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	<title>Fullio.it, il blog di Andrea Causin</title>
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	<description>Non so se faremo un tentativo destinato a fallire o se faremo un esperimento di portata storica. Abbiamo il merito di aver affrontato un grande compito! (Achille Grandi)</description>
	<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 21:29:22 +0000</pubDate>
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		<title>2011&#8230;.un presepe lagunare</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 21:29:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[tempo libero]]></category>

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		<description><![CDATA[Il presepe è sempre stata una tradizione familiare. Fin da piccolo sono stato abituato che bisognava variare, evitare le casette del supermercato, ricercare muschio, legno, oggetti semplici per creare sempre un&#8217;ambientazione diversa. quest&#8217;anno ho voluto omaggiare un piccolo pezzo della mia terra, la laguna di Caorle. Con Giovanni e Claudia ci siamo cimentati a costruire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fullio.it/wp-content/uploads/2011/12/_c114622.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-785" title="_c114622" src="http://www.fullio.it/wp-content/uploads/2011/12/_c114622-225x300.jpg" alt="_c114622" width="225" height="300" /></a>Il presepe è sempre stata una tradizione familiare. Fin da piccolo sono stato abituato che bisognava variare, evitare le casette del supermercato, ricercare muschio, legno, oggetti semplici per creare sempre un&#8217;ambientazione diversa. quest&#8217;anno ho voluto omaggiare un piccolo pezzo della mia terra, la laguna di Caorle. Con Giovanni e Claudia ci siamo cimentati a costruire l&#8217;ambientazione di uno dei tipici casoni della Laguna Veneta. Quelli che qualche burocrate considera un abuso edilizio e un danno ambientale. ma che invece tuttora sono le case ricovero di quei poci pescatori che ancora svolgono il mestiere, come arte antica.</p>
<p>Abbiamo voluto ambientare la natività in un luogo semplice, che negli anni è rimasto uguale. Questo angolo di paradiso, strappato al cemento e alle speculazioni conserva ancora colori, sapori e parole antiche. Il tempo scorre lento&#8230;.</p>
<p>Gesù è nato a Betlemme. Fuori dalla confusione, dalla frenesia della città. Si è manifestato, narra il vangelo, in un luogo abitato da gente semplice come i pastori, ma proprio per questo capaci di credere al di la delle sovrastrutture ieologiche o del caos della metropoli.</p>
<p>Vogliamo dedicare questo Presepe a Nisio, Gigi, Nani, Amedeo&#8230;.e a tutte quelle persone che li, nel silenzio dell&#8217;ultimo angolo di laguna incontaminata, ci hanno regalato accoglienza, amicizia, e parole di verità sulle cose semplici.</p>
<p>P.S.</p>
<p>il nostro presepe è costruito co sassi del torrente Ornik, meno famoso ma comunque sacro alla patria. Sabbia gialla del Piave. Muschio e arbusti della Monfenera. cartone riciclato e un po di cemento a presa rapida. Infine tanta&#8230;ma tanta pazienza a far star su sto accidenti di tetto spiovente</p>
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		<title>La corruzione e la degenerazione nelle istituzioni non sono episodi incidentali</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 14:25:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[attività politica]]></category>

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		<description><![CDATA[
Probabilmente una parola di verità su Silvio Berlusconi la disse l’ex moglie, che ebbe il coraggio di affermare pubblicamente “è malato&#8230;..” nel momento in cui stavano emergendo pubblicamente alcuni dettagli della vita privata del Premier.
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><a href="http://www.fullio.it/wp-content/uploads/2011/09/tangenti1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-782" title="tangenti1" src="http://www.fullio.it/wp-content/uploads/2011/09/tangenti1-300x212.jpg" alt="tangenti1" width="300" height="212" /></a>Probabilmente una parola di verità su Silvio Berlusconi la disse l’ex moglie, che ebbe il coraggio di affermare pubblicamente “<em>è malato&#8230;..</em>” nel momento in cui stavano emergendo pubblicamente alcuni dettagli della vita privata del Premier.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Non entro nel merito dell’opportunità della pubblicazione di intercettazioni che sembrano, per lo meno a me, non avere grande rilevanza penale. Tuttavia, anche nelle ultime vicende che lo riguardano, emerge un quadro poco consono alla responsabilità che ricopre come Presidente del Consiglio, e credo incompatibile con la gravità della fase che il nostro paese sta vivendo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Mai come in questo momento però le vicende di Berlusconi sono state lo specchio di un sistema, come si evince dalla cronaca, dove la corruzione, la raccomandazione, la prostituzione, il malaffare sono divenute pratiche diffuse e sostanzialmente accettate come normali all’interno del circuito istituzionale.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">E mai come in questo momento è stata evidente la trasversalità del malaffare che permea le istituzioni italiane.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Fiumi di denaro, favori, appalti truccati, e quanto altro sta emergendo giorno dopo giorno dalle inchieste di quelle procure che sfuggono alle pressioni del bavaglio di questo o di quel partito, allo scopo di difendere l’uno o l’altro leader, o le cordate economiche di riferimento.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Ne emerge un quadro inquietante dove appare abbastanza evidente che merito, professionalità, competenza, onestà, passione civile, non soltanto non contano nulla ma addirittura diventano un ostacolo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Non si tratta di episodi incidentali, di cose piccole.