A vien col fredo a va via co a piòva

admin dicembre 21st, 2009

Grande discussione oggi in famiglia. “mi rcordo, tanta così nell’inverno dell’83″…..i miei dicono che “tanta così non se ne vedeva dagli ultimi inverni degli anni 40″…. . La protagonista della discussione è lei: la neve. E di neve l’altra notte ne è caduta davvero tanta.

pc202393Oggi ho portato Giovanni a giocare sull’argine del fiume Dese….e sono tornato indietro nel tempo. Quando avevo una decina d’anni e gli inverni erano tosti. Non c’erano le “braghe” tecniche…..o il velluto che ti bagnavi fino alle mutande o delle braghe in simil plastica che ti facevi la sauna.

Credo di essere appartenuto all’ultima generazione che con sciami di ragazzi usciva dopo la nevicata e si tornava dopo ore con le guance incandescenti, le mani viola, bagnati fino al midollo, con sciarpe di lana e berretti che pesavano mezzo chilo.

L’ultima generazione che ha praticato “l’issar sui fossi” ovvero lanciarsi con delle slitte artigianali in legno con i pattini in ferro sul ghiaccio dei fossati per l’irrigazione.

Credo veramente di essere stato l’ultimo….perchè oggi sulla neve dei prati e sull’argine del Dese le impronte che c’erano erano solo quelle mie e di mio figlio. Per un attimo mi è venuta in mente la campagna di neve “pestata” e dipercorsa da ragazzini urlanti dei primi anni ottanta. Un immagine, una sensazione….un velo di tristezza…..poi le capriole di Giovanni sulla neve mi hanno riportato alla realtà e al privilegio del silenzio della campagna veneta che riposa sotto una spessa coltre di neve.

60 anni di Gioventù Aclista

admin novembre 19th, 2009

In questi guiorni i giovani delle ACLI sono impegnati nel convegno nazionale Agorà: Generare Cittadinanza. Ma la notizia credo che sia un’altra. Nel giugno del 1949 nasceva ufficiamente il movimento giovanile delle ACLI, una esperienza di educazione sociale e alla politica straordinaria nella quale sono transitate tantissime persone.

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Quando Giuseppe Failla, l’attuale segretario dei Giovani delle ACLI, mi ha contattato, per partecipare a una tavola rotonda sul 60° di GA, mi è suonato strano.  Sono passati 7 anni da quando ho “lasciato”, ma a me sembra una vita.  E’ mi è sembrato strano e anche sentito un po’ vecchio nella prospettiva della rievocazione.

Strano ma piacevole…. sto pensando agli avvenimenti che hanno accompagnato la mia responsabilità. Il Giubileo, il G8 di Genova, le grandi manifestazioni sul lavoro….i governi che si sono succeduti, i partiti che sono morti e sono nati.

Sto pensando soprattutto alle persone.

Ragazze e ragazzi con cui ho condiviso una esperienza di vita, ideali, visioni, battaglie…..ma non voglio scrivere di più….non sono bravo a fare le commemorazioni, soprattutto quelle che riguardano una esperienza che è ancora viva e vitale.

Tanti auguri, buon compleanno GA

Alla fine di un lungo viaggio…c’è sempre un viaggio da ricominciare

admin ottobre 26th, 2009

“Alla fine di un lungo viaggio…c’è sempre un viaggio da ricominciare”.

Ieri sera si è concluso il congresso del PD. Per me è stato un tempo totalizzante. Ho accettato la sfida di presentarmi agli elettori del PD del Veneto con un programma di riforme per la Regione. Una Regione pervasa da un sentimento diffuso di paura per il rischio di declino economico e sociale.

Sono stati 120 giorni impegnativi. Migliaia di chilometri.

Ho incontrato donne e uomini straordinari. Un partito in salute, una comunità di persone che hanno voglia di scommettere in un futuro capace di tenere insieme lo sviluppo con la solidarietà. Due valori irrinunciabili che sono il segno della nostra terra.

Ho visto la coesione delle nostre comunità, ma anche i segni della crisi. Entrando nelle fabbrice, parlando con gli artigiani, transitando nelle cooperative che si occupano di assistenza, oppure i comitati che tengono alta la voce sul rischio di lacerazione dei nostri territori.

L’esito del congresso regionale offre delle indicazioni precise sulla volontà degli elettori e anche la conferma di un partito aperto in cui nessuna mozione supera il 50%.  Tra qualche giorno ci sarà l’assemblea regionale. L’impegno mio e di altri sarà quello di rispettare prima di tutto l’indicazione di 200.000 elettori di centrosinistra: costruire un partito forte e unito.

