Il PD….un grande partito fatto di uomini e donne
admin settembre 16th, 2009
L’aggiornamento di www.fullio.it procede a rilento. D’altra parte in questi giorni sono pochissimi gli istanti in cui riesco a trovare un PC con un collegamento. L’auto macina chilometri e gli incontri si susseguono, sia la mattina che il pomeriggio….poi la sera i dibattiti.
In questi giorno sto riflettendo sul fatto che, comunque potrà andare, sarà una esperienza straordinaria. Sto incontrando un sacco di persone che si impegnano, iscritti e simpatizzanti. Che organizzano le feste, la vita nei circoli, che vogliono discutere dei temi del Paese e della Regione.
E’ una carica di umanità incredibile. Molte persone non vengono ne dalla Margherita nè dai DS…. sono enrati nel PD per fare il PD, perchè l’hanno riconosciuto come un luogo inredibile dove impegnarsi, dove condividere un’idea. Molti sono entrati con le primarie e oggi la nostra responsabilità è quella di non deludere la disponibilità, la generosittà delle donne e degli uomini del PD.
- attività politica
- Commenti(4)

… e soprattutto di non farvi fregare le idee ed i messaggi giusti per il futuro dell’Italia da Fini e Casini, come rischia di succedere
L’estate sta finendo. È tempo di Congresso anche se in realtà tale stato eccezionale – emergenziale sembra aver pervaso tutta la (fino a qui) breve esistenza del PD. Questo momento, che avrà il suo apice con le primarie, è “storico”, poiché rispetto a quello costituente di due anni fa, detiene il compito oneroso di portare a definitiva maturazione il progetto politico, proponendo risposte – soluzioni adeguate e fondative ai quesiti interni nonché alle pressanti problematiche nazionali. Il processo che ha dato formalmente vita al Partito Democratico è nato privo di quelle coordinate fondamentali che dovevano guidarlo nella difficile transizione politica nonché nel passaggio di valori, contenuti, ideali, elementi innovativi, donne e uomini dai due “contenitori” iniziali all’unico finale. Passaggio che in molti casi non è avvenuto o solo in parte, in altri invece esso ha portato alla formazione delle famose correnti, alle smarcature capziose rispetto alla posizione ufficiale indebolendo la giovine identità del PD. Ecco che il congresso (segnale importante di democraticità estraneo alla DX) si inserisce perfettamente nel quadro temporale che scandisce il nostro cammino in quanto giunge nel momento più difficile per il partito e anche per l’Italia. Questo evento che andiamo ad affrontare non risolverà ovviamente tutti i difetti di cui siamo stati vittime ma dovrà aprire, un quanto mai richiesto, “nuovo corso” basato internamente sul senso che vogliamo darci, sul senso di responsabilità, sul senso dell’identità ed esternamente su un programma qualificato e qualificante per l’Italia. Da privato cittadino ascoltare dibattiti sul concetto di centrosinistra, centro – sinistra, centro sinistra, partito a vocazione maggioritaria, geometria delle alleanze, burocrazia per gestire primarie, tecnicismi vari ecc crea una certa confusione e non fa scorgere l’utilità concreta di tali temi sulla vita quotidiana. I militanti e gli iscritti si rendono conto che anche questi argomenti sono di basilare importanza per qualificare (una volta per tutte) il dna partitico, la sua forma e sostanza ma mi preme sottolineare l’urgenza estrema di essere pragmatici, diretti ed effettivi sulle materie attuali come la grande questione socio – economica, la sicurezza in tutte le sue forme, il federalismo economico e politico e le prospettive di riforme per il paese. Un grande partito, come vuole essere il nostro, deve avere assolutamente un quadro chiaro di ciò che sta avvenendo all’interno della società per seguirne i movimenti, leggerne - comprendere i mutamenti ed attuare le contromosse più adeguate alle varie situazioni. Le nostre soluzioni dovranno essere da partito di Sinistra, una Sinistra moderna, al passo con i tempi ma pur sempre Sinistra. I valori di riferimento sono quelli della laicità, dell’uguaglianza, della meritocrazia, di un multiculturalismo integrato, della democrazia, dell’ambientalismo, della legalità, dei diritti e doveri uguali per tutti, di uno sviluppo equilibrato, della responsabilità e della trasparenza, del rigore e della serietà. Tutti elementi che sono scomparsi dal panorama italiano a causa di un governo becero e populista, a causa di un clima conflittuale a tutti i livelli. In atto ci sono gravi crisi: istituzionale, culturale, sociale ed economica ma la politica attuale non riesce o non vuole affrontarle adeguatamente sottovalutando gli impatti sul sistema Italia che rischia una pericolosa disgregazione costellata da infinitesimali egoismi, particolarismi e clientelismi. Ecco che allora è indispensabile offrire ai nostri cittadini un PD che riesca ad imprimere una svolta decisiva in primis a se stesso e poi al paese. Sarà questo l’oneroso dovere del nuovo segretario. Gli italiani non ci voteranno perché al vertice ci sarà Franceschini piuttosto che Bersani o Marino; ma ci daranno fiducia solo se saremo in grado di dimostrare loro di averci messo alle spalle “le guerre fra bande” nel pantano delle correnti, correntine e correntoni (importante è il rimescolamento delle ex anime DS e Margherita), di