai, ma non fa parte della nostra cultura dire ‘questo si questo no’. Il problema è che il PD che avremmo dovuto costruire non avrebbe dovuto nemeno essere preso in considerazione da Bettin e Caccia, proprio per una questione programmatica. Proprio perchè avrebbe dovuto essere “altro” rispetto a loro. Al massimo un alleato.
    Io non so se la strada che ho fatto in questi anni doveva portarmi qui. Per la prima volta mi chiedo se questa è la meta. E poichè ho fatto fatica e non ho avuto medaglie, ma nessuno mi ha obbligato, provo amarezza.
    Ci metto la delusione per le persone che avrebbero dovuto guidare questa marcia, anche a livello locale. Paurose, timorose, poco generose. Persone che in molti casi non si meritano il ruolo che hanno e che lo devono a leggi elettorali da Terzo Mondo. Liste blindate, collegi blindati, nomine…..
    Sono i gorni dell’amarezza e della riflessione. Ma siamo davvero verso la fine del Libro. Sono disponibile a credere ad un percorso Nuovo, a scrivere un Libro Nuovo senza chiedere esami del sangue a nessuno, ma non a ritrovarmi dove non volgio, dove non credo, dove soprattutto… non sono.
    ruggero

  3. daniloon 11 mag 2008 at 5:03 pm

    Caro Andrea,
    per un attimo ci avevamo creduto davvero. Avevamo (tu, io, tanti amici impegnati) creduto che fosse possibile passare dalla testimonianza all’impegno politico armati dell’età (alcuni), della passione, della competenza, dei forti e radicati valori fondanti.
    Ma i risultati?
    In Regione vige il patto di ferro tra FI e vecchi DS (uno o due, non molti, ma bastano).
    In Provincia la c.d. Sinistra Arcobaleno è determinante, e lo sarà, temo, anche per la prossima Caporetto del 2009.
    In Comune Cacciari ha finalmente gettato la maschera e definitivamente ripreso le abitudini di qualche anno fa, ossia la consuetudine con DS e Verdi. RC no, ma solo per motivi strettamente familiari.
    Le Municipalità: non pervenute.
    In tutto ciò il PD è stato un’opportunità mancata, un partito-contenitore con un contenuto modesto. L’esecutivo nazionale originario è stato forse la carta da regalo di un pacco vuoto. Aperto il pacco, la carta può essere stracciata e gettata. I suoi lustrini, il fiocco, sono comunque serviti per perdere con dignità.
    La domanda è ora: noi cosa abbiamo a che fare con questo PD? Ho la sensazione che a rincorrere le trite liturgie dei vecchi lupi di mare della politica ci si possa far male. Non sarebbe meglio tornare a parlare di temi e di progetti? Non cose fantasmagoriche, ma obiettivi da perseguire vicino alla gente.
    Ricordo ancora il primo Bossi, quello di fine anni ‘80: ne sparava di tutti i colori, ma ogni sua esternazione finiva con il richiamo alla sacralità della cabina (per lui “gabina”) elettorale. Ed aveva ragione, se 20 anni ed un ictus dopo è ancora lì, ministro della Repubblica ed ai massimi storici del suo movimento.
    Se c’è qualcosa da imparare forse è proprio da movimenti popolari ed onesti come la Lega, piuttosto che dai tanti caminetti, salotti ed amenità simili.
    La gente si è davvero stancata di tutto ciò; tu non lo so, io sicuramente si.
    Non è forse il momento di ripensare ad una forte legittimazione civica della nostra azione politica? Se il laboratorio politico ci viene negato dall’alto, non è forse il caso di costruirlo dal basso? Ecco che allora la filiera amministrativa (Municipalità, Comune, Provincia e Regione) acquisterebbe d’un tratto significato e ruolo.
    Io sono già sull’uscio…

  4. Davideon 12 mag 2008 at 11:07 am

    Ci risiamo…con le solite e vecchie logiche..si perdono le elezioni? Anziché discutere sui perché, anziché guardarsi serenamente allo specchio e dire “ho perso, me ne vado” si decide di cambiare tutto e per di più…restaurando. Chi saranno poi questi big? Al solito: gente che viene paracadutata in collegi più o meno sicuri, gente che di campagna elettorale non ne hanno mai fatta, gente che non si ferma a parlare con le “persone normali” come invece fai tu, Andrea..come fa ciascuno di noi per cui la politica è passione, è impegno civile…si profila la riconferma della generazione dei politici di carriera? Bene…e allora, purtroppo, mi viene da dire col cuore afflitto: il centrosinistra le elezioni non lòe vincerà mai. Ma proprio mai.
    E per fortuna che il tesseramento non l’abbiamo ancora fatto. Perché in questo momento la voglia di mandare tutti al diavolo c’é e tutta…..

