L’impegno civile

admin agosto 10th, 2007

ioSono convinto che la vita di ciascuno di noi trovi significato nella dimesione di impegno verso gli altri. Molti militano in associazioni di volontariato, altri fanno servizio alle persone che si trovano in difficoltà. Altri ancora dedicano il proprio tempo nella promozione della cultura, dell’arte e della musica. Io personalmente ho trovato una mia dimensione nell’impegno sociale. Ho iniziato facendo servizio in Parrocchia a Martellago, come animatore e poi ho proseguito questa scelta nelle Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani (ACLI). Nel 1993, quando la politica viveva la sua crisi più profonda, ho consciuto l’esperienza di Gioventù Aclista, come luogo di formazione positiva all’impegno sociopolitico. L’attenzione per il territorio, ma anche i grandi temi della giustizia sociale divennero in quegli anni dimensioni che fecero maturare la scelta di iniziare un cammino di impegno. Nel 1996 divenni responsabile provinciale di Gioventù Aclista. Allora facevo volontariato. Si organizzavano dibattiti, approfondimenti, corsi di formazione sociale e politica, e iniziavo a conoscere il movimento delle ACLI, fatto di attività culturali, iniziative politiche ma anche di servizi sociali rivolti ai lavoratori, come l’assistenza previdenziale, la compilazione della dichiarazione dei redditi e la formazione proesionale. Nel novembre del 1999 gli eventi mi portarono a Roma. Mi fu richiesto di fare il Coordinatore Nazionale dei Giovani delle ACLI. Anche se la scelta era difficile e rischiava di rallentare il progetto di vita familiare che stavo costruendo con Claudia, accettai. Qui ebbe inizio una esperienza straordinaria. on alcuni amici costruimmo una fase di nuov radicamento in tutto il territorio nazionale dell’esperienza di Gioventù Aclista. Nuove province, ma anche viaggi e scambi internazionali, campagne clturali per sensibilizare sui temi della precarietà, campi estivi di formazione sociale e politica. Fu un’esperienza impegnativa, a tratti dura, soprattutto nel confronto con una grande organizzazione come le ACLI, fatta di riti, codici e passaggi democratici. Nel 2002, a fine mandato, venni richiamato in “patria” poichè le Acli Veneziane vivevano una fase di grande difficoltà dovuta alla cattiva gestione dei servizi sociali. La presidenza nazionale, affidò a me a ad altri amici, in particolare Luca, il compito di riordinare i servizi, le imprese e ricostruire un tessuto associativo che con il tempo si era affievolito. Vivemmo una sagione straordinaria che vide l’impegno generoso di tantissime persone che aiutarono noi giovani e inesperti. Nell’aprile 2003 celebrammo il congrsso e io divenni Presidente Provinciale. Il presidente provinciale e la presidenza provinciale più giovane d’italia. Grazie alla solidità patrimoniale e dei servizi e dellacooperazione sociale, realizzammo tantissime iniziative che ci caratterizzarono come un’assoziazione vitale e presente nel territorio veneziano. Nell’aprile 2005 l’amico Massimo Carraro mi chiese la disponibilità di candiarmi alle elezioni regionali nella circoscrizione di Venezia. Si prospettava una scelta difficile poichè la semplice accettazione della candidatura (e non l’elezione) avrebbe causat l’incompatibilità coi miei ruoli nelle Acli. Ero molto incerto…per me significava interrompere un percorso, abbandonare le mie sicurezze e le modalità d’impegno sociale che mi erano più vicine. In quei giorni cercavo una scusa per sottrami. Poi una serie di persone che mi erano vicine, a partire da Claudia, mi fecero notare che l’impegno politico diretto è un dovere al quale, quando si è chiamati non ci si può sottrarre. ll 2 aprile del 2005 in modoroccambolesco, quanto desiderato, sono stato eletto con 2762 preferenze in consiglio regionale della mia Regione. Per me è iniziata una “nuova vita” sicuramente più intensa e complicata di quella precedente, ma anche molto distante dai problemi della gente che affrontavo quotidianamente nelle ACLI. Dalla soddisfazine di risolvere un problema specifico alla sfida di affrontare, nel ruolo di legislatore, i problemi di carattere generale. In questo tempo sto conoscendo la complessità delle istituzioni e la sfida della vita di partito, nella fase affascinante della nascita del Partito Democratico. So che ci sono tante aspettative…le mie e quelle di tante persone, amici, cittadini che desiderano che la politica torni ad essere impegno civile, tensione al bene comune, sguardo al futuro. A volte “stando chiusi a palazzo” è facile dimenticare da dove si viene e dove ci si è prefissi di arrivare. So però che chi mi vuole bene sarà sempre disponibile ad investire la propria passione con la mia, e  ricordarmi che i doni, le capacità di cui disponiamo, devono essere usate per il bene di tutti. 
  • Commenti(2)

2 Responses to “L’impegno civile”

  1. Enricoon 09 nov 2007 at 8:02 pm

    Andrea, complimenti davvero.
    Mi piace scriverlo in questa sezione a rafforzare il concetto - ti cito - dei risultati raggiunti in modo “roccambolesco” ed “inaspettato” ma, aggiungo, non certamente casuale.
    Sintesi di innegabili capacità ed impegno, di gioie e, immagino, sacrifici. Cammino che ti rende onore.
    Che rappresenti per te tappa e mai traguardo!
    E, avessi dei dubbi, stai certo ci troverai in molti pronti a sostenerti.
    Il mio augurio… che in ogni momento te possa sempre affermare:
    ” Ma se io avessi previsto tutto questo … Forse farei lo stesso!!!” (Guccini)
    Enrico
    p.s. se, qualche volte, mancasse un compagno di passeggiate alpestri dimmelo… magari riesco ad organizzarmi.
    a presto.

  2. stefano zinatoon 04 dic 2008 at 4:47 pm

    ho letto le tue righe, e tra gli spazi leggo che sei una persona sensibile e appassionata.
    guarda il sito di ventolibero e scoprirai come noi del PD riusciamo a fare cose straordinarie.
    il coordinatore del circolo xxv aprile Mestre e quando ho passione civile istruttore di vela per ciechi.
    stefano

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