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Basta pensare la vicenda di Penati a Milano, dove la Provincia ha fatto a realizzare al privato 179 milioni di euro di plusvalenza, ricomprando ad un prezzo astronomico le azioni che solo poco tempo prima aveva venduto al gruppo Gavio. 179 milioni di euro non sono poca cosa.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Per non parlare dell’on. Papa, o della sfrontatezza con cui un altro parlamentare con una richiesta d’arresto in corso, ha svuotato con tutta calma le cassette di sicurezza di cui era intestatario.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Pochi lo ricordano, ma nei primi anni novanta, morirono delle persone perché si utilizzò il carcere duro soltanto per il sospetto che fosse stato commesso un reato. Penso a<span> </span>Moroni, Cagliari e a tanti altri. persone a cui venne forse troppo facilmente tolta la libertà e la dignità.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Se c’è una cosa di cui mi pento, nel percorso politico che ho fatto, è quella di avere tratto in quegli anni un giudizio sprezzate, approssimativo e sommario su persone che oggi sembrano dei giganti, se confrontati ai protagonisti della vita politica attuale.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">E’ proprio perché riconosco un mio errore che oggi sono profondamente garantista.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Tuttavia oggi, sull’altare del garantismo, si celebra l’impunità, l’indecenza, l’omertà, il silenzio di chi sfrontatamente si fa beffa della cosa pubblica e usa il denaro dei cittadini per favorire se stesso, e gli amici e anche gli amici degli amici, nel momento in cui il nostro Paese si trova in difficoltà e avrebbe bisogno di rigore, dedizione e passione civile.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">E’ chiaramente tempo di avviare un percorso di ricostruzione civile che passa necessariamente per una presa di distanza da chi si è reso protagonista di quello che appare sempre più un vero e proprio sistema che rischia di appesantire e compromettere la qualità della vita democratica del Paese.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p><a href="http://www.fullio.it/wp-content/uploads/2011/09/tangenti.jpg"><br />
</a></p>
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		<title>sulle tracce della Grande Guerra</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 12:37:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Montagna]]></category>

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		<description><![CDATA[A volte è incredibile quanto vicini a noi possano esistere dei luoghi meravigliosi. Belli e densi di storia. Con poco meno di un&#8217;ora di strada, con la mia Vespa 125 ho raggiunto la dorsale del Monte Tomba. Passata l&#8217;osteria da Miett, dove il buon Ruggero, tutti i giorni, armeggia su una griglia straordinaria, ho fatto ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fullio.it/wp-content/uploads/2011/06/cima-malghe1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-778" title="cima-malghe1" src="http://www.fullio.it/wp-content/uploads/2011/06/cima-malghe1-300x225.jpg" alt="cima-malghe1" width="300" height="225" /></a>A volte è incredibile quanto vicini a noi possano esistere dei luoghi meravigliosi. Belli e densi di storia. Con poco meno di un&#8217;ora di strada, con la mia Vespa 125 ho raggiunto la dorsale del Monte Tomba. Passata l&#8217;osteria da Miett, dove il buon Ruggero, tutti i giorni, armeggia su una griglia straordinaria, ho fatto ancora alcuni tornanti e ho parcheggiato vicino ad una casera sotto Cima Malghe vicino alla statua di un grande alpino di Bronzo.</p>
<p>Da li inizia, poco meno di quota 900, un percorso suggestivo sulla dorsale del Grappa lungo le trincee della prima Linea della Grande Guerra, dove l&#8217;armata Alpina Italiana ha fronteggiato eroicamente l&#8217;avanzata austriaca. Le trincee sono state recuperate, e transitandovi, è possibile vedere il corpo di guardia, il dposito delle munizioni, le cavità scavate nella roccia che servivano da ricovero.</p>
<p>Dopo un dislivello di circa 500 metri, molto ripido, ma su un sentiero buono e segnato bene sono arrivato al capitello di Cima Malghe. Da lassù, sopra le nuvole, è possibile scorgere l&#8217;ossario del Monte Grappa. Appare ancora distante, nonostante la giornata sia limpida.</p>
<p>Da Cima Malghe si prende il sentiero 152 per il &#8220;Pian de la Bala&#8221; e scollinando sulla dorsale di un monte, lungo la linea di trincea si arriva vicino a malga Mure, dove è possibile ristorarsi. Le ricotte e la caciotta sono davvero memorabili. se si ha un po di fortuna si può assaggiare anche la sopressa fatta da loro.</p>
<p>Da malga Mura a Cima Grappa, ci ho messo ancora un&#8217;ora e mezza circa. la salita è ripida e il sentiero è molto esposto. Il sole brucia e ci vuole una buona scorta d&#8217;acqua.</p>
<p>Ci ho messo poco meno di due ore e mezza. La fatica è stata tosta, ma nulla può ripagare di una mezza giornata di silenzio e solitudine in quei luoghi che trasudano di storia, di eventi drammatici e di gesta eroiche. Insomma una passeggiata, un po&#8217; impegnativa che mi sento di consigliare a tutti.</p>
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		<title>I TITOLI DI CODA DEL BERLUSCONISMO</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 19:31:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[attività politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il risultato elettorale delle amministrative rappresenta la vera grande novità dello scenario politico italiano. Berlusconi non aveva mai perso, nemmeno quando era stato sconfitto.