  5. Enricoon 12 mag 2008 at 3:55 pm

    Davvero triste!
    Sono d’accordo con le conclusioni di danilo,
    come dire
    “un’idea… di base”.

  6. Federicaon 13 mag 2008 at 6:48 pm

    Andrea che dire? Ho creduto subito nel PD, noi “giovani” politici chiamati a costruire il NOSTRO PARTITO, ricordo il tuo discorso a Mestre ai Salesiani, dopo essere stato nominato nell’esecutivo nazionale, la sala gremita di pesone che attraverso te toccavano la realtà del partito del rinnovamento : il PD.. si può fare….si sta facendo..
    Il tuo sguardo pieno di entusiasmo, ha contagiato il nostro darsi da fare alle primarie , primariette e campagne elettorali.
    Ma poi arriva la sconfitta. Dobbiamo capire, dobbiamo analizzare….
    E leggiamo questa notizia dell’azzeramento dell’esecutivo! Quei giovani politici che tanto dovevano riportare la politica tra la gente .Incomprensibile scelta, difficile da credere…….ANDREA SIAMO TUTTI CON TE.

  7. michele de rossion 14 mag 2008 at 2:33 pm

    Salve

    raccolgo questi commenti in giro…….

    Bossi. Cosa pensava Bossi mentre parlava Testa d’Asfalto in Parlamento? Mentre le truppe di Topo Gigio gli dichiaravano amore eterno? E mentre Fassino-Unipol-cinque legislature si esibiva in un esercizio di triplo slinguo bipartisan? Cosa pensava il Senatùr a vedere davanti a lui, seduti nei banchi, piduisti e mafiosi?
    Mi sono collegato in voip al suo cervello, ho intercettato i segnali delle sue sinapsi e scandagliato la sua memoria. Il risultato è sbalorditivo.

    “L’unica riforma che veramente sta a cuore a Berlusconi è che non vengano toccate le sue televisioni. Invece io dico che bisogna portargliele via, perchè le sue televisioni sono contro la Costituzione. La prima riforma da attuare è quella di mettere in circolazione l’informazione. Berlusconi è tutto tranne che un democratico. Gelli fece il progetto Italia e c’era il buon Berlusconi nella P2. Berlusconi è molto peggio di Pinochet. 1(*) Ma vi pare che uno che possiede 140 aziende possa fare gli interessi dei cittadini? Quando lui piange, fatevi una risata: vuol dire che va tutto bene, che non ha ancora trovato la combinazione della cassaforte. Ci prova in continuazione: la Rai, la magistratura, il condono per i suoi amici palazzinari, le pensioni. 2(*) Bisognerebbe far scattare la legge per il ricostituito Partito fascista. Questi sono quella cosa lì. E si può dimostrare facilmente. Al loro interno non hanno nessun meccanismo elettivo. Questo partito è messo in piedi da una banda di dieci persone che lo controllano nascosti dietro paraventi, non rispettano le regole della Costituzione, chiamano golpista il presidente della Repubblica, svuotano di potere il Parlamento e vogliono fare un esecutivo senza nessun controllo superiore. Inoltre usano le televisioni, che sono strumenti politici messi insieme da Berlusconi quando era nella P2, secondo il progetto Gelli: dove il Paese dal punto di vista politico doveva essere costituito da uno schieramento destra contro sinistra dopo la rottura del meccanismo consociativo che faceva da ammortizzatore. Hanno usato le televisioni come un randello per fare e disfare. Si tratta di una banda antidemocratica su cui è bene che ci sia qualche magistrato che indaghi se viene commesso il reato di ricostruzione del Partito fascista 3(*). Attenti, quello ci vuole regalare un altro Ventennio 4(*)”

    1(*) La Padania e Telepadania, 11/11/1998
    2(*) 8/8/1994
    3(*) Ansa 19/1/1995
    4(*) 9/5/1994
    Le citazioni sono tratte dal libro: “Se li conosci li eviti” di Travaglio-Gomez edito da chiarelettere

  8. Paolaon 15 mag 2008 at 12:50 am

    Comincia a fare caldo e i caminetti non servono.
    L’impegno e il valore delle persone vanno al di là delle medagliette da appendere al collo.
    E’ fondamentale guardare oltre perché la qualità si misura sul campo e tu questo lo dimostri.

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