E’ necessario utilizzare questi giorni per capitalizzare i contenuti dei programmi e non perdere l’opportunità di mettere in campo un gruppo dirigente nuovo, fresco e motivato, capace di mettere in campo pensieri e parole nuove, capaci dare ragione a un numero sempre maggiore di elettori di riconoscere positivamente la proposta politica e culturale del PD.

Infine che dire…..”GRAZIE” a tutte le persone che mi hanno sostenuto, un grazie non formale nella consapevolezza che è molto più quello che ho ricevuto di quello che ho dato. E alla fine di un viaggio…..quando si è pronti di ricominciarne un altro….è bello sentirsi sereni e migliori di quando si è partiti.

Andrea Causin: Laicità, il mio modello e’ Livio Labor

admin settembre 22nd, 2009

intervista di Laura Organte ad Andrea Causin

Causin, lei viene definito un cattolico, come sta nel PD?

 Bene. E’ finalmente la vicenda politica a cui mi sento di appartenere.

 Ma non le fa problema la dimensione dell’identità?

 Assolutamente no. Il PD è un partito plurale dal punto di vista delle culture e in questo rispecchia la società italiana, che è una società plurale.  Io sono orgoglioso di essermi formato in una delle   grandi organizzazioni del lavoro che fa riferimento al cattolicesimo  sociale. So che questo bagaglio è importante per me e prezioso per  il partito. Ma lungi da me pensare che intorno al cattolicesimo  democratico, il cattolicesimo sociale, il pensiero socialista o  altre opzioni del secolo scorso, si possa costruire l’identità di un  partito moderno.

 Dunque ha ragione chi sostiene che il PD non ha identità?

 Assolutamente no. La nostra identita’ e’ quella democratica. L’identita’  moderna che raccoglie e innova le migliori tradizioni del riformismo italiano. Gli elettori hanno bisogno di riconoscersi in una visione, in una gerarchia di valori. Centro e sinistra sono luoghi ”freddi”. La nostra identita’ sta in parole come solidarieta’, lotta alle disuguaglianze, centralita’ della persona. Ma gli elettori vogliono di piu’. Vogliono dai politici anche un’assunzione di responsabilita’ . Vogliono una classe politica in grado di incarnare quei valori. Vogliono dare fiducia a chi dimostra coerenza nei propri comportamenti.

L’identità del PD si gioca sulla credibilita’ delle affermazioni che facciamo. Oggi è tempo di dire dei “no” con chiarezza e fare delle proposte altrettanto chiare. Dal campo della sicurezza, a quello dell’economia e del lavoro, al campo delicato della bioetica.

 La bioetica appunto.  Nelle mozioni si parla di laicità come metodo nuovo, che ne pensa?

 La laicità non è semplicemente un metodo e non è un fatto nuovo nel nostro Paese. Se continuiamo a chiamarla metodo, rimaniamo nel campo della teoria. La laicità è una pratica a cui sono chiamati credenti e non credenti, la capacità di porsi di fronte a un problema nuovo, inedito, che ha implicazioni etiche e dare una risposta che rispetti la libertà individuale e il dovere, previsto dalla Costituzione, che  ha la Repubblica di avere a cuore la vita e la salute dei cittadini  Italiani.

 In che senso non è un fatto nuovo?

 Nel senso che il bipolarismo etico è un fatto recente e indecente. Il giudizio su una questione eticamente sensibile non può essere iscritto nello scehma centrosinistra – centrodestra. Il nostro Paese, se non avesse avuto laici e cattolici, capaci di entrare nel merito delle questioni, non avrebbe oggi la Carta Costituzionale che   ha, che è la garanzia massima della laicità dello Stato. E se un uomo come Livio Labor, prima presidente per 10 anni delle ACLI e poi Senatore nelle file del PSI,  non avesse fatto il realtore della legge 194, sull’interruzione di gravidanza, oggi non avremmo, una legge così moderna e avanzata e ci sarebbero ancora gli   aborti clandestini, con le conseguenze che si possono immaginare.

 Qualcuno, anche nel suo partito, ritiene che unioni civili, testamento biologico e questioni similari siano temi residuali che fanno perdere voti.

 Chi pensa questo è uno sciocco. Quando c’è stata la vicenda di Eluana Englaro nel Paese c’è stata una grande partecipazione e lo sa perché?

