L’Altavia numero 1

admin agosto 10th, 2007

altavia 1Spesso siamo spinti dal desiderio di metterci alla prova. E’con questo spirito che con Diego e Federino abbiamo deciso di intraprendere la prima parte dell’alta via delle Dolomiti, numero 1. Partiamo il 3 agosto 2006 di buon ora da Martellago. La partenza è stata rimandata di un paio di giorni a causa di un malanno che mi è occorso. Una dissenteria piuttosto accentuata mi ha portato al ricovero per 48 di flebo.Partire per me vuol dire anche dimostrare a me stesso che sto bene, che mi sono ripreso.Abbiamo messoin conto 3 tappe. Diego (Fumetti), con precisone maniacale, ha prenotato già i rifugi. Il Fannes, il Lavarella e il Lagazuoi. La prima macchina la lasciamo al punto di arrivo previsto, il passo Giau, sopra Cortina e con l’altra ci dirigiamo al lago di Braies, in Pusteria, dove è prevista la partenza. Alle 12.30,dopo un pasto frugale siamo pronti per partire.Sto bene…almeno così mi sembra all’inizio. Dopo nemmeno un’ora di camminata mi scatta il mal di pancia. lagazzuoiRiesco a procedere con qualche tappa tecnica, ma sudo tantissimo, in modo anomalo. Diego e Federino sono preoccupati ma vedono che comunque ce la faccio. Ialle 16.30 riusciamo a vincere i 1000 metri che separano il lago di Braies dal rifugio Biella. Qui riforniamo d’acqua e dopo 40 minuti siamo al Fannes. Un rifugio piacevolissimo che sembra quasi un alberghetto. Il posto è straordinario. Dopo nemmeno mezzora inizia a salirmi un mal di testa fortissimo e brividi di freddo su tutto il corpo. Dopo numerose stazioni “gaudiose” in bagno, riesco a stabilizzarmi e con poco o nulla sullo stomaco, vestito pesante con coperte e sacco a pelo mi adormento. Forse c’è la febbre, ma per non complicare le cose non la misuro. Sono preoccupato che l’avventura per me possa finire lì. Invece alla mattina il miracolo. Mi sveglio e sto bene. Di appetito nemmeno l’ombra, ma almeno mi sento bene.Partiamo dal Fannese e dopo poco raggiungiamo il Fodara, un altro bel rifugio. Da qui abbiamo due opzioni. O restiamo in quota e percorriamo un sentiero poco segnato che ci porta in 3 ore al lavarella, oppure dobbuamo scendere di 800 metri fino al pederù e poi risalire di altri 900 fino al Lavarella. Discutiamo animatamente sul da farsi e poi propendiamo per l’opzoione 1.io Il sentiero in quota è impervio e quasi inesistente a tratti. Si sale e si scende con scalette di legno marcio che si franumano sotto il nostro peso. Passiamo dei costoni da brivido e ogni volta che il peggio ci sembra superato appare una nuova difficoltà. dopo 4 ore passiamo il sentiero e con un po’ di pioggia che inizia a scendere raggiungiamo il Lavarella. Il gestore del rifugio si sorprende che abbiamo fatto il sentiero in quota. Infatti è chiuso da 10 anni per la pericolosità e non è manuteuto. Noi lo vedevamo nella cartina perchè era vecchia di 15 anni!Il Lavarella è molto bello. Doccia calda, cena e sonno ristoratore.Il terzo giorno partiamo per attaccare il Lagazuoi a 2750 metri. Dopo 3 ore di cammino, alle 12 arriciamo a Capanna Alpina a quota 1550. A quel punto dovremmo fare 1200 metri di dislivello nel solo pomeriggio. L’impresa è ardua, ma non possiamo fare altrimenti. Attacchaimo la salita alle 13.30 dal rifugio Scoiattoli a quota 1800 circa. Il canalone lunare sembra non finire mai. Diego sale agilmente…noi sentiamo la fatica. Dopo 1 ora iniziamo a vedere il Lagazuoi….continueremo a vederlo per altre due ore e mezza….che sembrano non finire mai. A 100 metri dala vetta comincia a pioviginate e poi butta in nevischio. Dobbiamo stringere i denti e salire. Alle 17 circa ci siamo. pioggiaLo spettacolo delle dolomiti ci ristora dalla fatica. Passiamola notte lì e visitiamo anche le trincee della Grande Guerra. La cucina è ottima, la residenzialità un po’ meno….Il quarto giorno ci svegliamo con la neve per terra! scendere il sentiero non è prudente. Prendiamo la funivia che ci riporta giù di 700 metri. Poi transitando per le 5 torri arriviamo al passo giau per le 12 circa. Ce l’abbiamo fatta. abbiamo superato la prova e abbiamo qualcosa di grande che abbiamo vissuto e che vogliamo raccontare!

6 Responses to “L’Altavia numero 1”

  1. Claudiaon 10 ago 2007 at 1:40 pm

    Andrea, sto leggendo!!!!
    Correggi gli errori di grammatica!

  2. Giacomo d'Eliaon 14 gen 2008 at 11:35 am

    Ciao,
    piuttosto una domanda che un commento circa Alta via 1. Desidero farla, ma sono in dubbio per due cose, prima che sono solo - penso sarebbe meglio e piu sicuro farla in compagnia - secondo ho una bella etá 73 anni naturalmente - anche se sto bene e sono attivo e mi tengo in buon allenamento. Dato che leggo che tu hai fatto la alta via 1 senza molto allenamento, che dici della mia voglia di farla ? Hai buoni consigli da darmi ?

    Giacomo d’Elia
    Heidenstams gata 18
    Linköping Svezia

  3. Francescaon 24 giu 2008 at 1:22 pm

    Caro Andrea,
    che bella avventura!
    Non mi spiego però perchè dal Fannes siete andati al Lavarella e non direttamente al Lagazuoi. Beh… Me lo spiegherai a voce.
    Francesa

  4. francaon 08 mar 2010 at 5:10 pm

    Caro Andrea,avrai il mio voto e perchè ti vedo impegnato da lungo tempo e perchè mi sembri onesto e di questi tempi è una cosa rara.Per curiosità ho letto la tua gita in montagna e mi dispiace doverti dire che il tasto per l’ortografia dovrebbe essere usato un pò piu’ spesso.

  5. adminon 11 mar 2010 at 3:25 pm

    Scusami Franca per l’ortografia. Spesso scrivo di fretta e word press non ha il correttore ortografico. Comunque dopo le elezioni ci metterò un po più di attenzione, avendo magari un po più di tempo…grazie mille

  6. Paolo Giarettaon 22 mar 2010 at 11:58 am

    Forza Andrea, sei all’ultima settimana. Se hai fatto l’Alta via 1 (dal Braies al Biella è dura) questa campagna elettorale è una passeggiata!

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