dimostrare di essere finalmente un partito con precisi punti di riferimento, con unitarie posizioni e con un’idea lungimirante dell’Italia che vogliamo. Quindi non cadiamo nella trappola di un “congresso al chiuso”, una sorta di resa dei conti ma apriamoci alla gente, discutiamo, parliamo al paese e per il paese; così facendo riusciremo a creare una sinergia tra le mozioni, peraltro ed ovviamente molto simili, che alla fine della manifestazione dovranno confluire unanimemente all’interno del progetto. Mi ritrovo nelle parole di Bersani quando dice che un partito dovrebbe assomigliare all’AVIS, associazione dove tutti donano volontariamente senza chiedere nulla in cambio, dove esiste un clima di solidarietà e fratellanza, dove c’è unità a prescindere dall’identità, comprendo poi quando afferma che bisogna rifondare il progetto Ulivo (non più congerie di partiti ma accordi programmatici solo con chi ci sta) poiché un PD isolato non sarà mai in grado di governare; mi riconosco in Franceschini quando sottolinea la libertà d’azione dei circoli come valore aggiunto, l’importanza della rete locale, scelte territoriali che vanno condivise e non più gestite da logiche romano – centriche; ecco allora che si instaura un Patto con i circoli, ecco allora che si dà un taglio federale (quanto mai necessario) al nostro movimento, le parole chiavi sono: Fiducia, Regole, Uguaglianza, Merito e Qualità che si ritrovano anche nelle altre mozioni segno che la rotta è la medesima per tutti; Marino sfonda una porta aperta sottolineando, tra le altre cose, i criteri della laicità e della moralità su cui basare uno Stato e un Partito, la rilevanza dell’etica e ed i temi sensibili ad essa legati. Dal congresso dobbiamo uscire, pena la nostra sconfitta, con una decisa e decisiva credibilità, grazie alla quale potremo aspirare ad essere forza di governo alternativa alla DX. Un partito plurale che dia fiducia e nuove speranze ai giovani, che faccia riscoprire il senso della politica, che proponga un confronto tematico al proprio interno ed un messaggio forte alla e per la società, che si interroghi su quale sia la scelta più opportuna e che poi la difenda all’unisono, che entri in contatto con l’imprenditore e l’operaio (il tramonto del liberismo sregolato ci apre un varco per ridefinire i rapporti socio – economici tra le parti), che veda l’immigrazione come un fenomeno spontaneo della globalizzazione che va incanalato virtuosamente negli assetti sociali correggendone gli effetti negativi, che apra un dialogo sui temi eticamente sensibili per giungere ad una definizione comune, che esponga un piano per rilanciare il sistema educativo ed economico, che definisca un federalismo equo e perequato, che sappia affrontare l’urgente modifica delle istituzioni, che abbia il coraggio di attuare le profonde riforme di cui il paese abbisogna, che veicoli un univoco messaggio.
Ecco perché ho deciso di non decidere o meglio di scegliere non un candidato specifico ma più semplicemente questo PD. Per chi come me è alla prima esperienza politica il disorientamento è tangibile e la scelta da fare dura, se non alle volte imbarazzante, poiché si deve scegliere comunque tra persone estremamente preparate e carismatiche. Vorrei, mi ripeto, che tutti noi fossimo concentrati sul PD e non tanto e non solo sulla scelta del segretario. Nella mia ingenuità sono convinto che Obama ha vinto non perchè giovane e di colore ma perchè promuove un messaggio di svolta e di coraggio epocali; noi questo “benedetto Obama” non lo abbiamo ma il messaggio lo possiamo e lo DOBBIAMO scrivere, pensare ed attuare proprio dal congresso in avanti. Non perdiamo questa occasione per riscattarci e per ripagare la fiducia, la lealtà e l’impegno di quanti a questo progetto hanno creduto e credono tuttora (anche dopo tutte le traversie e i bocconi amari ingoiati), se rimaniamo bloccati dai soliti giochini di potere firmeremo la nostra marginalizzazione politica in un paese che è sempre più vittima inerme ed inerte di questo governo imbarazzante.
Il tempo de: “L’araba fenice che vi sia ciascun lo dice dove sia nessun lo sa” è finito, torniamo tra i cittadini più forti ed uniti di prima.
Giampiero Piovesan, coordinatore PD Meolo (VE).
Ero presente domenica a martellago, e mi complimento per la sincerità, cosa non comune in partito.
Lavoro nell’ente pubblico e mi “scontro” con l’attività ed organizzazione scelta anche dal nostro partito. Purtroppo, confrontandomi con i compagni ed amici simpatizzanti del PD, non troviamo giustificazioni a tutto questo, ma vergogna di queste scelte e di queste (persone) “classe” politica.
Il coordinatore di matellago ha fatto la premessa di ritrovare lo spirito iniziale del PD, ma il PD è fatto di persone e di dirigenti politici che di sinistra “forse” hanno solo la tessera. certe cose ce le aspettiamo dalla DESTRA e non dalla nostra gente Sì, predichiamo bene e razzoliamo male.
… il resto te lo dico a quattr’occhi.
Ciao
Caro Gianpaolo,
capisco quanto scrivi.
Il tuo sentimento è comune a molti…..il tema del “comportamento” o dello “stile” che dir si voglia è fondamentale in politica.
Se non c’è coerenza nei comportamenti, non c’è nemmeno la credibilità, la riconoscibilità.
attendo il confronto….a quattr’occhi