Ha stravinto le elezioni politiche del 1994. 
Nel 1996 le ha perse in modo “tecnico” ovvero pur non ottenendo la maggioranza dei seggi, aveva raccolto più voti del centro sinistra, perché la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"><a href="http://www.fullio.it/wp-content/uploads/2011/05/the-end.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-774" title="the-end" src="http://www.fullio.it/wp-content/uploads/2011/05/the-end-300x192.jpg" alt="the-end" width="300" height="192" /></a>Il risultato elettorale delle amministrative rappresenta la vera grande novità dello scenario politico italiano. <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Berlusconi non aveva mai perso</strong>, <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">nemmeno quando era stato sconfitto</strong>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Ha stravinto le elezioni politiche del 1994. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Nel 1996 le ha perse in modo “tecnico” ovvero pur non ottenendo la maggioranza dei seggi, aveva raccolto più voti del centro sinistra, perché la Lega aveva corso da sola.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Cosa che non accadde nel 2001, quando grazie all’accordo con Bossi, riuscì a conquistare una buona maggioranza alla Camera e al Senato, e a governare stabilmente per 5 anni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Berlusconi non fu sconfitto nemmeno il 10 aprile del 2006, quando tutti gli osservatori attribuivano una facile vittoria alla coalizione di centrosinistra guidata da Romano Prodi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Quella notte solo 24.000 voti su 38 milioni di votanti, e 3 seggi nelle circoscrizioni estere, determinarono la maggioranza (esigua) del centro sinistra alla Camera e Senato, ma confermarono ancora una volta il legame tra una parte del Paese e Silvio Berlusconi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Legame che segnò la “facile” vittoria del 2008, determinata anche dal disastroso epilogo della eterogenea coalizione che sosteneva il fragilissimo governo Prodi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">La sconfitta di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Milano e Napoli</strong>, il crollo del centro destra in tanti comuni e province, <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">il calo dei consensi del Pdl</strong>, la creatura che Berlusconi aveva fatto nascere dal predellino della sua automobile, <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">la paura della Lega</strong> di essere trascinata a fondo….<strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">rappresentano la prima e vera sconfitta di Berlusconi</strong>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Negli ultimi due anni Berlusconi aveva dimostrato di essere capace di sopravvivere a tutto, anche quando molti lo davano per finito.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Da dicembre ad oggi è riuscito a sventare la caduta del Governo nonostante la perdita di un pezzo importante della propria maggioranza (Fini). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Ha tirato dritto di fronte all’acuirsi delle grane processuali, non più confinate ai reati amministrativi legati alla conduzione delle proprie aziende, ma inerenti sempre più alla propria condotta personale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Ha resistito all’assalto mediatico legato agli scandali che lo hanno coinvolto direttamente e alle disavventure giudiziarie di autorevoli esponenti della maggioranza e del suo partito.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Ha resistito a tutto questo perché era forte e sicuro del proprio consenso personale</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Tuttavia è di tutta evidenza che<strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"> in questi mesi gli è venuta meno la fiducia di quella parte del Paese, che è una parte sana, che storicamente aveva deciso di farsi rappresentare da lui</strong>, ed è chiaro che questo rappresenta un atto definitivo con cui il Paese dovrà fare i conti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Siamo oramai ai <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">titoli di coda</strong>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">La televendita è finita</strong> non perché c’è una reale alternativa di governo rappresentata da un centro sinistra che è sempre di più sinistra, bensì perché la gente non è più interessata a “comprare” il sogno che Berlusconi, vero inventore della democrazia televisiva in Italia, ha cercato per l’ennesima volta ostinatamente di vendere.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">La gente oggi ha bisogno di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">realtà</strong> e non di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">sogni</strong> e <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">slogan</strong>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Un Paese che dopo vent’anni si scopre stanco, più povero, con meno prospettive, vuole che la politica ritorni nuovamente ad occuparsi della modernizzazione della pubblica amministrazione, del lavoro, del sostegno al sistema d’impresa, del futuro delle giovani generazioni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Berlusconi è stato sconfitto da se stesso</strong>, e non da un’alternativa politica che ha avanzato delle proposte per il Paese.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">C’è bisogno, dopo <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">una guerra civile a bassa intensità</strong>, di aprire una fase di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">ricostruzione civica</strong>, che passa necessariamente attraverso un nuovo modo di concepire la politica e la missione della stessa e attraverso <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">un nuovo soggetto politico</strong> capace di affrontare con decisione i cambiamenti di cui il paese ha bisogno per rimanere al passo degli altri paesi Europei.</span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Basta moralismi sui precari, è giunto il tempo delle risposte</title>
		<link>http://www.fullio.it/basta-moralismi-sui-precari-e-giunto-il-tempo-delle-risposte/</link>
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		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 18:23:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Italia é il Paese delle questioni strumentalizzate e non risolte.
