<>A Langhirano vive un nostro amico, Camillo, che stanco di fare il bancario si è messo a fare l’antico mestiere del padre: il vignaiuolo. A volte facciamo un furgone….di solito io, Lino, Paolo, Valerio e andiamo a trovarlo. Tappa dal mastro casaro a prendere il Parmigiano Reggiano,
il Parma Crudo e il salame di Felino…che non è il salame di gatto, ma un salame che si fa nella località di Felino lì vicino a Parma, dove tra l’altro c’è anche il “Centro Europeo per l’alimentazione”.
Poi si va a casa di Camillo e lì la Francesca ci prepara il pranzo, tutti in famiglia. La pasta fatta in casa, il formaggio, il prosciutto e l’assaggio dei suoi vini. Il lambrusco, il malvasia, il trebbiano….le ore passano e non ti rendi conto. Ogni volta che andiamo a visitare l’azienda agricola S. Andrea, di Camillo Donati, è una scoperta…l’ultima volta abbiamo conosciuto la leggenda della malattia professionale dei “casari” ovvero la sndrome del cuore grande. Si narra infatti che il casaro, al secolo colui che trasforma il latte in Parmigiano Reggiano, soffr di crisi d’ansia per 36 mesi, ovvero fino all’assaggio di ciò che ha prodotto. La qualità del formaggio dipende da molteplici fattori, ma soprattutto dal latte che si usa…se un formaggio sarà buono lo si saprà solo a tavola. Così i casari si logorano d’ansia nell’attesa di conoscere la qualità di ciò che hanno prodotto. A casa di Camillo si sta davvero bene e quando stai bene il tempo vola….
e anche se verso sera si caricano un po’ di casse e si prende la via del ritorno, oramai la giornata è bella che andata. Tutti i vini di Camillo hano due peculiarità. la prima è l’ottimo rapporto qualità prezzo (ma questo è bene non dirlo troppo forte al produttore). La seconda è la modalità antica del procedimento di vinificazione…il fatto di tenere molti giorni il mosto in macerazione sulle bucce consente di ottenere un prodotto molto carico di odori, di sapori e anche di gradazione. Sconsiglio la degustazione di questi vini a chi è abituato a prodotti commerciali, perchè non sarebbe in grado di apprezzare. Il lambrusco ad esempio, appena aperto, sa un odore intensissimo di terra. Questa caratteristica, per gli intenditori è sinonimo di qualità, ma può non incontrare il gradimento di chi non è abituato. Chi fosse interessato a conoscere la cantina S. Andrea, può chiedermi i riferimenti di Camillo. Di solito è consigliabile fare prima una telefonata per concordare la visita….quando si affronta una cantina, vale la pena di perderci qualche ora e di farlo accompagnati dal vignaiuolo.
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Beh, pare proprio che abbiamo una serie di amici in comune. Ho conosciuto Camillo l’anno scorso al ritorno di un viaggio in Francia; dopo la Borgogna due tappe in Italia per vini naturali. Per Camillo nutro una speciale simpatia. La malvasia secca 2008 è fenomenale mentre il sauvignon 2007 è davvero speciale. g