meno 2 alla pertenza per il Ciad
admin marzo 15th, 2009
Ho lasciato trascorere una settimana senza scrivere, quasi per scaramanzia. Ma ogni mattina, quando mi sveglio, penso che si avvicina sempre di più il momento della partenza. In questa settimana i contatti frequenti con Ermanna e con alcuni missionari laici che hanno frequentato spesso il Ciad, mi hanno fatto sentire meno grande questa impresa. I giorni sono strascorsi proficui. Il lariam non mi ha debilitato più di molto e le notizie positive sul fronte del viaggio ci sono state. Prima il visto (che ritirerò all’aeroporto di ‘Ndjamena), poi i biglietti aerei, e poi la ceck - list, ovvero la lista delle cose utili che si è progressivamente riempita.
Nel frattempo si sono moltiplicate le persone che mi hanno chiesto di visitare, chi un ospedale, chi una missione. Non so davvero se ce la farò a fare tutto quello che mi viene richiesto… ma lascerò, come da sempre sono abituato, che le cose accadano. Mi lascierò “vivere” dagli eventi e cerchero di VEDERE ciò che OSSERVO, come mi ha scritto un amico su Facebook.
Sono convinto che sia davvero un grande privilegio vedere l’Africa con gli occhi degli Africani, e poterla raccontare a una parte del mondo che troppo spesso si dimentica che l’Africa esiste. Sento, in questo senso, una grande responsabilità, di sostenere, promuovere e soprattutto raccontare, quello che sul Ciad non ho trovato sui giornali, nelle televisioni e in internet…. come tanti altri cooperatori, volontari, appassionati al “continente dimenticato” hanno già fatto in questi anni.
Insomma ci siamo. Lo zaino è pronto. 15 chili in tutto….abbigliamento molto leggero per 21 giorni e l’essenziale per vivere. Borraccia, materassino, sacco lenzuolo, torcia - dinamo, scarpe da trecking…comode e usate…. un po’ di medicinali. Poi un paio di libri: Dostoievskj, Delitto e Castigo e il corso di navigazione e patente nautica oltre le 12 miglia. Un blocco per gli appunti. Un telefono low - cost e 2 cappelli, a tesa larga e frontino. La macchina fotografica, unoco vezzo. Una Olympus nuova….reflex digitale per fare vedere agli altri quello che i miei occhi vedranno.
Per la prima volta dopo tantissimi anni vivo l’esperienza di andarmene per un po’ con la prospettiva di ridurre dreasticamente i miei canali relazionali. Niente sms, stop alle telefonate, niente e - mail, zero facebook….. partire in questo modo, mi rendo conto è davvero partire. E’ proprio per questo che in questi giorni scopro la voclia e il gusto di “salutare” le persone a cui voglio bene.
Ieri sono passato dai “miei” e ho mostrato loro dove vado in un vecchio atralante mondiale “De Agostini” anno 1979. Sul Ciad solo poche righe. Giunta militare…capitale ‘Ndjamena (allora 170.000 abitanti)…agricoltura, allevamento, di religione munslmani e animisti. Nella enciclopedia “Universo” che qualcuno forse della mia età ricorda, aggiornata nel 1956 la capitale si chiama Fort Lamy (ma è la stessa) e conta 80.000 abitanti. Mi ha sconvolto la descrizione della popolzone “evoluta e di origine e influenza islamica al nord….al sud si trovano popolazione negridi primitive, di etnia sudane se o camerunense, di culto animista….tali popolazioni di negri, hanno usanze primitive e retrograde….”. E poi ci si chiede perchè la gente cresce con i pregiudizi.
Insomma, oramai si parte. Domani arriva karmel da Trento, staremo insieme la sera e ci godremo l’ultima aria frizzante e fredda di marzo prima di partire verso casa sua. Spero di poter in qualche modo aggiornare ancora questo diario…
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