Il problema del lavoro precario, rappresenta in questo senso, la strumentalizzazione più grande.
Da oltre 20 anni si racconta ai nostri giovani, ai ragazzi della mia età, che l&#8217;ingresso nel mercato del lavoro deve essere flessibile, perchè è cambiato il modello produttivo.
Da oltre 20 anni si sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; tab-stops: 216.0pt;"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;">L&#8217;Italia é il Paese delle questioni strumentalizzate e non risolte.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; tab-stops: 216.0pt;"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;">Il problema del lavoro precario, rappresenta in questo senso, la strumentalizzazione più grande.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; tab-stops: 216.0pt;"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;">Da oltre 20 anni si racconta ai nostri giovani, ai ragazzi della mia età, che l&#8217;ingresso nel mercato del lavoro deve essere flessibile, perchè è cambiato il modello produttivo.<br />
Da oltre 20 anni si sono tutelati i posti di lavoro a tempo indeterminato del pubblico impiego e della grande impresa, creando oltre 10 milioni di posti precari.<br />
Da oltre 20 anni si è assicurato un livello previdenziale adeguato anche a chi ha versato poco o nulla, elevando la quota contributiva dei giovani e di fatto azzerandone le prestazioni future. Il sistema Italiano sta creando sapientemente una generazione di nuovi poveri, per mantenere privilegi come le pensioni “19 anni 6 mesi e 1 giorno”.<br />
Da oltre 20 anni i governi che si sono succeduti, di destra e di sinistra, hanno fatto norme che hanno legalizzato le situazioni di precarietá, azzerando previdenza e diritti, e lasciando i giovani in balia del mercato. Di un mercato del lavoro poco trasparente, poco dinamico, fondato prevalentemente più sulla raccomandazione che sulla competenza.<br />
Da oltre 20 enti pubblici e aziende, sfruttano e fanno profitti sulle spalle di giovani che non hanno più nessun elemento certo su cui costruire un progetto di vita.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; tab-stops: 216.0pt;"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;">Ci si è avvalsi di lavoratori preparati, disposti a tutto, senza tutele, in una situazione di fragilità contrattuale e psicologica.<br />
Da oltre 20 anni il sistema bancario italiano ha negato la fiducia e ha lucrato sulla situazione di instabilità di 10 milioni di giovani, umiliati solo per il fatto di essere nati nel decennio sbagliato.<br />
Oggi è curioso vedere come la politica, che non ha fatto nulla per difenderli, scende in piazza al loro fianco per indignarsi, rivendicare e attribuire responsabilità.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; tab-stops: 216.0pt;"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;">Come pure è curioso osservare le organizzazioni di tutela, che hanno scelto di rappresentare “un altro lavoro” dotato già di un livello alto di protezioni e diritti&#8230;.oppure gli esponenti di quelle imprese che hanno chiesto flessibilità per restare nel mercato e che poi hanno scelto di sfruttare la precarietà per incrementare i profitti.<br />
Personalmente mi ritengo un privilegiato. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; tab-stops: 216.0pt;"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;">Ho avuto la fortuna di entrare nel mercato del lavoro con un contratto a tempo indeterminato e poi ho scelto una dimensione di flessibilità, perché ne avevo convenienza.<br />
Tuttavia molti miei coetanei non vedono la fine del tunnel oltre che la fine del mese, nonostante laurea ed esperienze di lavoro molteplici e versatili.<br />
Chi cavalca la precarietà, chi scende in piazza e magari da vent&#8217;anni poteva fare qualcosa e nulla ha fatto, compie un atto infame, di bieca strumentalizzazione.<br />
I precari non sono dei numeri.<br />
Sono delle persone.<br />
Non è più il tempo delle rivendicazioni e di scandalizzarsi, ma quello delle proposte e delle risposte.<br />
Provoco, sapendo di provocare, ma ne voglio indicare quattro:<br />
A) definire un contratto unico a tempo indeterminato per tutti i lavoratori e le lavoratrici.<br />
B) concedere la libertà di licenziamento nel privato e anche nella pubblica amministrazione (ovviamente legato alle contingenze dell&#8217;andamento negativo dell&#8217;azienda dell&#8217;ente, o anche al mancato impegno da parte del lavoratore)<br />
C) Creazione di un vero mercato del lavoro, con un incrocio reale della domanda e dell&#8217;offerta e la valorizzazione delle competenze.<br />
D) riduzione del costo del lavoro relativamente alla parte degli oneri, mantenendo il netto in busta paga con un valore e potere d’acquisto adeguato.<br />
