Pubblico una lettera di Adriano Verlato (VI)

admin agosto 6th, 2009

Perchè ho scelto Franceschini

Perché Franceschini.

Mi rivolgo agli amici del Pd per spiegare le motivazioni che mi hanno spinto a sottoscrivere la candidatura Franceschini, pur avendo la  massima stima anche degli altri 2  candidati: Bersani e Marino.
Si tratta di una felice coincidenza che vede, contemporaneamente, presentarsi 3 persone degne di vittoria che tuttavia esigono una scelta le cui motivazioni mi accingo ad elencare. Intanto non è casuale che i programmi siano in alcuni punti molto simili così come la trasversalità degli appoggi indica che il meticciato incomincia a funzionare.
Questi primi mesi di segreteria Franceschini lo hanno visto agire e parlare con chiarezza e fermezza tali da arrestare la deriva pericolosa verso la quale si stava andando. Il processo costitutivo del Pd ha sopportato  molti errori e il nostro se ne è fatto carico con coraggio in un momento in cui nessun altro si faceva avanti. E questa non è cosa da poco. Mi piace anche portare alla vostra attenzione il fatto che Dario, una volta eletto, non ha fatto, come consuetudine vuole in  politica, che si prendano le distanze da chi ha lasciato. Ha invece, in più occasioni, affermato il suo accordo su tutto quanto  Veltroni aveva detto e fatto. Coerenza e correttezza.
L’eredità era pesante. l’idea di autosufficienza  che aveva, pur involontariamente , aiutato la crisi del Prodi 2, è stata abbandonata, ma non l’idea del bipolarismo con un Partito democratico che deve essere cuore e mente di tutta la sinistra. E da questa eredità che sono nati gli organi elefantiaci locali, privi di poteri decisionali reali, la difficoltà di far emergere una nuova classe dirigente e il vuoto rapporto tra la vitalità di molti circoli e la molle iniziativa centrale.
In questo panorama Franceschini è venuto ad operare dando al partito, nonostante il disturbo di Pietro, segni ideali inequivocabili e coerenti con i comportamenti , concretezza propositiva in Parlamento e riuscendo, in varie occasioni, a far migliorare i provvedimenti del governo per la crisi economica.
Non va sottovalutato altresì che il nostro ha reintrodotto negli organi deliberativi la prassi delle votazioni praticamente su ogni decisione togliendo la possibilità di recriminazioni successive ai malpancisti. L’altro argomento di peso per le alleanze future del Pd è la posizione dei vari candidati sull’argomento. A me sembra che la posizione di Franceschini sia sintetizzata in modo efficace e pragmatico dalla  seguente sua puntualizzazione che mi permetto di sottoscrivere in toto: “caratterizzarsi e scontrarsi nel dibattito congressuale solo sulla scelta dei possibili alleati di domani sarebbe prova di una sconcertante povertà di idee. Fare opposizione con altri partiti, individuare battaglie comuni sui contenuti dell’azione di governo, sarà il terreno migliore per sperimentare la possibilità di formare un’alleanza coesa e credibile”. Ci sono ancora un paio di osservazioni che mi pare giusto ricordare.
Cambiare un segretario nazionale dopo pochi mesi dalla sue elezione, solo perché lo Statuto lo prevede, mi sembra autolesionistico. Sarebbe stato quindi opportuno spostare più avanti il congresso in modo da consentire al segretario di impiegare tutte le sue forze nel fare opposizione e non nel contendere la carica. Teniamo, per di più , presente che cannibalizzando in questo modo e con questa velocità i nostri segretari, diamo alla destra il modo di affermare che li cambiamo perché valgono poco o nulla. E questa è un’opinione irricevibile visto che, se abbiamo qualche cosa di valido, sono proprio le personalità di grande livello e capacità. Infine ho in varie occasioni apprezzato il linguaggio scarno e diretto di Franceschini che ha saputo sempre, a Ballarò, nei dibattiti e in ogni occasione di confronto, tenere sempre salda la barra del ragionamento.Ultimo ma non meno importante,credo che il nostro segretario con il volere un partito strutturato, ma con apertura anche e sovente ai nostri elettori, pur non iscritti al Pd, interpreti correttamente quello
che è e sarà sempre la caratteristica del nostro nuovo partito.

Adriano Verlato

Trackback URI | Commenti RSS

Rispondi