 Me lo dica lei

 Perché ciascuno di noi potrebbe trovarsi in quella situazione. E ciascuno si è chiesto che cosa avrebbe scelto se fosse stato al posto di Eluana. Il vero problema è che in Italia questa scelta è negata. Se io mi trovassi i quelle condizioni vorrei aver dato disposizioni in precedenza. Non vorrei che questa responsabilità ricadesse su altri e un giudice o peggio un decreto legge potessero decidere per me in un senso o nell’altro. Il testamento biologico è una priorità. Ma lo sono anche le unioni civili, le applicazioni della scienza alla salute. Sono questioni che attengono sempre di più alla nostra vita.

 E la Binetti?

 Beh Paola ha il diritto di dire la sua, ma non può imporre al PD uno schema di gioco fuori dalla realtà che ci troviamo a dover affrontare. Il PD su alcuni temi ha la responsabilità di assumere delle decisoni.  Se lei non se la sente, la posso comprendere.

 Scuola e ora di religione, come la pensa?

Dico no all’ora di religione cattolica, dico si allo studio delle culture e delle religioni.

Abito in una regione dove su 565.000 studenti di tutti gli ordini e gradi ce ne sono ben 75.000 che vengono da 40 paesi dentro e fuori la UE.

Io non credo ai percorsi separati, Sono convinto che l’integrazione renderà più forti i nostri figli. Ma il processo va guidato. Lo studio delle culture delle religioni è importante perché consente di comprendere i legami sociali, le abitudini, i comportamenti e anche   come si sono costituite le costituzioni. La mediazione culturale è   la chiave per costruire una società dove sicurezza e integrazioni   sono valori condivisi e coesistenti.

 Un’ ultima domanda cattiva. Sull’aborto come la pensa veramente?

 Le racconto una cosa personale. Nel 2003 mia moglie ed io attendevamo un bimbo. Poco prima di rimanere incinta aveva avuto la varicella. Il medico ci suggerì di interrompere la gravidanza, in quanto la viralità residua avrebbe potuto compromettere l’embrione.  

Decidemmo insieme di continuare e dopo pochi giorni ci fu un aborto spontaneo. La natura fece il suo corso. Bene, se una coppia nelle stesse condizioni decidesse invece di interrompere la  gravidanza, deve avere il diritto di farlo. Lo sa invece cosa mi  scandalizza?

 Dica.

 Mi scandalizza la storia, vera, di quella ragazza che aveva un contratto a progetto. Una volta rimasta incinta il suo datore di lavoro le ha detto di decidere tra il figlio e lo stipendio. Quella ragazza è stata costretta a fare la scelta più tragica e a me è rimasta l’idea che un Paese che tutela le persone in base al contratto di lavoro con cui queste lavorano, e non per il fatto di essere persone, è un paese ancora incivile.

Il PD….un grande partito fatto di uomini e donne

admin settembre 16th, 2009

L’aggiornamento di www.fullio.it procede a rilento. D’altra parte in questi giorni sono pochissimi gli istanti in cui riesco a trovare un PC con un collegamento. L’auto macina chilometri e gli incontri si susseguono, sia la mattina che il pomeriggio….poi la sera i dibattiti.

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In questi giorno sto riflettendo sul fatto che, comunque potrà andare, sarà una esperienza straordinaria. Sto incontrando un sacco di persone che si impegnano, iscritti e simpatizzanti. Che organizzano le feste, la vita nei circoli, che vogliono discutere dei temi del Paese e della Regione.

E’ una carica di umanità incredibile. Molte persone non vengono ne dalla Margherita nè dai DS…. sono enrati nel PD per fare il PD, perchè l’hanno riconosciuto come un luogo inredibile dove impegnarsi, dove condividere un’idea. Molti sono entrati con le primarie e oggi la nostra responsabilità è quella di non deludere la disponibilità, la generosittà delle donne e degli uomini del PD.

Il volantino della Lega Nord a Mirano (Ve): qualcuno chieda scusa

admin agosto 28th, 2009

vlegaDa cittadino del miranese sono incredulo. I quotidiani veneti e nazionali riportano oggi la notizia di un “manifesto” che la Lega Nord di Mirano ha caricato sulla propria pagina di facebook. Il volantino recita: “immigrati clandestini. torturali! è legittima difesa” ….sono incredulo e attonito perchè queste affermazioni sono oltre ogni limite.