La soluzione del problema del precariato é l&#8217;unica strada per poter chiedere la partecipazione dei giovani al futuro del Paese. Non possiamo togliere ai giovani la dignità, i soldi e la pensione e poi meravigliarci se non offrono il loro contributo alla societá.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; tab-stops: 216.0pt;"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; tab-stops: 216.0pt;"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;">Andrea Causin</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; tab-stops: 216.0pt;"><span style="font-family: Arial;"><span style="font-size: small;">Consigliere Regionale</span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una nuova stagione per le riforme del Paese</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 15:57:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Corriere del Veneto 4 aprile 2011
Trascorso il tempo degli insulti e trascorsi gli schiamazzi mediatici conseguenti alla mia forte scelta, che avrebbero inevitabilmente inquinato le parole sensate che avrei voluto dire, desidero tentare di tracciare una direzione di lavoro. Dopo aver raggiunto i 400.000 elettori che hanno «tradito» il Pd in Veneto in poco meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: x-small;"><strong>Corriere del Veneto 4 aprile 2011</strong></span></p>
<p><span style="font-size: x-small;">Trascorso il tempo degli insulti e trascorsi gli schiamazzi mediatici conseguenti alla mia forte scelta, che avrebbero inevitabilmente inquinato le parole sensate che avrei voluto dire, desidero tentare di tracciare una direzione di lavoro. Dopo aver raggiunto i 400.000 elettori che hanno «tradito» il Pd in Veneto in poco meno di due anni, posso affermare con onestà che il mio distacco non è conseguente a un giudizio negativo sul partito che ho contribuito a fondare e costruire. Sono state fatte scelte legittime che hanno posizionato il partito a sinistra. Con un profilo molto piú consono ad un’alleanza con Sel, Idv e altri soggetti politici, associativi e sindacali del campo della sinistra. Scelte che consolidano il rapporto con un determinato corpo sociale ma che sono distanti dagli obiettivi di espansione che ci si era posti nel 2007. Scelte che hanno portato a scommettere più sull’antiberlusconismo che non sulla necessità di fare le grandi riforme di cui il Paese ha bisogno. Paradossalmente nel momento in cui il declino della stagione di Berlusconi è imminente. In Veneto la fuoriuscita degli elettori del Pd e l’arretramento pesante del Pdl apre uno spazio politico nuovo e conseguentemente un campo di azione interessante. Uno spazio che non trova il protagonismo di un terzo polo» che si presenta romanocentrico e caratterizzato dalle contraddizioni delle storie antitetiche dei propri leader. Per tale ragione poco attrattivo in Veneto. Il disagio e allo stesso tempo il fermento degli uomini e delle donne che si identificano nella tradizione dei moderati e in quella dei riformisti, che oggi stanno in sofferenza nei partiti di provenienza, nei corpi intermedi o nei movimenti come «Verso Nord» , rappresenta l’opportunità di costruire un terreno comune per programmare un’agenda di lavoro per il Veneto del futuro, in uno scenario politico che tra brevissimo tempo sarà completamente diverso da quello che ha caratterizzato il ventennio di Berlusconi. Ci aspetta una stagione di ricostruzione. Sul versante della politica, dell’economia e della coesione sociale. La politica non può sottrarsi alla necessità di affrontare il tema della crescita economica e del modello di sviluppo della Regione nei prossimi vent’anni. Dalla capacità della nostra economia di essere dinamica e competitiva dipenderanno anche la qualità della vita e della coesione sociale. L’affidabilità delle istituzioni, la rapidità delle scelte della politica, l’efficienza della spesa pubblica, la trasparenza e la concorrenza del mercato dei servizi pubblici, la semplificazione amministrativa, la pianificazione di una nuova stagione delle infrastrutture della mobilità e dei saperi, la lotta alla corruzione, sono la condizione necessaria per garantire al Veneto una stagione di crescita e di prosperità. Forse la strada per la costruzione di un progetto politico capace di affermare questi valori è impervia e passa necessariamente per il tramonto dell’attuale stagione politica, tuttavia per una sfida così importante vale la pena di tentare. </span></p>
<p><span style="font-size: x-small;">Andrea Causin - Consigliere Regionale del Veneto</span></p>
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		<title>In partenza per il Ciad</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 17:19:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ciad - Africa]]></category>

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		<description><![CDATA[Venrdì mattina partiro per la mia terza visita in Ciad.
E&#8217; un viaggio che abbiamo preparato a lungo, insieme agli amici dell&#8217;associazione Terrenove, e che abbiamo rimandato più volte per far coincidere gli impegni di tutti.
