I campanelli di maggio
admin maggio 21st, 2008
Mi sono trasferito a Martellago nell’estate del 1978. Avevo poco meno di 6 anni e anche la migrazione della mia famiglia non è stata biblica, ma solo di sei o sette chilometri, quella distanza fu sufficiente per passare dalla città ad un altro mondo. Dall’appartamento alla casa con il giardino. Dal su egiù in bicicletta sul terrazzo affacciato sulla castellana, ad un quartiere residenziale di Martellago dove si poteva circolare per la strada senza nessun pericolo. Una delle prime sere di maggio del 1979, verso le 20, la mia attenzione fu attirata da un gruppo di coetanei che giravano per il quartiere agitando in continuazione campanelle e campanacci. Quel suono per molti anni (ma dovrei chiedere ai miei si si fa ancor oggi) fu il richiamo per il mese del rosario. La gente si radunava presso la famiglia Bonso, quelli che avevano la fiaschetteria con la rivendita di gelati e caramelle. Veniva improvvisato un altare con l’immagine di Maria e le anziane pie donne intonavano canti mariani, sgranando 50 avemarie con relativi e annessi misteri, dolorosi, gloriosi e gaudiosi. I “Bocie” stavano dietro e disturbavano tutto il tempo con relativi “Ssssssssss” delle pie donne e scoppellotti delle mamme o degli anziani lì intorno. Memorabili rimangono le partite di pallone giocate con un filo di luce delle giornate ancora tutto sommato brevi di maggio, e la festa finale del rosario, con abbuffata di dolci, panini e amenicoli vari. In quelle sere sono nate amicizie e legami che considero importanti ancor oggi. La tradizione culturale e religiosa del Rosario, era ed è non solo una manifestazione popolare della Fede, ma anche un legame delle comunità. Le persone che, ancora oggi, si fanno carico di tenere vive queste tradizioni, sono preziose.
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