Non si capisce chi sia l’autore…. i dirigenti della lega locale non se ne prendono la paternità. parlano di sabotaggio, scherzo, di autori ignoti. Gli esponenti regionali e nazionali del carroccio…. minimizzano…. come hanno sempre minimizzato su altri temi. Qualcuno imbarazzato sommessamente prende le distanze.

Ma il punto è un altro. Che gli autori siano leghisti o che siano sabotatori, appare inquietante che se queste affermazino non fossero vere (prodotte da esponenti della lega) sarebbero del tutto vero - simili, perchè sulla scia di tantissime altre dichiarazioni che si sono sentite in questi mesi. Una volta si serebbe parlato di “cattivi maestri”….. ma è certo che a forza di istillare la cultura dell’odio e della paura, qualcuno si mette a odiare davvero. c’è sempre il “minus habens” che ci cade.

Il tema della sicurezza è un tema serio e nessuno rifiuta un confronto politico sul tema dell’immigrazione, e delle regole, compresa la spinosa questione dei clandestini. ma un conto è l’attuazione dei provvedimenti, un’altro è una campagna d’odio che va oltre il valore della vita e dei diritti umani fondamentali.

Ci sono sicuramente dei presupposti di reato nella frase contenuta nel volantino. I responsabili devono essere individuati e puniti. Ma meglio sarebbe, lo dico da miranese che non si sente rappresentato da quelle frasi e con la conoscenza di un territorio che non ha nulla a che vedere con la cultura dell’odio, che i responsabili o il responsabile (leghisti o non leghisti) dicessero. “siamo stati noi, abbiamo fatto una fesseria immensa, e chiediamo scusa….alla città di Mirano e ai miranesi”.

Il 25° anniversario della COOPERATIVA LA RAGNATELA

admin agosto 15th, 2009

gruppo-la-ragnatelaOggi La Ragnatela compie 25 anni….non sono solito fare “recensioni” dei locali della mia zona, ma La Ragnatela occupa un posto speciale. Sarà perchè il compagno Chechetto, al secolo Roberto Checchetto, non mi manda mai via anche quando arrivo ad ore indecenti, sarà che davvero in questi 25 anni hanno raggiunto livelli di qualità straordinaria…..

Da quando sono tornato dall’esperienza Romana delle ACLI, è sicuramente uno dei posti che frequento di più. Se dovessi definire il locale in modo sintetico userei due parole “Tradizione” e “Ricerca”. La base è la cucina venete. Per la carne, la gallina padovana, l’anatra, l’agnello. Per il pesce, le moeche, il baccalà, le seppiolone del redentore, i calamaretti. Ma questi ingredienti semplici vengono preparati ogni volta in modo innovativo e sorprendente…..un amico di vicenza, che ci torna spesso, l’ha definito il Tempio della Cucina.

Per me è semplicemente familiare. Entro, mi siedo nella sala meno nobile vicino al bancone del bar e quando Roberto si avvicina con l’immancabile papillon a prendere l’ordinazione…..dico “Fa ti” (fai tu!). Roberto allora stupisce ogni volta con vini biodinamici straordinari che non costano mai un capitale.

E poi alla fine si sta in famiglia. Quando il locale si svuota si parla di politica…..rigorosamente male della destra! ma anche di vino, fino a ora tarda. Insomma La ragnatela è una scuola di Vita e anche di eno - gastronomia….. se uno ci vuole andare ci vada con curiosità…..a proposito è una cooperativa sociale ed è da sempre impegnata nel sostegno di Emergency.

Un “brend” per il 25 ottobre

admin agosto 9th, 2009

logo_venetoAnche se sono le 23.34 e sono in vacanza ho voglia di lavorare alla sfida del 25 ottobre. E’ un buon segno, non la sto vivendo come un peso, ma come una occasione straordinaria di dire qualcosa di forte sulla nostra Regione, sul PD. Ho voluto fortemente personalizzare la linea di comunicazione, e ho chiesto a un amico di predisporre un “machio” sullo stile dell’Italia che viene usata per la campagna di Franceschini… ne è nato il Veneto stilizzato con i colori dell’Italia e del PD…. non male. Ho voluto segnare questa differenza perchè la mozione della mia candidatura è una mozione Veneta.

In queste ore inoltre sulla rete stanno accadendo molte cose.

La rete di “Semplicementi Democratici” sta facendo un lavoro straordinario. Grazie ad Arnaldo, Stefano, Alessandra ed altri amici è possibile trovare nella rete un sacco di materiale, filmati, foto, documenti e interventi….se non è democrazia questa! Comunque grazie….un grazie sincero e non scontato.