Questo viaggio riveste una importanza particolare perchè, dopo aver aiutato genuinamente e artigianalmente, l&#8217;ospedale di Bebedja, questa volta mi accompagneranno due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venrdì mattina partiro per la mia terza visita in Ciad.</p>
<p><a href="http://www.fullio.it/wp-content/uploads/2011/02/di-nuovo-in-ciad.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-767" title="di-nuovo-in-ciad" src="http://www.fullio.it/wp-content/uploads/2011/02/di-nuovo-in-ciad-300x225.jpg" alt="di-nuovo-in-ciad" width="300" height="225" /></a>E&#8217; un viaggio che abbiamo preparato a lungo, insieme agli amici dell&#8217;associazione Terrenove, e che abbiamo rimandato più volte per far coincidere gli impegni di tutti.</p>
<p>Questo viaggio riveste una importanza particolare perchè, dopo aver aiutato genuinamente e artigianalmente, l&#8217;ospedale di Bebedja, questa volta mi accompagneranno due medici, Massimo e Toni. Con noi ci sarà anche un infermiere, Roberto, che conosce molto bene anche la parte relativa alle attrezzature.</p>
<p>La nostra visita, seppure breve, ha lo scopo di definire un progetto di scambio e di collaborazione che possa contribuire a far crescere il livello dell&#8217;ospedale, attraverso la presenza temporanea di equipe di medici provenienti dal Veneto.</p>
<p>Insieme agli altri amici, vivo questo viaggio con grande attesa ma anche cn grande preoccupazione.</p>
<p>Quotidianamente abbiamo raccolto informazioni e notizie sulla situazione in Ciad dal consolato a Ndjamena e dall&#8217;ambasciata italiana di riferimento che si trova in Cameroun. Nonostante si sia votato il 13 febbraio la situazione sembra essere tranquilla.</p>
<p>E&#8217; chiaro che la rapidità con cui sono precipitate nel disordine Tunisia, Egitto e in questi giorni la Libia, ci porta ad avere tutte le attenzioni del caso. Spero inshallah che sat 2000 ci consenta di aggiornare FB e il diario giornaliero di quello che stiamo facendo li.</p>
<p>Lalè</p>
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		</item>
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		<title>una riflessione sul PAT di Martellago</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 10:02:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[attività politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Personalmente non ho seguito la genesi del PAT di Martellago.
Un po’ per stile personale, un po’ perché la predisposizione dello strumento urbanistico attiene all’amministrazione comunale, ho acquisito le linee guida del PAT solo qualche settimana fa. Tuttavia poiché a Martellago ci sono cresciuto e ci abito e dal momento che si è aperto un dibattito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"><a href="http://www.fullio.it/wp-content/uploads/2011/02/urbanistica1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-763" title="urbanistica1" src="http://www.fullio.it/wp-content/uploads/2011/02/urbanistica1.jpg" alt="urbanistica1" width="400" height="252" /></a>Personalmente non ho seguito la genesi del PAT di Martellago.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Un po’ per stile personale, un po’ perché la predisposizione dello strumento urbanistico attiene all’amministrazione comunale, ho acquisito le linee guida del PAT solo qualche settimana fa. Tuttavia poiché a Martellago ci sono cresciuto e ci abito e dal momento che si è aperto un dibattito circa il futuro della mia città, ritengo doveroso esprimere la mia opinione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Il PAT di Martellago, come del resto quello degli altri 580 comuni del Veneto, è nato su un presupposto sbagliato. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Il Piano Regionale di Sviluppo (PRS), approvato dal Consiglio Regionale del Veneto nel marzo del 2007 pochi mesi prima dell’inizio della crisi economica, tracciava scenari entusiasmati rispetto alla crescita demografica e allo sviluppo economico.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Il Veneto nel 2007 contava circa 4.800.000 abitanti e circa 950.000 attività economiche.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">La previsione demografica ed economica del PRS era basata sull’incremento della presenza di migranti e su un trend economico di crescita, che ha caratterizzato il Veneto negli ultimi 20 anni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Per tale ragione, probabilmente, le amministrazioni comunali hanno adottato degli strumenti di pianificazione urbanistica estensivi, che prevedono un forte aumento di unità immobiliari destinate alla residenza e alle attività economiche.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Se oggi si prende visione del PAT di Martellago, anche con uno sguardo non – competente come il mio, non si può non evidenziare che tutto ciò che non è vincolato, di fatto diventa potenzialmente trasformabile (edificabile). Secondo un’ipotesi di incremento abitativo da 20 mila a 23 mila e cinquecento abitanti circa.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Si tratta di speculazione edilizia, come qualcuno vuole insinuare? No. Anche perché con le condizioni attuali di mercato, non c’è alcuna speculazione da fare. Il fatto che Zuaner non dia corso all’edificazione, pur avendo le licenze edilizie in mano, delle torri sull’area dell’ex Umberto I a Mestre la dice lunga. Il mercato interviene prima delle regole della politica, e pur estendendo all’inverosimile la superficie edificabile, se non c’è richiesta abitativa, non c’è chi costruisce e i terreni non si valorizzano. E questo momento di mercato non consente di speculare.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Tuttavia una domanda sorge spontanea.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Il saldo demografico (al netto degli immigrati, che rischiano di diminuire per effetto della crisi economica) della provincia di Venezia è negativo. In provincia di Venezia gli abitanti passano da 745.000 del 2007 a 743.000 del 2009 (- 2000).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Le imprese che hanno cessato l’attività per effetto della crisi economica, a seguito di chiusure e aggregazioni sono più di quelle che hanno aperto. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Inoltre, secondo l’ANCE (Associazioni Nazionale Costruttori), gli immobili residenziali finiti e invenduti in provincia di Venezia sono 7000 e sono ben 2000 le unità non residenziali (artigianali, commerciali, industriali. Senza contare le licenze edilizie rilasciate dal 2008 a oggi, alle quali non si è dato corso.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Allora viene spontanea una domanda. Se calano gli abitanti in provincia di Venezia, se l’economia rallenta, che senso ha prevedere un incremento (come emerso da fonti giornalistiche) di circa 130 mila metri cubi non residenziali e di circa 250 mila metri cubi residenziali?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">L’elaborazione del PAT determina le linee guida di sviluppo di una comunità.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Non è improbabile che Martellago possa rappresentare una potenzialità attrattiva, a patto che emergano con forza dal PAT gli elementi qualificanti, sul piano della qualità della vita, dell’identità della nostra comunità e della qualità degli interventi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Piuttosto di fare una guerra di religione per vincolare il campo da Golf di Ca della Nave, sarebbe opportuno determinare la qualità di un intervento, che magari possa avere qualche ricaduta economica e professionale per Martellago, nell’ambito turistico ricettivo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Piuttosto che denunciare la massiccia presenza di infrastrutture (che già ci sono<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>non si possono cancellare), bisognerebbe individuare le aree verdi da conservare e valorizzare, battersi in modo autentico per la soluzione della Super Castellana, spostare le attività produttive nei pressi del futuro casello, riconvertendo le aree artigianali attraverso gli strumenti del credito edilizio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Bisognerebbe dire con chiarezza, non solo che va affrontata la riqualificazione del centro di Martellago, ma anche dire come verrà fatta. Magari individuando gli strumenti di riqualificazione urbanistica che consentano di rinnovare il parco immobiliare costruito negli anni 60, a Martellago, Maerne e Olmo, al fine di produrre una offerta abitativa moderna e di qualità.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Bisognerebbe sviluppare in modo forte il tema dell’identità storica, che a Martellago è legata all’acqua (il Marzenego, il Dese, e i numerosi mulini lungo i corsi d’acqua) e la valorizzazione del paesaggio rurale. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Mi sono permesso di inserirmi in questo dibattito perché dal PAT, dipenderà se Martellago diventerà un elemento come altri della priferia urbana di Mestre, il cui confine naturale oggi è il Passante, oppure saprà vivere di una propria soggettività, esprimere una identità forte, e diventare un luogo attrattivo e bello dove abitare.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Io mi auguro che ci sia la forza e la volontà di innovare e di scegliere la seconda strada, anche se dalla prima stesura questo slancio non emerge.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il rischio di una rappresentazione sbagliata del lavoro</title>
		<link>http://www.fullio.it/il-rischio-di-una-rappresentazione-sbagliata-del-lavoro/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 21:07:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[
 
Il 29,8% dei giovani in Italia sono disoccupati
6 milioni e mezzo di persone lavorano con contratti a tempo determinato, senza previdenza, formazione sicurezza.
L’80% delle ragazze tra i 20 e i 30 anni lavora con contratti che non assicurano la tutela della maternità.
 

Eppure la vertenza sullo stabilimento Fiat di Mirafiori sta ancora una volta (come del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Il 29,8% dei giovani in Italia sono disoccupati</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">6 milioni e mezzo di persone lavorano con contratti a tempo determinato, senza previdenza, formazione sicurezza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">L’80% delle ragazze tra i 20 e i 30 anni lavora con contratti che non assicurano la tutela della maternità.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><a href="http://www.fullio.it/wp-content/uploads/2011/01/chaplin.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-758" title="chaplin" src="http://www.fullio.it/wp-content/uploads/2011/01/chaplin.jpg" alt="chaplin" width="480" height="480" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Eppure la vertenza sullo stabilimento Fiat di Mirafiori sta ancora una volta (come del resto era successo qualche mese fa per Termini Imerese) monopolizzando il dibattito sul mercato del lavoro in Italia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Posso comprendere che Mirafiori è un luogo simbolo delle conquiste dei diritti, come Marghera o Sesto San Giovanni, tuttavia a me viene spontaneo chiedere di chi e di cosa stiamo parlando.