He he he…voglio anche riferire di una cosa simpatica…. Una delle cose che stanno accadendo in questa campagna del 25 ottobre è quella di caricaturare l’avversario. Ci sta, anche se per stile e convinzione io non lo farò. Ho stima di Bersani, di Rosanna e di Felice. Non ho motivo di farlo.

Nella mia “SLIMSTAT” ho visto a più riprese che qualcuno mette come chiave di ricerca “Andrea causin todem”…. forse per collocarmi forzosamente in una corrente del PD che ha fortemente marcato i temi eticamente sensibili…. forse per caricaturarmi come un cattolico bigotto. Ci sta…. peccato che la pesca risulterà inutile.

E’ vero che sono cattolico e battezzato e che non sono portato a trattare con leggerezza i temi che riguardano l’inizio e il fine vita. E’ vero anche che sono molto amico di Gigi Bobba, uno dei fondatori dei Teodem….lui era presidente delle ACLI mentre io ero presidente di gioventù aclista. Abbiamo lavorato insieme, ho grande stima di lui è una delle persone che mi ha formato. Tuttavia all’invito di aderire al movimento ho sempre gentilmente rifiutato… per sensibilità personale ritengo di essere più qualificato negli ambiti economici e sociali,. e così come molti altri aclisti in politica mi sono cimentato in ambiti diversi (mi piace ricordare che Rosati e Labor, ex presidenti delle ACLI….il primo è stato espulso dalla DC in quanto unico senatore ad aver votato contro i missili a Comiso, il secondo relatore della legge 194…).

Sul tema della laicità….non mi sottrarrò e sarà interessante scoprire come i cattolici possono cimentarsi in questo campo ben oltre il pregiudizio, poichè gli orientamenti personali e le scelte reggono anche su un piano in cui la laicità diventa un metodo e una granzia universale….

Pubblico una lettera di Adriano Verlato (VI)

admin agosto 6th, 2009

Perchè ho scelto Franceschini

Perché Franceschini.

Mi rivolgo agli amici del Pd per spiegare le motivazioni che mi hanno spinto a sottoscrivere la candidatura Franceschini, pur avendo la  massima stima anche degli altri 2  candidati: Bersani e Marino.
Si tratta di una felice coincidenza che vede, contemporaneamente, presentarsi 3 persone degne di vittoria che tuttavia esigono una scelta le cui motivazioni mi accingo ad elencare. Intanto non è casuale che i programmi siano in alcuni punti molto simili così come la trasversalità degli appoggi indica che il meticciato incomincia a funzionare.
Questi primi mesi di segreteria Franceschini lo hanno visto agire e parlare con chiarezza e fermezza tali da arrestare la deriva pericolosa verso la quale si stava andando. Il processo costitutivo del Pd ha sopportato  molti errori e il nostro se ne è fatto carico con coraggio in un momento in cui nessun altro si faceva avanti. E questa non è cosa da poco. Mi piace anche portare alla vostra attenzione il fatto che Dario, una volta eletto, non ha fatto, come consuetudine vuole in  politica, che si prendano le distanze da chi ha lasciato. Ha invece, in più occasioni, affermato il suo accordo su tutto quanto  Veltroni aveva detto e fatto. Coerenza e correttezza.
L’eredità era pesante. l’idea di autosufficienza  che aveva, pur involontariamente , aiutato la crisi del Prodi 2, è stata abbandonata, ma non l’idea del bipolarismo con un Partito democratico che deve essere cuore e mente di tutta la sinistra. E da questa eredità che sono nati gli organi elefantiaci locali, privi di poteri decisionali reali, la difficoltà di far emergere una nuova classe dirigente e il vuoto rapporto tra la vitalità di molti circoli e la molle iniziativa centrale.
In questo panorama Franceschini è venuto ad operare dando al partito, nonostante il disturbo di Pietro, segni ideali inequivocabili e coerenti con i comportamenti , concretezza propositiva in Parlamento e riuscendo, in varie occasioni, a far migliorare i provvedimenti del governo per la crisi economica.
Non va sottovalutato altresì che il nostro ha reintrodotto negli organi deliberativi la prassi delle votazioni praticamente su ogni decisione togliendo la possibilità di recriminazioni successive ai malpancisti. L’altro argomento di peso per le alleanze future del Pd è la posizione dei vari candidati sull’argomento. A me sembra che la posizione di Franceschini sia sintetizzata in modo efficace e pragmatico dalla  seguente sua puntualizzazione che mi permetto di sottoscrivere in toto: “caratterizzarsi e scontrarsi nel dibattito congressuale solo sulla scelta dei possibili alleati di domani sarebbe prova di una sconcertante povertà di idee. Fare opposizione con altri partiti, individuare battaglie comuni sui contenuti dell’azione di governo, sarà il terreno migliore per sperimentare la possibilità di formare un’alleanza coesa e credibile”. Ci sono ancora un paio di osservazioni che mi pare giusto ricordare.
Cambiare un segretario nazionale dopo pochi mesi dalla sue elezione, solo perché lo Statuto lo prevede, mi sembra autolesionistico. Sarebbe stato quindi opportuno spostare più avanti il congresso in modo da consentire al segretario di impiegare tutte le sue forze nel fare opposizione e non nel contendere la carica. Teniamo, per di più , presente che cannibalizzando in questo modo e con questa velocità i nostri segretari, diamo alla destra il modo di affermare che li cambiamo perché valgono poco o nulla. E questa è un’opinione irricevibile visto che, se abbiamo qualche cosa di valido, sono proprio le personalità di grande livello e capacità. Infine ho in varie occasioni apprezzato il linguaggio scarno e diretto di Franceschini che ha saputo sempre, a Ballarò, nei dibattiti e in ogni occasione di confronto, tenere sempre salda la barra del ragionamento.Ultimo ma non meno importante,credo che il nostro segretario con il volere un partito strutturato, ma con apertura anche e sovente ai nostri elettori, pur non iscritti al Pd, interpreti correttamente quello
che è e sarà sempre la caratteristica del nostro nuovo partito.