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">C’è un imprenditore del settore automobilistico che ha 2 miliardi di euro da investire, in una convergenza economica in cui se io avessi 2 miliardi di euro a disposizione, mi metterei a far tutto fuorché automobili (la prova di quanto dico sta nel numero dei concessionari chiusi in Veneto negli ultimi 12 mesi). Questo imprenditore, un po’ stronzo un po’ padrone, detta le condizioni per investire, e alcune di queste condizioni rappresentano forse un passo indietro.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Per stare nel mercato o per guadagnare di più?!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Non lo so, ma per stare nel mercato, la prima regola per chi intraprende è guadagnare. Altrimenti si fanno i buchi e la fabbrica chiude, l’imprenditore non guadagna e il lavoratore ci rimette il posto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Ci sono poi i sindacati. Una parte favorevole a fare l’accordo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Un’altra parte, molto significativa, ritiene per delle ragioni che sono legittime che l’accordo proposto non vada bene, che rappresenti in qualche misura un passo indietro.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Una parte sindacale che fa il proprio mestiere dovrebbe, nella contrattazione, rappresentare gli interessi dei lavoratori, anche aprendo un confronto duro, con lo scopo di chiudere il miglior contratto possibile.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Ma cessa di fare il proprio mestiere se ha deciso, a prescindere, di dire di no all’accordo e lancia, come è successo oggi, dictat arroganti alla politica, in modo particolare ai partiti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Io non ho paura di dire quello che penso.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Oggi l’accordo va fatto ed è necessario scommettere su una Fiat che ha accettato la sfida della globalizzazione e che lo fa nella consapevolezza che alcune produzioni possono essere competitive solo se rimangono in Italia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Ma quello che più mi addolora è che per l’ennesima volta l’attenzione va nei confronti di quei lavoratori, che tutto sommato sono tutelati da un contratto collettivo nazionale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">La responsabilità di chi vuole conservare a tutti i costi, non è tanto nella conservazione in se stessa, ma nel silenzio assordante con cui oggi si consuma la solitudine e la disperazione di chi è giovane e <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>non potrà contare sul lavoro come elemento di certezza intorno a cui costruire un progetto di vita, le sue relazioni, la propria identità personale e sociale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;">Governi di centro destra e centro sinistra dal 1997 ad oggi hanno normato una sempre maggiore flessibilità, per affrontare in modo competitivo i processi di globalizzazione, ma in Italia la politica si è dimenticata delle giovani generazioni e il Paese rischia di pagare un prezzo troppo pesante.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Un gatto nel motore</title>
		<link>http://www.fullio.it/un-gatto-nel-motore/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 11:25:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Certe cose uno pensa appartengano all&#8217;iconografia della Domenica del Corriere.
Stamattina, mentre percorrevo il &#8220;bovolo&#8221; del multipiano del garage ASM di Venezia, ho sentito una specie di cigolio continuo. Ho pensato a una rottura ai freni. Raggiunto il quinto piano ho spento il motore. Sono sceso&#8230;.il rumore continuava a intermittenza. Mi sono chinato ed era un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fullio.it/wp-content/uploads/2010/12/gateo2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-755" title="gateo2" src="http://www.fullio.it/wp-content/uploads/2010/12/gateo2-300x225.jpg" alt="gateo2" width="300" height="225" /></a>Certe cose uno pensa appartengano all&#8217;iconografia della Domenica del Corriere.</p>
<p>Stamattina, mentre percorrevo il &#8220;bovolo&#8221; del multipiano del garage ASM di Venezia, ho sentito una specie di cigolio continuo. Ho pensato a una rottura ai freni. Raggiunto il quinto piano ho spento il motore. Sono sceso&#8230;.il rumore continuava a intermittenza. Mi sono chinato ed era un miagolio.</p>
<p>Non credevo alle mie orecchie. Da casa mia a Venezia sono 15 chilometri&#8230;..come poteva esserci un gatto nel vano motore? Mi sono chinato ed effettivamente, incastrato nel vano motore c&#8217;era un gatto. Ho disteso dei quotidiani a terra, per estrarlo. Ho pensato che il malcapitato fosse il mio gatto.</p>
<p>Dopo qualche tentativo mi sono reso conto che non riuscivo ad estrarlo. Allora ho messo in moto e piano piano sono arrivato al distributore dell&#8217;Agip prima di piazzale Roma. Mi sono rivolto ai benzinai &#8220;ho un gatto nel motore?&#8221; e questi mi guardano e uno mi dice &#8220;Consiglier!? Gaeo bevuo de matina presto!!!???&#8221;.</p>
<p>Gli increduli hanno dovuto ammettere l&#8217;evidenza di fronte al miagolio. Allora con un crik abbiamo alzato l&#8217;auto e il meccanico ha infilato il braccio sotto il paracoppa della macchina. Con un guanto anti taglio naturalmente.</p>
<p>Dopo qualche tentativo il meccanico ha estratto il Felino&#8230;.che (sorpresa!!) non era il mio gatto, ma un cucciolo, chiaramente domestico, visto come era curato e che non aveva paura di me.</p>
<p>Ho preso il malcapitato, messo in bagagliaio e ora si trova al calduccio a casa mia. Ma provvisoriamente! devo piazzarlo&#8230;. cmq è andata bene&#8230;.come ha detto il meccanico &#8220;de soito mòre el gato e sassina el motor&#8221;&#8230;.</p>
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