Adriano Verlato

Un partito forte, per un Veneto forte

admin agosto 1st, 2009

Il fresco della sera in montagna mi ristora un po’.

E’ stata una giornata faticosa ma ricca di emozioni e di calore.

La prima giornata da “candidato alla segreteria regionale” del Partito Democratico del Veneto.

 

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Oggi, inseieme a Piero Fassino e a molti altri amici e amiche democratiche ho presentato le linee generali del documento programmatico che abbiamo scritto nei giorni scorsi. Un documento aperto – come ho detto oggi – nel quale sono sicuro si potranno riconoscere in molti, anche oltre lo schema delle mozioni nazionali.

 

Mi ha colpito la fiducia, quella degli amici di sempre, dei compagni di partito.

Mi ha soprattutto fatto piacere sentire la fiducia di persone che mi hanno visto e sentito per la prima volta, o che magari mi conoscevano solo nel blog o in Facebook.

Come le persone straordinarie della rete “semplicemente democratici” e i ragazzi e le ragazze dei giovani Democratici.

 

Oggi è iniziata una bella avventura.

Che parte simbolicamente da una sede di partito, ma che vuole e può arrivare in tutto il Veneto.

 

Per usare una metafora veneta del lavoro…. “abbiamo messo i ferri in acqua”.

Abbiamo cioè iniziato a costruire per il Partito Democratico e per la nostra regione, una prospettiva nuova, in cui le persone miglio, i migliori talenti saranno protagonisti del cambiamento.

 

Oggi abbiamo assunto anche alcune decisioni.

Ho candidato alla vice segreteria Daniela Sbrollini, una “ragazza” che ha 1 anno più di me, che è di Vicenza e che fa la parlamentare. Daniela è una persona solare e ha una competenza preziosa, poichè per molti anni ha lavorato all’ ANCI (l’associazione dei comuni).

 

Inoltre ho affidato a Valter Vanni il ruolo della mozione Franceschini in Veneto.

in queste settimane ho avuto la fortuna di conoscerlo e apprezzarlo. La sua grande conoscenza dei temi del Veneto e la dichiarata volontà di essere a servizio di una fase di rinnovamento, soprattutto nelle composizione delle liste, è una garanzia per tutti noi.

 

Stasera infine ho deciso di chiamare sia Rosanna che Felice.

Anche se in questo frangente sono “avversari”, sono due persone che per aspetti diversi stimo davvero molto.

Ci siamo fatti gli auguri e abbiamo convenuto useremo questo tempo per fare crescere il Partito Democratico.

la dimensione della politica non va mai scissa dalla dimensione umana dell’amicizia, del rispetto e della stima.

Ci si può e ci si deve confrontare duramente ma non ci si deve dimenticare che nello stesso partito, si è parte della stessa storia e si è responsabili nella costruzione dello stesso futuro.

 

 

 

 

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